Genoa Milan 3-0. Una sconfitta che fa bene ai rossoneri

Pubblicato il autore: Valerio Nisi Segui

genoa milan
E adesso? Cambia qualcosa? Genoa Milan ha fatto tornare i rossoneri ad essere una squadra di brocchi? Con la lettera minuscola, ovviamente. Assolutamente no. Genoa Milan non ha neanche dimostrato che la squadra di Montella non sia l’anti-Juve, per un semplice motivo. Non lo è mai stata. Una squadra che possa tenere testa a questa Juve non esiste in Italia. Roma e Napoli possono creare qualche grattacapo, certo. Le rose a disposizione di Luciano Spalletti e Maurizio Sarri sono sicuramente le più attrezzate per avvicinarsi il più possibile alla squadra di Massimiliano Allegri. Avvicinarsi però. Poi è ovvio che, e non volevo dirlo per non scadere nella banalità delle frasi fatte, tutto può succedere.

Genoa Milan ha messo in campo tutto quello che abbiamo visto fino a questo momento. Una difficoltà iniziale da parte degli uomini di Montella che hanno regalato al Grifone venti minuti buoni della prima frazione di gioco, compreso il primo gol, e poi una grande reazione di carattere. Poche occasioni nei 90 minuti, ma con la grinta e il pressing che hanno caratterizzato il Milan di quest’inizio di stagione si è sfiorato anche il pareggio in 10 uomini. L’espulsione di Gabriel Paletta infatti, avrebbe potuto pesare maggiormente sui rossoneri che in realtà hanno tenuto il possesso cercando di pareggiare una partita iniziata male. Il contropiede genoano che ha portato al gol del 2-0 con un’immeritata autorete dell’ex Kucka ha definitivamente spezzato le gambe al Milan.

Il 3-0 poi è arrivato sull’unica disattenzione di Alessio Romagnoli, sempre più in crescita, che ha disputato comunque una buona gara. Genoa Milan ha messo in campo la garra delle due squadre, ha avuto la meglio la squadra di Juric, più convinta dei rossoneri sin dall’inizio della partita. La sconfitta nel derby della Lanterna di sabato pomeriggio, la straordinaria e unica atmosfera del Marassi, hanno schiacciato fortemente il piede sull’acceleratore della squadra di casa. La stanchezza, più mentale che fisica in realtà, dei ragazzi di Montella dopo il successo contro la capolista, ha pagato un avvio con handicap che è costato caro. Se contro Sassuolo, Chievo, Fiorentina, e la stessa Juve, compattezza e fortuna (ché ce ne vuole sempre tanta in questo sport) sono state dalla parte del Milan, ieri sera qualcosa è venuto a mancare. Ma ci può stare. Paradossalmente, meglio che ci sia stata questa sconfitta.

Questa è una squadra che deve lottare per tornare in Europa, e lo sappiamo. E dopo le ultime stagioni l’Europa League sarebbe un ottimo traguardo. Senza dimenticare che ci sono squadre più attrezzate dei rossoneri o allo stesso livello, che lottano per lo stesso risultato. Fiorentina, Lazio, Torino e anche il Sassuolo. Meglio che dopo i festeggiamenti, anche giustificati, della vittoria contro la Juve sia arrivata una batosta del genere. Batosta in realtà più nel risultato, eccessivo per quello che si è visto in campo. Montella ha dichiarato dopo la gara che la sconfitta è immeritata, io non la vedo così. Troppo larga, certo, ma il Genoa ci ha creduto di più. Giusti i 3 punti per il Grifone.

Genoa Milan ha portato sul treno di ritorno verso Milano anche buone notizie. La prestazione di Manuel Locatelli è stata probabilmente la migliore da quando veste la maglietta numero 73 della prima squadra. Gol favolosi a parte con Sassuolo e Juventus, ieri sera è stata la prima vera partita di grandissima personalità del ragazzino che non ha sbagliato un passaggio, un controllo, e ha fornito anche un paio di verticalizzazioni ai compagni degne di un veterano. Quello che non si è visto ieri sera nei piedi di Locatelli è il timore di sbagliare, cosa che nelle precedenti prestazioni si era percepita.

Genoa Milan ha anche confermato, se ce ne fosse bisogno, che a parte 12-13 elementi in rosa Montella non ha ricambi all’altezza. La fascia destra ieri sera è stata disastrosa. Un Honda impalpabile ha sulla coscienza un fuorigioco non fatto sul primo gol del Genoa; Poli schierato da terzino rende molto meno delle sue possibilità. Da quella parte Laxalt volava via che era una meraviglia.

Cos’è cambiato rispetto a sabato sera? Nulla. La squadra ha giocato e lottato, magari in modo meno lucido, ma lo ha fatto. Il Milan non è mai stato l’anti-Juve, neanche alle 22.45 di sabato scorso. Non lo sarebbe stato neanche se avesse vinto ieri sera. Il Milan deve continuare la sua crescita, con calma. Perdere a Genova ci può stare. Anzi, è un bene che il Milan abbia perso. Adesso ci sono il Pescara e il Palermo prima del derby contro l’Inter. Sono queste le partite da non sbagliare per l’Europa.

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