Serie A, scontro Icardi Curva Nord: il racconto di chi quel giorno era lì

Pubblicato il autore: MATTIA D'OTTAVIO Segui

20160124_133931Serie A, a momenti arriverà la decisione della società nerazzurra in merito al caso Icardi. Ieri a San Siro si è vissuta una giornata stranissima, con l’inattesa vittoria del Cagliari, la contestazione della Curva verso il numero 9 che ha fallito un rigore e non ha reso al massimo, mentre il resto dello stadio lo ha incitato. Hanno fatto discutere e continueranno a farlo le pagine dell’autobiografia di Icardi, che ha riportato parole e pensieri al termine di Sassuolo Inter del primo febbraio 2015. Raccontiamo come è andata quel giorno, tornato d’attualità per i tifosi interisti un anno e mezzo dopo. È una fredda domenica invernale, io ed una mia collega decidiamo di andare ad assistere a Sassuolo Inter, per acquistare il biglietto per la Curva ospite non c’è bisogno della tessera del tifoso e speriamo di vedere una bella partita. È l’anticipo delle 12 e 30 al Mapei Stadium tra i padroni di casa del Sassuolo e l’Inter di Mancini. I nerazzurri vengono da un pareggio e una sconfitta nelle precedenti partite: un pareggio sbiadito per 0 a 0 contro l’Empoli e una brutta sconfitta in casa con il Torino. Mancini esclude dall’11 titolare Icardi (in panchina insieme al nuovo acquisto Brozovic) e schiera in avanti Shaqiri, Palacio e Podolski. L’inizio è promettente, Vidic va vicino al gol, ma poi il Sassuolo si scatena, in pochi minuti Zaza e Sansone realizzano un gol più bello dell’altro e a fine primo tempo arrivano dalla curva dei tifosi ospiti i primi mugugni. Nella ripresa entra proprio Icardi, che ad un quarto d’ora dalla fine sfrutta un passaggio sbagliato della difesa neroverde e deposita in rete il pallone dell’uno a due. Non basterà, perché nei minuti finali Donkor atterra Zaza e Berardi trasforma il rigore del 3 a 1 finale. Triplice fischio e scoppia la rabbia degli ultras interisti: bordate di fischi all’indirizzo dei giocatori e richieste (non gentilissime) di andare sotto la curva. Il primo ad arrivare è Guarin, si batte il petto per indicare che l’impegno non manca mai, ma purtroppo non arrivano i risultati; quasi insieme al colombiano giunge sotto la curva Icardi: si toglie la maglia e la lancia ai tifosi, la casacca biancorossa torna indietro allora Maurito la raccoglie, si toglie anche i calzoncini, scavalca i cartelloni e porge i cimeli di nuovo ai tifosi (noi eravamo più in alto quindi non sappiamo con certezza se il destinatario fosse un bimbo, di sicuro sono questi i momenti che vengono descritti nel libro), il regalo torna di nuovo indietro al mittente che qui perde la testa, nemmeno Ranocchia che quel giorno era il capitano lo riesce a fermare, per tutta risposta i tifosi cominciano ad intonare cori che ieri sono di nuovo tornati di moda nel secondo anello verde. Noi usciamo dallo stadio e torniamo a casa, leggiamo sul cellulare le notizie di un incontro chiarificatore con la Curva da parte di Icardi, Palacio, Handanovic, Carrizo, Ranocchia e Guarin. Da lì in poi lo strappo si ricuce, resiste ai rumours di quest’estate e sembra essere tornato il sereno tra Icardi e la Nord… Almeno fino a ieri, quando un freddo pomeriggio a Reggio Emilia è tornato a bussare alla porta dell’ambiente interista.

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