La Viola espugna il Dall’Ara, a Bologna decide un rigore di Kalinic

Pubblicato il autore: andrea nervuti Segui

Bologna-Fiorentina-2015-16Che tra Bologna e Fiorentina non si tratti mai di un semplice confronto calcistico, lo sapevamo da sempre. Tra viola e rossoblu si parla di “Derby dell’Appennino”  dal lontano 1928, data in cui nel vecchio impianto toscano di Via Bellini venne disputato il primo confronto ufficiale fra le due società. Da allora si sono giocati oltre 140 incontri fra i due club, purtroppo molto spesso accompagnati da  gravi disordini e forti tensioni fra le opposte tifoserie.

Fortunatamente, ieri sera si è vissuto  solo un sano dualismo da spalti, con cori e sfottò. Battimano e sciarpe tese. Stupenda la coreografia della Curva Bulgarelli ad inizio partita, con l’intero settore dello stadio che ottimamente coordinato dai ragazzi dei gruppi organizzati, ha sventolato migliaia di vessilli atti a ricreare torri e portici.

Buona anche la compagine gigliata, composta da circa 2000 supporters assiepati nello spicchio basso della San Luca.

La partita. Francamente un match piuttosto bruttino, deciso da un doppio episodio sfavorevole ai padroni di casa. Il primo: l’infortunio del giocatore più in forma del momento, cioè di quel Simone Verdi già in odore di nazionale che ha costretto Donadoni a stuprare il suo canovaccio tattico. È ancora presto per analizzare la sua cartella clinica, ma per l’ex trequartista del Carpi si parla di un possibile distaccamento del muscolo dal malleolo. ( Tanti auguri ragazzo, ti aspettiamo presto!)

Il tecnico bergamasco opta per l’inserimento di Rizzo al posto dello sfortunato numero 9. Ora, che l’esterno genovese ti possa garantire tanta corsa e dinamismo è vero, ma che la squadra si spunti ulteriormente davanti lo è altrettanto. Forse questo cambio è stato tradotto da Sousa come un invito ad attaccare

Il secondo: lo svarione difensivo che ha permesso alla Fiorentina di andare in vantaggio, sia nel conteggio degli uomini che in quello scritto sul tabellone. Per la seconda volta consecutiva la squadra felsinea si fa uccellare da un lancio proveniente dalle retrovie. Un campanile di 60 metri che buca facilmente la distratta linea difensiva rossoblu. Stavolta a trovarsi fuori posizione è capitan Gastaldello, che poi pensa bene di stendere Kalinic ormai a tu per tu con DaCosta. L’arbitro fischia il rigore ed estrae il rosso. Il portiere brasiliano intuisce, ma non riesce a deviare la conclusione del centravanti croato. Game, set and match. L’incontro termina qui, anche se ci sarebbero da dover argomentare altri 75 minuti.

Un Bologna largamente incerottato (oltre all’infortunio di Verdi, mancavano Maietta, Mirante, Torosidis e Destro) e costretto a giocare in 10, nulla ha potuto contro il grande palleggio architettato dai viola.

A fine gara il tecnico rossoblu analizza l’errore di Gastaldello: “ Sa benissimo di aver sbagliato, ed è il primo ad esser dispiaciuto. È consapevole di aver commesso un errore che ci è costato caro”.

Pare “particolarmente contento” della risposta e dal sacrificio mostrato dai suoi ragazzi nel momento di emergenza, con giocatori che sono pronti a sbattersi anche lontano dal proprio ruolo originale (vedi Rizzo terzino o Dzemaili difensore centrale). “ è chiaro che queste sono scelte dettate dalla situazione d’emergenza. Ma quando hai queste risposte ti fa piacere. Sono orgoglioso di ciò che hanno fatto i ragazzi”.

La conclusione è dedicata alle gestione arbitrale dei cartellini, probabilmente non tanto di questa partita ma in generale delle ultime uscite : “ Sono stanco. A volte mi viene il dubbio se abbia senso che cerchi di comportarti  sempre in maniera corretta. Le cose vanno bene se sono sempre fatte nella maniera giusta e sempre con lo stesso metro di giudizio. A volte certe cose andrebbero valutate con maggior attenzione anche nei nostri confronti. Questo mi fa arrabbiare”.

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