Incontro Icardi dirigenza, rimane la fascia da capitano: “pagine scritte d’istinto, mi impegnerò a cancellarle”

Pubblicato il autore: Francesco Ippolito Segui
Petizione tifosi interisti su Icardi

Incontro Icardi dirigenza: è terminata alle 14:30 la riunione tra Icardi e la dirigenza dell’Inter. Presente anche De Boer.

Incontro Icardi dirigenza – È terminato l’incontro tra Mauro Icardi e la dirigenza dell’Inter. Il club nerazzurro ha deciso: l’argentino riceverà solo una multa e continuerà ad avere la fascia di capitano.

APPIANO GENTILE – L’incontro tra Mauro Icardi e la dirigenza dell’Inter, avvenuto nella clubhouse di Appiano Gentile, è appena terminato. Nel confronto, iniziato verso le 13, oltre all’attaccante nerazzurro erano presenti AusilioGardiniZanetti, oltreché l’allenatore Frank De Boer. Icardi, dopo la riunione con la società ha lasciato il centro di allenamento senza rilasciare dichiarazioni.

petizione icardi

Icardi su Instagram

ICARDI: “NON LA LASCIO MAI SOLA” – Pochi minuti fa su Instagram, Mauro Icardi ha pubblicato una sua foto con la fascia di capitano, scrivendo “Forza Inter”, “Amala”, “Non la lascio mai sola”. Una foto abbastanza eloquente, che spegne tutte le sue possibili voci di trasferimento.

LE DECISIONI UFFICIALI – Il summit tra le parti ha deciso che Icardi continuerà ad essere il capitano dell’Inter. All’argentino verrà solamente comminata una multa.

IL COMUNICATO UFFICIALE: “PAGINE SCRITTE D’ISTINTO, MI IMPEGNERÒ A CANCELLARLE” – L’Inter ha rilasciato intorno alle 17:30 un comunicato ufficiale, che tutti i tifosi nerazzurri stavano attendendo con ansia: “F.C. Internazionale a seguito dell’incontro avvenuto questa mattina tra i dirigenti e Mauro Icardi, comunica che per il capitano nerazzurro sarà applicata la sanzione prevista per aver violato il Regolamento Interno del Club, sottoscritto da ogni giocatore”. Su Inter.it anche le parole del nove nerazzurro: “In questi due giorni ho vissuto una parentesi triste della mia storia nerazzurra. Ma in una famiglia – e mi hanno sempre insegnato che l’Inter prima di tutto è una grande famiglia – i momenti difficili o le incomprensioni possono capitare. Tutto nasce da una pagina del mio libro, che probabilmente è stata buttata giù troppo d’istinto. Una pagina dove alcuni toni sono inappropriati e sono davvero dispiaciuto che ci siano andati di mezzo proprio i tifosi dell’Inter. Questo ha offeso tanta gente, ma bisogna guardare sempre avanti e, se si può, fare di tutto perché le cose tornino al proprio posto. Per questo mi scuso e mi impegnerò perché queste pagine non ci siano più, in modo che nessuno possa sentirsi offeso, tradito e minacciato. Oggi ho parlato con la Società, abbiamo chiuso questa brutta parentesi e, tutti insieme, abbiamo un solo obiettivo: il bene dell’Inter, perché niente è più grande dell’Inter. Per questo motivo ho accettato ogni decisione del Club. In futuro cercherò di essere molto più attento, cosa che il mio ruolo nella squadra impone. Ora, uniti più che mai, prepariamo i prossimi impegni con la massima determinazione”.

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IL RESOCONTO DEI FATTI – Icardi è stato richiamato dalla dirigenza per alcune frasi sulla sua autobiografia relative a Sassuolo-Inter 3-1 del 1° febbraio 2015. L’argentino, parlando degli ultras interisti ha detto “Sono pronto ad affrontarli uno a uno. […] Quanti sono? Cinquanta, cento, duecento? Va bene, registra il mio messaggio e faglielo sentire: porto cento criminali dall’Argentina che li ammazzano lì sul posto, poi vediamo“.

Queste parole hanno suscitato l’ira del tifo organizzato nerazzurro, che con un duro comunicato ha insultato Icardi.

Ieri mattina l’argentino ha replicato agli ultras: “Sono dispiaciuto, ma continuate a sostenere l’Inter come avete sempre fatto“. Nella bagarre poi, si è espresso anche il vice-presidente interista Zanetti: “Prenderemo provvedimenti“.

Poi è accaduto l’inevitabile: l’Inter è stata sconfitta a San Siro col Cagliari e proprio Icardi ha sbagliato un calcio di rigore. Alcuni tifosi hanno fischiato Icardi, altri invece fischiano la Curva Nord: la troppa pressione psicologica ha sicuramente contribuito alla sconfitta nerazzurra. Al termine del match una quarantina di tifosi hanno aspettato l’attaccante sotto casa con lo striscione “Noi ci siamo, quando arrivano i tuoi amici argentini ci avvisi o lo fai da infame?“. Inoltre secondo la testimonianza dell’opinionista Massimo Brambati, hanno addirittura aggredito la sua macchina.

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Questa mattina si è espresso sull’accaduto Franco Caravita, storico leader della Curva Nord dell’Inter, chiudendo definitivamente ad un riappacificamento con Icardi: “Credo sia impossibile ricucire il rapporto. Una persona che ti minaccia di morte non può avere un accesso nella nostra mente e nei nostri cuori“.

Poco prima dell’incontro tra Icardi e la dirigenza interista, non appena terminato l’allenamento alla Pinetina, sulla pagina ufficiale di Facebook dell’argentino è apparsa la foto della sua fascia con l’hashtag #iostoconmauro.

LE RICHIESTE DEI TIFOSI – La tifoseria interista è divisa in due: c’è chi sta dalla parte di Icardi e chi da quella della Curva Nord. I primi hanno addirittura creato una petizione in favore dell’argentino, ideata dal gruppo Facebook Appiano Scurrile e che al momento conta oltre cinquemila firme. I secondi invece hanno chiesto la revoca della fascia da capitano ed il ritiro della sua autobiografia dal mercato, al fine di eliminare le “pagine incriminate”.

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MORATTI: “UN GRANDE CAOS, IO NON CI ENTRO” – L’ex presidente nerazzurro Massimo Moratti, all’uscita dal palazzo Saras, non ha voluto rispondere alle domande dei giornalisti, dicendo solamente che la situazione che si è creata “è un grande caos, in cui non entro certamente io“.

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