Il riscatto di Dzeko

Pubblicato il autore: Marco Roberti Segui

Dzeko
Dzeko
non è mai stato un eroe omerico. uno come Achille, arrogante e invincibile, capace di terrorizzare gli avversari con la sua sola presenza, uno come Agamennone che sa guidare i compagni col piglio del condottiero e sa trascinarli alla vittoria. È un personaggio più timido, inquieto che si mette sempre in discussione. L’abbiamo conosciuto da quando è arrivato in Italia: un gigante buono che cerca il suo posto in campo, assorbendo tutte le critiche, giustificate e costruttive oppure becere e infide. Ha patito le forti pressioni che lo hanno sovrastato pagando un forte prezzo in termini di gol sbagliati, alcuni clamorosi, e di partite evanescenti in una stagione da cancellare(anche se ci sono stati momenti da ricordare come la vittoria contro la Juve in casa alla seconda giornata). In estate è stato protetto da un tecnico come Spalletti che ha saputo sapientemente come pungolarlo e al contempo coccolarlo per farlo sentire a suo agio. E in questo primo scorcio di stagione è ripartita la sua rinascita(comunque sempre tortuosa e non lineare). Nella prima giornata un gol contro l’Udinese, da due passi certo, ma anche ben due rigori procurati che hanno stappato la partita e sono emblematici di quel lavoro che Dzeko fa con e per la squadra e che spesso viene sottovalutato. Alla terza giornata rimane in panchina, ma viene fatto entrare, insieme a capitan Totti, per ribaltare la partita e far tornare il sereno, se non su Roma(ci vorrebbero poteri che veramente non gli competono), almeno sulla squadra. Detto, fatto. Un gol, su assist di Totti, con pregevole stop, superamento del portiere e un altro rigore guadagnato, nei minuti di recupero che consente ai giallorossi di completare definitivamente la rimonta. Una giornata di pausa e poi la prima doppietta stagionale contro il Crotone neopromosso e sepolto per 4-0. Dzeko segna il terzo e il quarto centro, il primo con un pregevole pallonetto(imbeccato sempre da Totti), il secondo dopo un’insistita azione di Salah. Poi ecco che quando la strada sembra appianarsi che arriva la buca il cui il bosniaco, forse un po’distratto inciampa malamente. A Torino tutta la Roma è in bambola e perde, meritatamente, per 3-1; ma è soprattutto Dzeko a finire nel mirino della critica dei tifosi. Gli errori sotto porta sono stati veramente tanti e il confronto con gli altri attaccanti delle grandi squadre(Higuain, Milik e Icardi su tutti) è stridente. Gli manca la cattiveria, la voglia di segnare si dice. Ma è proprio contro le grandi squadre che Dzeko si prende la sua rivincita. La prima tappa è l‘Inter che arriva all’Olimpico. E dopo pochi minuti ecco che il vero centravanti colpisce: azione in velocità(iniziata da lui) e palla che gli arriva all’interno dell’area piccola dove la spinge in rete in anticipo sul difensore avversario. E nel secondo tempo si va anche a conquistare la punizione da cui scaturisce il nuovo vantaggio della Roma. Ma ancora di più fa contro il Napoli. La supersfida del San Paolo richiede cuori forti e piedi fermi. E il suo non trema quando Salah gli recapita un delizioso assist nell’area di rigore che non può esimersi dal buttare dentro. E l’apoteosi la raggiunge ad inizio ripresa quando, dopo essersi conquistato una punizione da buona posizione, trasforma in rete il cross preciso di Florenzi. Doppietta e Napoli annichilito. Rispetto alla scorsa stagione sorridono anche i numeri: sono già 7 i gol in campionato dopo 8 giornate, mentre l’anno passato si fermò ad appena 8; in più il suo contributo si vede nel conquistarsi punizioni come abbiamo visto e nel supporto alla manovra. Un solo dato è sufficiente: nel precedente campionato Dzeko vinse solamente il 43% dei duelli aerei, sua specialità, mentre quest’anno la percentuale è quasi raddoppiata perché raggiunge il 71% dei duello vinti. In più questi tre gol nelle ultime due partite, scontri diretti, non banali, sono decisivi per lui e per la squadra. Un segnale che la Roma lancia al campionato. Ma perché la Juve lo senta forte e chiaro serivrà che il miglior Dzeko che stiamo cominciando a vedere continui a essere così decisivo.

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