Come giocherà l’Inter di Pioli?

Pubblicato il autore: Mirko Tursi Segui

Pioli

MILANO – Ci siamo, Stefano Pioli è stato annunciato ufficialmente come nuovo allenatore dell’Inter alle 16.10 di quest’oggi, tramite comunicato ufficiale apparso sul sito della società nerazzurra. Dopo una settimana tesissima per il mondo Inter, cominciata con l’esonero di Frank de Boer, poi proseguita con la sconfitta col Southampton che ha segnato, molto probabilmente, l’esclusione dei nerazzurri dall’Europa League e conclusasi col successo sul Crotone ottenuto solamente negli ultimi minuti del match di San Siro, l’Inter ha il suo nuovo tecnico. Pioli è riuscito infatti a superare tutti i rivali che, la società nerazzurra, i media e i tifosi, gli avevano contrapposto per la successione dell’allenatore olandese sulla panchina dell’Inter.

NORMALIZZATORE – Ma adesso che le carte sono state firmate (il tecnico nato a Parma ha anche rescisso il contratto che lo legava alla Lazio nella giornata di ieri), la domanda è più che lecita: come giocherà Stefano Pioli? Per cercare di capirlo dobbiamo partire innanzitutto dall’allenatore e dal suo passato. Pioli è considerato un “normalizzatore”, cioè un tecnico che non si mostra alle telecamere con fare battagliero, ma ciò non tragga in inganno su quella che è la sua attitudine al mondo del calcio.

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GLI ALLENAMENTI – È durante l’allenamento che l’ex allenatore di Lazio e Bologna mostra tutta la sua “maniacalità” nella preparazione delle sue squadre. Se dovessimo fare un paragone, Stefano Pioli potrebbe essere accostato, nel modo in cui “insegna calcio”, a quel Maurizio Sarri che dopo tanta gavetta è arrivato, nel giro di due anni, ad esportare la sua filosofia di calcio in Champions League. Si parla di sedute di “movimento collettivo”, cioè movimenti ripetuti continuamente per far memorizzare le giocate e gli schemi ai propri giocatori, un vero e proprio martello che batte nella loro testa. E da domani i nerazzurri, o almeno ciò che ne resta, date le convocazioni per le nazionali, cominceranno ad assaggiare ciò che Pioli vuole, dato che è stata organizzata una doppia seduta.

IL MODULO – Se andiamo a leggere la “carta d’identità calcistica” di Stefano Pioli, troveremo come moduli maggiormente utilizzati il 4-3-3, utilizzato nel primo anno alla Lazio, il 4-2-3-1 adoperato invece nel secondo anno dell’esperienza biancoceleste o ancora il 3-4-2-1 nei due anni e mezzo al Bologna. Il gioco di Pioli si compone essenzialmente di quattro difensori in linea, di cui uno più bloccato (il classico terzino), che potrebbe essere rappresentato da Ansaldi ed uno fluidificante, quindi che dia maggior spinta e partecipi maggiormente all’azione offensiva, come al momento potrebbe essere Davide Santon. In alternativa, si potrebbe puntare sulla difesa a 3, ma come scrisse lo stesso Pioli sulla sua tesi per il diploma di allenatore a Coverciano, “la linea a 4 è preferibile in quanto permette di adattarsi ad ogni avversario”. Sulla linea mediana, importante per il gioco di Pioli è sicuramente il centrocampista d’inserimento come fu Marco Parolo ai tempi della Lazio ed il cui peso si vide soprattutto nella stagione 2014/15 quando, in quel ruolo, realizzò la bellezza di 10 gol in 34 partite disputate. Si potrebbe ipotizzare quindi Joao Mario in quella posizione, coadiuvato da un’altra mezz’ala con caratteristiche simili (Brozović ad esempio) e da un regista capace di appoggi semplici o di verticalizzazioni di prima per l’attaccante. Alla Lazio era Biglia, all’Inter potrebbe esserlo Banega, almeno fino a Gennaio, dato che l’argentino in quel ruolo non ha praticamente mai giocato se non un paio di volte quest’anno, in uno degli esperimenti (falliti) di De Boer. In alternativa Pioli potrebbe puntare su un centrocampo a 2, dove però, per forza di cose, uno dei due incursori sarebbe sostituito probabilmente da Gary Medel, per dare maggior equilibrio alla squadra. In avanti andrebbero schierati sicuramente il capitano Mauro Icardi, vero e proprio trascinatore in questo primo squarcio di stagione, che dovrebbe però cercare, adattandosi al gioco voluto da Pioli, di muoversi un po’ più fuori dall’area e rendersi pericoloso anche da lì; le ali dovrebbero essere verosimilmente Perišić e Candreva, nonostante i cattivi rapporti nati lo scorso anno per la mancata fascia di capitano, che poi finì sul braccio di Lucas Biglia. Questi ultimi due ruoli sono di grande importanza per il tecnico nato a Parma, dato che il suo gioco si sviluppa sulle “catene laterali”, con un’interscambio di posizioni frequente tra terzino e ala appunto.

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OBIETTIVO TERZO POSTO – La grande sfida che attende Pioli è quella di far giocare pressappoco gli stessi undici utilizzati da De Boer, con lo stesso modulo, cercando però di fare risultato e di portare a casa quanti più punti possibile per riprendere una stagione che, dopo la tiratissima vittoria col Crotone, può ancora considerarsi salvabile. L’obiettivo è il terzo posto, i prossimi impegni Milan, Fiorentina e Napoli.

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