Lazio, Parolo soltanto Parolo

Pubblicato il autore: Marco Roberti Segui

Parolo
Semplicemente Parolo. Avanti con la Lazio, fino al 2020. È di mercoledì la notizia del suo rinnovo con un cominciato ufficiale della società che lo ha annunciato sul proprio sito. Avanti fino a quando il centrocampista lombardo avrà 35 anni, avanti per diventare se non una bandiera, uno dei giocatori rappresentativi dei biancocelesti negli ultimi anni. Perché Parolo è solamente da due anni nella capitale, ma è diventato un perno del centrocampo, un giocatore essenziale, difficilmente sostituibile e molto apprezzato dai tifosi. Un comune denominatore della sua carriera questo, cioè di ricevere l’apprezzamento dei tifosi che vedono in lui un professionista umile ed esemplare che coniuga quantità a qualità e non fa mai mancare il suo apporto in fase offensiva. Il suo primo mentore e maestro, che tanta importanza avrà nel crepuscolo della sua carriera è Pierpaolo Bisoli. Che è il suo allenatore prima al Foligno nella stagione 2007/2008, un’annata particolarmente fortunata per la società romagnola che sfiorerà la promozione in serie B, e poi al Cesena nella sua prima, e finora unica, stagione in serie B. Unica perché quell’anno si concluderà con un’insperata quanto avvincente promozione in serie A proprio con i bianconeri. Un finale di stagione incredibile con 5 vittorie consecutive nelle ultime giornate del campionato. Parolo è assoluto protagonista e fa esplodere di gioia il tifo cesenate nell’ultimo turno realizzando il gol della vittoria a Piacenza, un successo determinante per l’allungo finale sul Brescia. Parolo alla sua prima stagione in serie A conosce una grande continuità e una buona propensione al gol. Il primo lo segna al Napoli nella sconfitta per 4-1. A fine stagione saranno 5. L’annata successiva è sfortunata per lui e per la squadra romagnola che retrocederà, terminando addirittura all’ultimo posto. Ma ormai Parolo è un giocatore da palcoscenici importanti così accetta l’offerta del Parma. La località cambia di poco, e il rendimento anche. La stagione 2013/14 è la seconda più prolifica, in termini di realizzazioni, ma anche di prestazioni. Il Parma dopo diversi anni riconquista l’Europa dopo un campionato strepitoso. Cassano, Paletta, Biabany e lo stesso Parolo sono tra gli alfieri di una cavalcata incredibile dei gialloblu che però per inadempienze economiche sono costretti a cedere il posto al Torino. Solo qualche mese dopo si scopriranno i conti disastrati tenuti nascosti da Ghirardi e allora sarà troppo tardi. Per il centrocampista però è arrivata la chiamata della Lazio, accettata senza indugio. Anche qui si dimostra elemento di peso. La stagione 2014/15 è fortunata per i biancocelesti. Partiti in sordina, agli ordini di mister Pioli tutti i giocatori si dimostrano di grande caratura tecnica e arrivano allo scontro diretto con la Juve in primavera con la speranza addirittura di riaprire il campionato. Speranza frustrate dallo strapotere bianconero, ma nulla toglie la grandissima rincorsa della Lazio di quell’anno, trascinata da un Felipe Anderson mai più visto a quei livelli e un gioco efficace e divertente. L’apice di quella stagione Parolo la tocca alla fine, con il gol, l’ultimo dei suoi 10(prima e unica volta ad aver raggiunto la doppia cifra), al San Paolo nello scontro diretto contro il Napoli. Poi arriverà anche l’Italia e l’Europeo, prima grande competizione per nazionali a cui partecipa. Conte si fida di lui e lo schiera titolare in tutte le partite importanti. Un ruolo confermatogli anche da Ventura nel nuovo corso azzurro. Un ruolo che tacitamente gli accordano tutti gli allenatori, anche Simone Inzaghi che ha preso la Lazio dall’anno scorso. Il rinnovo è il riconoscimento per un giocatore sempre professionale e disponibile; mai un parola fuori posto o un commento sopra le righe. Soltanto Parolo.

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