De Boer non è più l’allenatore dell’Inter, ma molto probabilmente non ha nemmeno la metà della colpa

Pubblicato il autore: MATTIA D'OTTAVIO Segui

MILAN, ITALY - OCTOBER 20: Head coach of FC Internazionale Frank de Boer looks on prior to the UEFA Europa League match between FC Internazionale Milano and Southampton FC at Giuseppe Meazza Stadium on October 20, 2016 in Milan, Italy. (Photo by Marco Luzzani - Inter/Inter via Getty Images)

È arrivato pochi minuti fa l’esonero di De Boer, sulla panchina nerazzurra giovedì nella sfida da dentro o fuori col Southampton ci sarà Vecchi e dopo la pausa molto probabilmente Pioli. L’allenatore olandese paga per il brutto avvio di stagione (due anni fa fu esonerato Mazzarri, anche lui dopo 11 giornate e con due punti in più), ma non ha tutte le colpe. È stato chiamato il 9 agosto, dopo una settimana e poco più l’esordio in trasferta contro il Chievo di Maran. De Boer ha schierato la formazione che credeva più adatta per mettere in difficoltà i clivensi, i quali però con un organico già collaudato e una condizione fisica assolutamente superiore hanno messo sotto i nerazzurri. Contro il Palermo in casa l’Inter non ha giocato benissimo, molte soluzioni individuali, ma l’1 a 1 finale va stretto, perché comunque sono state create molte occasioni, non realizzate. La vittoria all’ultimo respiro a Pescara, sembrava poter regalare una boccata d’ossigeno, ma quattro giorni dopo è arrivata la figuraccia in Europa League contro l’Hapoel Beer Sheva. Apriti cielo! Troppo turnover, critiche a non finire e De Boer già messo sulla graticola e a rischio in caso non fosse arrivata una prova convincente contro la Juve. Contro i bianconeri, invece l’Inter vince meritatamente 2 a 1, sull’onda dell’entusiasmo si conferma ad Empoli, ma poi tornano i problemi: col Bologna in casa la grana Kondogbia e un 1 a 1 che poteva essere anche una vittoria, un’altra figuraccia europea a Praga e poi la sconfitta di Roma al termine di una partita che sarebbe potuta finire anche in pareggio o addirittura a favore dei nerazzurri. Durante la pausa delle nazionali sono continuate ad arrivare le critiche, che sono diventate feroci dopo la sconfitta casalinga con il Cagliari all’interno di un San Siro spaccato in due tra Curva e resto dello stadio. A far tornare un po’ il sereno non è bastato il soffertissimo 1 a 0 contro il Southampton, a Bergamo arriva un’altra prestazione davvero incolore della squadra, soprattutto per l’atteggiamento. L’olandese è di nuovo spalle al muro, ma contro il Torino meno di una settimana fa arriva un 2 a 1 più che meritato. Anche dopo la vittoria si rincorrono le voci di un esonero e sarà di nuovo decisiva la sfida di Genova contro la Sampdoria. Dopo un primo tempo ancora imbarazzante per l’atteggiamento dei giocatori in campo, arriva un’altra sconfitta, l’ultima. De Boer paga per la mancanza di una società, che non è stata coesa quando è stato scelto, non lo ha sostenuto quando ha preso delle decisioni forti nei confronti di chi, in un modo o nell’altro, non lo ha rispettato come mister (Brozovic, Kondogbia, Eder), senza contare il rendimento di molti giocatori molto al di sotto delle aspettative. Un ultimo pensiero per alcuni colleghi, di carta stampata e non, mai teneri, anzi a volte ingenerosi verso un professionista che in due mesi ha provato a imparare l’italiano ed è stato preso in giro (risatine, addirittura un ex calciatore che fa finta di russare). Adesso sulla panchina dell’Inter probabilmente arriverà Pioli, i tifosi sperano che la società abbia chiesto prima di prenderlo almeno un parere  a Candreva, che è stato allenato alla Lazio dal mister di Parma. Per De Boer l’avventura è finita, vedremo se il prossimo riuscirà a farla Frank.

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