Juventus-Napoli in tribunale finisce 0-1. Un tifoso dei partenopei si fa risarcire dalla Vecchia Signora

Pubblicato il autore: marco.stiletti Segui
live-juventus-napoli-il-13-2-ore-20-45_600409Difficile dimenticare una brutta serata e una sconfitta pesante. Non lo ha fatto di certo Giovanni De Angelis, avvocato di Castellammare di Stabia e tifosissimo del Napoli, che è riuscito a ottenere ciò per il quale si è battuto con coraggio negli scorsi mesi. Il giudice di Pace del Tribunale di Torre Annunziata gli ha infatti dato ragione nella causa che il tifoso/avvocato ha addirittura avviato (in prima persona) contro la Juventus: colpevole, secondo il tifoso campano, di non aver fatto nulla per evitare i vergognosi insulti piovuti dalle tribune dello stadio (che hanno tra l’altro generato disordini tra le due tifoserie) nei confronti del Napoli e dei napoletani nella sera del 10 novembre del 2013, prima, durante e dopo la sfida tra i campioni d’Italia e la squadra azzurra dell’allora tecnico Benitez.
E’ stata inoltre provata – si legge nella sentenza del Giudice di pace – la circostanza che durante il primo tempo della gara, i tifosi della Juventus esponevano uno striscione che inneggiava all‘eruzione del Vesuvio e alla morte del Popolo Napoletano e che tale striscione rimaneva esposto inizialmente al centro della curva e successivamente esposto sul lato inferiore della detta curva, senza che lo stesso venisse rimosso dagli steward.

La tesi del sostenitore azzurro è stata così “sposata” dal Tribunale di Torre Annunziata (come riporta il Corriere dello Sport), nonostante il ricorso in appello presentato dalla Juventus dopo la prima udienza, che ha condannato il club piemontese a risarcire De Angelis con 305 euro di danno patrimoniale
(costo del biglietto della partita, viaggio in treno e pernottamento a Torino), più mille euro di danno esistenziale. Sommata alle spese legali, la somma che la Juventus dovrà corrispondere sarà di oltre 3 mila euro.
Oltre ad essersi lamentato per i cori offensivi, De Angelis ha anche fatto pesare la sua uscita anticipata dallo stadio “in conseguenza di una situazione ambientale avvertita come insopportabile”. Davanti a queste accuse, il giudice di Pace ha ritenuto punibile la società di corso Galileo Ferraris per “il mancato adempimento dell’obbligo contrattualmente assunto con la vendita del biglietto di accesso” e per aver “omesso di invitare tali tifosi, tramite megafono, a desistere da tali comportamenti”.
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