De Boer: “Nel calcio non c’è tempo. Ho fiducia nella mia squadra”

Pubblicato il autore: Gianfranco Mairone Segui

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Vigilia delicata per l’Inter che arriva da tre sconfitte consecutive in campionato, che domani ospiterà il Torino di Sinisa Mihajlovic. Da poco è terminata la conferenza di De Boer, ecco le sue parole:

Quanta voglia ha di prendersi una rivincita dopo tutte queste voci di esonero?
“Credo sia normale sentire queste voci, anche se sono stanco di parlare di tutte queste cose. Non serve, contano solamente il lavoro e la mia squadra. Il resto no. Dobbiamo rimanere uniti per migliorare e cambiare questa situazione, anche se so che è difficile. Nel calcio non c’è tempo, infatti sono molto concentrato sulla gara di domani”.

Qual è il messaggio della società nei suoi confronti?
“Abbiamo iniziato un progetto dopo le difficoltà delle ultime stagioni. Non è stato alzato alcun trofeo in questi anni.l Suning sa che noi stiamo facendo il massimo per l’Inter”.

Quando un allenatore capisce di non aver più in pugno la squadra?
“Il primo tempo contro l’Atalanta è stato il peggiore da quando sono arrivato a Milano. All’intervallo ho esternato la mia rabbia nei confronti dei giocatori, e nella ripresa infatti abbiamo avuto maggior coraggio. Non abbiamo controllato l’intero secondo tempo, ma sicuramente abbiamo fatto meglio, provando anche a vincere la partita”.

Crede di aver in mano lo spogliatoio?
“Sì, assolutamente. Altrimenti non sarei l’allenatore dell’Inter. Ho fiducia nella mia squadra”.

Sente la protezione della dirigenza?
“I dirigenti sono sempre qui, l’ambiente è ideale per me. Non c’è alcun problema, sento il supporto della società”.

Una vittoria domani potrebbe non bastare per restare all’Inter: qual è la sua opinione in merito?
“Non voglio pensarci, penso solo alla partita. Ho fiducia nella mia squadra, possiamo invertire la rotta e lasciarci alle spalle questo momento. Ero conscio delle difficoltà, ma la società è con me”.

C’è qualcosa che non rifarebbe?
“Quando si prendono delle decisioni si pensa che siano le migliori. Ho la mia filosofia, ma è giusto cambiare al netto delle difficoltà attuali. In questo momento non possiamo sbagliare”.

Se avesse preso questa squadra a giugno, l’avrebbe costruita comunque in questo modo?
“Rispondo di sì. Avendo più tempo a disposizione per poter lavorare sarebbe stato meglio per me, ma con poche settimane non è stato facile. Per me il lavoro è stato difficile. Noi abbiamo sempre avuto come obiettivo quello di dominare il gioco con qualità, ma solo a campionato iniziato ho capito i punti deboli della squadra. Solitamente questo va fatto durante la pre-season, noi non abbiamo avuto questa possibilità. Ma la situazione è questa, dobbiamo accettarlo e andare avanti. Suning crede nel progetto, speriamo di migliorare”.

Il Torino sarà l’avversario di domani: meglio schierare giocatori di palleggio o di carattere?
“Sarà difficile per me, il Torino sta vivendo un ottimo momento e ha fiducia. Belotti e Ljajic stanno molto bene, ma noi dobbiamo vincere. Loro giocano con il 4-3-3, vogliono sempre pressare. Il Toro ha una filosofia simile alla nostra”.

Che differenze ci sono tra il primo tempo di Bergamo e quello giocato contro il Southampton?
“Per me è importante la disciplina tattica. I Saints sono una squadra molto forte, giusto adattarsi in quella partita. La prestazione offerta contro gli inglesi mi ha soddisfatto”.

I giocatori arrivano spesso secondi sulla sfera: il problema è fisico o mentale?
“Non mi capacito dei primi 45′ giocati contro i nerazzurri. Andare in svantaggio è un duro colpo per noi, dovremmo invece andare avanti noi per primi. Mi sono confrontato con i miei giocatori, che hanno colto questo aspetto. Non possiamo andare sotto nella maggior parte delle occasioni, evitarlo sarebbe importante dal punto di vista psicologico”.

Pensa di cambiare molto a livello di formazione?
“Non parlo della formazione, voglio vedere le mie idee in campo. Indipendentemente dalle scelte”.

Pensa di aver preso la decisione giusta nello scegliere la Serie A e l’Inter?
“Sì, senza dubbio. Mi piace Milano e l’Inter è un grande club. Le condizioni sono perfette per vivere, oltre che per lavorare. Sono contento e rifarei questa scelta”.

Qual è la critica peggiore che ha ricevuto e che, magari, l’ha ferita?
“Non sto leggendo in questo periodo e non guardo la televisione. Mi confronto con il mio staff, sappiamo che non sta andando bene. L’unica cosa che possiamo fare è lavorare, il resto non conta. Leggere e dar spazio alle notizie toglie delle energie, questo non posso permettermelo”.

Sente l’appoggio anche di Thohir?
“Thohir fa parte della società. L’Inter non è rappresentata solamente da una persona, ma da tante. Club vuol dire Suning, l’azienda che sostiene il progetto, Thohir, Zanetti, Ausilio e tutte le altre figure”.

Perché ha dato poco spazio a Banega nelle ultime uscite?
“Per motivazioni tattiche, ma non devo spiegarlo a tutti. Sono felice del suo rendimento, ma adesso questa è la situazione. Ci sono tanti ottimi giocatori, non ci sono problemi”.

Quando Gabigol avrà una chance?
“Ho detto molte volte che deve capire che in Italia c’è uno stile di calcio differente rispetto al Brasile, non è facile per me inserirlo ora, proprio nel momento in cui la squadra sta facendo fatica. In ogni caso si sta allenando duramente, presto arriverà la sua occasione”.

Tre giornate di squalifica per Medel: ci saranno delle conseguenze? Sarà multato?
“Questo è un argomento per la società, ma non ci voleva. Con questa squalifica mette in difficoltà la squadra, in questo momento avremmo avuto bisogno di un giocatore come lui. Vedremo per il ricorso, domani sicuramente non ci sarà. La sua mossa non è stata molto intelligente”.

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