Infiltrato: Juve-Napoli 2-1 vista a Sant’Arpino (Caserta) in un covo di tifosi juventini in Campania

Pubblicato il autore: marco.stiletti Segui
juventiniEssere juventino a Napoli è sempre un dentro o fuori: non ci sono vie di mezzo, se vinci godi su tutti, se perdi devi subire gli sfottò, pungenti. Per settimane, mesi addirittura. A volte anni. Ed è anche comprensibile, perchè il Napoli che batte la Juve significa che ha fatto il colpaccio, il ribaltone. E’ rivoluzione! La piccola che batte la Signora, Davide che sconfigge Golìa, il popolo che sovverte l’ordine costituito.
Milioni di tifosi sparsi per il mondo, anche questa è Juve Napoli. Per questo vivere a Napoli, per un tifoso juventino, è una condizione particolare. In un attimo sei in capo al mondo, subito dopo corri il rischio di essere condannato a un eterno sfottò. Perchè vincere contro la Juve significa caroselli che durano per giorni, bandiere che sbucano da ogni finestra, l’ironia di striscioni che poi restano. Ecco perchè ieri sera in un covo juventino a Sant’Arpino, dove io e il mio collega Raffaele Zanfardino abbiamo seguito il big match, la prima preoccupazione era vincere o almeno non perdere.
C’è chi come Alfonso, tifoso più acceso di tutti, si metteva a capo della squadra e a guidare i giocatori della Juve verso la vittoria. Se avesse potuto, avrebbe scalzato a calci Allegri dalla panchina e si sarebbe messo lui. Quando avvertiva il pericolo degli attaccanti e dei calciatori offensivi del Napoli, Alfonso urlava sempre “Uomooooo!!!” come se fosse lui l’allenatore. Ad ogni tocco sbagliato bestemmie contro il principale rallentatore del gioco juventino, Hernanes. Analisi la fanno in pochi solo Alfonso e Luca e alcune volte Giuseppe che preferisce sempre la via del silenzio e della sofferenza, per poi al gol di Bonucci all’inizio del secondo tempo, esplodere di gioia.
Alfonso è il più nervoso e a noi giornalisti ci fa divertire sia con il suo linguaggio che con l’enfasi che mette nel tifare Juve. Ci ha ospitato in casa sua covo juventino visto un poster di Del Piero, lo stemma della Juve e un cuscino portafortuna bianconero. Insieme a Luca per smorzare il nervosismo fumano tantissimo e imprecano affinchè la Juve domini il match e porti a casa i tre punti fondamentali per staccare definitivamente i partenopei di altre tre lunghezze. Fabio con la sua sciarpa bianconera medita e spera in un solo risultato la vittoria, ma come Giuseppe ai gol juventini lascia la compostezza per un abbraccio caloroso con gli amici presenti.
La paura di passare una nottata brutta a tratti è stata nell’aria, soprattutto al pareggio di Callejon. Qui da parte di Alfonso e Luca sono partiti cori di delusione contro chi non è stato attento a marcare bene lo spagnolo del Napoli. Ma la parte più bella della serata che toglie parecchi ansie è stata l’azione del gol di Higuain. La goduria che tutti gli appassionati della Vecchia Signora attendevano. Fabio, Luca, Giuseppe e Alfonso non potevano non esultare alacremente e con vigore, in quanto la rete del Pipita porta +7 la Juve sul Napoli.
La partita, però, non finisce al gol di Higuain perchè la squadra di Sarri è stata sempre in partita e ciò da suspence ai nostri protagonisti che esprimevano le proprie preoccupazione ognuno a suo modo: Alfonso e Luca ricorrevano alle sigarette, Giuseppe si alzava e si sedeva e Fabio finalmente non stava più zitto e imprecava contro chi sbagliava.
Grande sospiro di sollievo l’ingresso in campo di Cuadrado e Marchisio e soprattutto per Allegri che ha fatto sedere in panca finlmente Hernanes. Al triplice fischio dell’arbitro, poi, il tripudio come se la Juve avesse vinto proprio in questo weekend lo scudetto senza aspettare aprile-maggio. Addio isterismi e come nelle favole il gruppo juventino di Sant’Arpino vive felice e contento. La Juve imperiat e questo è l’importante….
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