Galliani Milan: dagli olandesi al rimpianto Tevez, è addio per un pezzo di storia rossonera

Pubblicato il autore: Antonio Guarini Segui

Galliani Milan, 30 anni di gioie, delusioni, colpi di mercato. Storia di un dirigente che resterà nella storia del calcio italiano ed europeo per tanto,tanto tempo.

galliani Milan

Galliani Milan, l’addio si avvicina

Galliani Milan, un matrimonio che si sta per concludere non proprio in modo indolore, tra un uomo che è stato più di un dirigente per una squadra che ha fatto un pezzo di storia del calcio degli ultimi 30 anni. Il sodalizio tra Adriano Galliani e Silvio Berlusconi comincia nel 1979, quando il capo di Fininvest assume questo giovane dirigente esperto in telecomunicazioni e con un esperienza nel calcio con il Monza. Nel 1986 Berlusconi compra il Milan salvandolo dal fallimento e affida ad Adriano Galliani, insieme ad Ariedo Braida, la gestione sportiva del club rossonero. I primi anni sono scoppiettanti, con gli acquisti di Gullit e Van Basten, ma anche di Rijkaard, Galliani ricorda quando dovette scappare dallo stadio di Lisbona con i tifosi inferociti per la cessione del centrocampista olandese. Arriva il primo scudetto nel 1988, due coppe dei Campioni nei due anni successivi, memorabile la corsa di Galliani al gol di Evani contro il Medellin nella prima vittoria nell’allora Coppa Intercontinentale. La prima vera cocente delusione per Gallani Milan è la famosa notte di Marsiglia, nel marzo del 1991 i rossoneri sono in svantaggio per 1-0 con gol di Waddle, risultato che elimina i rossoneri dalla Coppa. Quando ad un certo punto parte dei riflettori del Velodrome smette di funzionare, con il campo da gioco in penombra Galliani ritira la squadra. E’ forse la notte più buia, in tutti i sensi, dell’era Berlusconi, il Milan perde a tavolino 3-0 e viene escluso dalle coppe europee l’anno successivo. Finisce l’era Sacchi, arriva Capello, Berlusconi si tuffa in politica, Galliani diventa il vero deus ex machina del Milan. Con il progressivo allontanamento del presidente il Milan però perde qualcosa, Capello va via, arriva il fallimento Tabarez e del Capello-bis, lo scudetto di Zaccheroni, ma i trionfi europei latitano. Qualcuno comincia a parlare di un Galliani troppo potente all’interno del Milan, si dice che Berlusconi voglia Luciano Moggi al suo posto. Il dirigente bianconero autofinanzia le campagne acquisti bianconere, mentre Galliani bussa sempre a denari a casa Fininvest.

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Galliani Milan, l’epoca d’oro di Ancelotti

Galliani e Braida si innamorano del calcio di Fatih Terim, l’allenatore turco arriva nell’estate del 2001, insieme a Rui Costa,Inzaghi e Pirlo, è un grande Milan sulla carta. L’esperienza di Terim sulla panchina rossonera dura poche giornate, in una fredda sera di novembre il Milan perde contro il Torino e in panchina arriva l’uomo della pioggia, Carlo Ancelotti. Al primo anno Ancelotti acciuffa il quarto posto, l’estate successiva arrivano Nesta,Seedorf e Rivaldo, Galliani è di nuovo il re del mercato. Nel maggio 2003 arriva la settima Champions della storia milanista, a Manchester contro la Juventus. Anni di grandi successi, arriva Kakà, il bambino d’oro rossonero, grandi intuizioni come Cafù a parametro zero. Ma nel maggio del 2005 il destino riserva un’atroce beffa per il Milan, la notte di Istanbul e l’incredibile finale persa con il Liverpool. In casa Milan si torna a parlare di Moggi, ma nel maggio 2006 lo scandalo Calciopoli salva Galliani, che resta al timone rossonero. Il dirigente rossonero vince un’altra Champions, nel 2007, in finale ancora contro il Liverpool, ma nel Milan qualcosa si è rotto. L’addio di Shevchenko, estate 2006, segna la fine della superiorità nel calciomercato delle squadre italiane. Nel 2009 c’è un pesantissimo triplo addio in casa Milan, Maldini,Ancelotti e Kakà lasciano, per diversi motivi. Galliani vuole fortemente Leonardo in panchina, che poi lo tradirà andando all’Inter, le prime voci di cessione del club circolano con sempre più insistenza.

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Galliani Milan, lo scudetto di Allegri, il gol di Muntari, gli anni bui

Dopo il triplete dell’Inter, nel 2010, Berlusconi decide che è ora di tornare a vincere, in panchina arriva Allegri, in campo Ibrahimovic,Thiago Silva e Robinho, è scudetto. L’anno successivo i rossoneri sembrano lanciati verso un nuovo trionfo, ma tra gennaio e marzo 2012 si consumano una serie di eventi che sancisce la fine del Milan di Galliani. L’ingresso in società di Barbara Berlusconi, i contrasti tra lei e Galliani,il mancato arrivo di Tevez al Milan bloccato da Pato, legato sentimentalmente alla figlia del presidente. Come se non bastasse nel confronto diretto arriva un grave errore arbitrale, il gol non convalidato a Muntari che da il là alla vittoria dello scudetto della Juventus di Conte. L’estate successiva c’è una vera e propria diaspora al Milan, lasciano Inzaghi,Pirlo,Gattuso,Nesta e Seedorf, Ibra e Thiago Silva vanno al Psg, i tifosi sono furiosi e chiedono la fine dell’era Galliani Milan. Allegri riesce a portare la squadra ad un miracoloso terzo posto, ma nei successivi campionati solo delusioni, con Seedorf,Inzaghi,Mihajlovic e Brocchi cacciati, ma non colpevoli. Ora la svolta cinese, il Milan dei giovani di Montella, Galliani si farà da parte con stile, non si sa quale sarà il suo futuro, una cosa è certa, Galliani Milan hanno segnato un solco evidente nella storia del calcio italiano in questi ultimi 30 anni.

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