Il Torino rimasto in dieci durante la partita contro l’Inter

Pubblicato il autore: Daniela Segui

mihajlovic torinoErano rimasti in dieci i giocatori del Torino durante il match contro l’Inter mercoledì sera terminato a favore di quest’ultimo. L’allenatore del Torino Siniša Mihajlović criticando anche il gioco e la non produttività dei “suoi”  ha voluto spiegarne le motivazioni. Così il serbo Adem Ljajić proprio durante la partita, è stato obbligato a abbandonare il campo per problemi intestinali. Stando alle testimonianze dell’allenatore, il suo uomo era già entrato con problemi alla fascia intestinale ma probabilmente non tali da impedirgli di giocare. Ma dopo il gol dell’Inter il serbo davvero non ha più retto ed è dovuto correre in bagno negli spogliatoi del San Siro, lasciando la sua squadra in dieci dato che Mihajlović aveva già effettuato i tre cambi che vengono normalmente concessi. Svelato l’arcano dunque del perchè un atleta proprio nel bel mezzo di una competizione è stato “obbligato contro la sua volontà” a lasciare i suoi compagni. In generale tutti gli sportivi Torinesi non sono rimasti soddisfatti dell’operato della squadra e forse della sua scarsa preparazione. Dal canto suo Siniša ha declinato in un certo senso ogni responsabilità imputando la colpa non al suo allenamento, tecnica e tattica, ma ai calciatori che non l’hanno seguito e che in gioco non hanno dato il massimo che si richiede. In merito all’episodio di Ljajić in effetti, esiste una seria correlazione tra sport e colite. Secondo la scienza praticare calcio, atletica, corsa o altro assolutamente aiuta in certi casi a superare coliti o coliche ripetute nel caso di patologie non gravi. Testimoni affermano di provare un certo benessere quando si corre o in generale si è in movimento, sempre parlando di chi è affetto da tali problemi, ma che a volte il troppo sforzo può sortire l’effetto contrario. Così mal di pancia, senso di nausea, talora vomito più o meno persistenti, possono insorgere quando lo sforzo fisico è alto e i soggetti sono tendenzialmente predisposti. Il serbo secondo indiscrezioni, aveva un leggero stadio colitico che sicuramente si è “potenziato” con la corsa. Il suo abbandono dal campo è stato così un gesto incontrollato e non voluto, tanto che persino il suo “manager” lo ha giustificato agli occhi di media e sportivi tutti. Sfortunatamente chi soffre di queste o simili patologie riconosce i segnali in maniera alquanto limpida. In tantissimi dopo uno sforzo, basta in effetti una corsa di venticinque minuti a velocità più o meno sostenuta, avvertono un leggero crampo addominale o anche nella fascia sub addominale… In genere si sottovaluta il segnale che può persistere per un tempo più o meno lungo, magari in certi casi non comportando problemi tanto che il soggetto può proseguire nella sua attività anche fino al suo termine. A volte il disagio peggiore può manifestarsi dopo qualche ora, al termine stesso dell’esercizio, finanche il giorno dopo. Nel caso del giocatore del Torino, molto probabilmente, il dolore e gli stimoli sono stati per così dire tanto forti da abbandonare il campo, la sua squadra e la competizione…. Nessun castigo o polemica dunque ne da parte di allenatore ne di tifosi.

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