Giampaolo? Lasciatelo lavorare e ne vedrete delle belle

Pubblicato il autore: marco benvenuto
Giampaolo
Marco Giampaolo, tecnico blucerchiato, ha appeso il cartello “lavori in corso” al portone d’ingresso del campo di allenamento di Bogliasco. In cuor suo, quando fioccavano le critiche, deve aver ripetuto più di una volta la frase “Ragazzo lasciami lavorare”, riferita a chi pareva dovesse toglierli il giocattolo da un momento all’altro. Ma, adesso, che il giocattolo sembra avere molti, se non tutti, i pezzi al loro posto, qualcosa da spiegare ci deve pur essere.
Nel calcio, come nella vita del resto, i miracoli sono sempre oggetto di disputa. Tuttavia la resurrezione del Lazzaro blucerchiato di miracoloso ha poco, anche se il degente dovrà muovere qualche passo in più. Piuttosto è che quando Giampaolo può lavorare, i risultati arrivano: è accaduto  ad Ascoli, Siena ed Empoli dove il tecnico ha avuto modo di allenare per un campionato intero.
Ad Ascoli Giampaolo era l’allenatore ombra di Massimo Silva tra il 2004 ed il 2006: non aveva il patentino di prima categoria e venne anche squalificato due mesi per questo. Il primo anno i marchigiani colsero la promozione arrivando sesti ma approfittarono delle disgrazie di Genoa, Torino e Perugia con la giustizia sportiva. L’anno seguente, in serie A, l’accoppiata Silva-Giampaolo si piazzò all’undicesimo posto  con 43 punti. A Siena, nel campionato 2008/2009, marcò la quattordicesima posizione con 44 punti e, lo scorso campionato, ad Empoli , ottenne il suo migliori risultato di sempre: decimo con 46 punti.
GiampaoloMa non sempre i suoi datori di lavoro sono stati pazienti con lui perché Giampaolo, tra il 2009 ed il 2014, ha vissuto le stagioni più buie della sua carriera con i quattro esoneri consecutivi di Siena, Catania, Cesena e Brescia. Peggio ancora delle due, travagliatissime, stagioni di Cagliari tra tira e molla con il volubile Cellino. C’è voluta, poi, l’avventura in LegaPro con la Cremonese, dove prese il posto di Montorfano, per raccogliere i cocci di una carriera che poteva finire in pezzi: forse la svolta dopo una discesa agli Inferi.
Ma veniamo al dunque e partiamo dalle tempistiche degli esoneri di Giampaolo: su cinque esoneri in carriera, solo una volta rimase in panchina 20 partite prima di essere licenziato: a Catania. Negli altri casi, si andò dalle 11 giornate di Cagliari alle cinque di Brescia. Ma quando Giampaolo è stato mantenuto in sella ha fatto vedere di che pasta è fatto nonostante le partenze a rilento che, anche in quei casi, caratterizzarono le sue stagioni. Oggi, alla Sampdoria, Giampaolo è undicesimo con 18 punti dopo 13 giornate. Lo scorso campionato, all’Empoli, partì male lo stesso ma alla tredicesima era sedicesimo con 15 punti: concluse decimo a 46 con sei punti di vantaggio sulla sua futura società.
Dopo tredici giornate, quando allenava il Siena nel campionato 2008/2009, era quattordicesimo con 16 punti pari merito con la Samp di Novellino. Nel campionato 2004/2005 , il suo Ascoli era quattordicesimo con 13 punti. Insomma, dopo tredici turni, mai Giampaolo è stato così in alto in classifica.
Ma, rispetto al campionato alla guida dell’Empoli, ci sono delle analogie impressionanti. La scorsa stagione, Giampaolo chiuse l’ottava giornata con una sconfitta secca in casa della Roma (3-1) e 7 punti in classifica. L’ottava della Samp, in questo campionato, ha combaciato con il contestatissimo pareggio di Pescara (1-1) e 8 punti in classifica. La riscossa, per Giampaolo, iniziò alla nona di campionato con la vittoria casalinga contro il Genoa (2-0). La riscossa blucerchiata del mister, sempre alla nona partita, passa per il derby: ancora il Genoa, sconfitto 2-1. Nelle successiva quattro gare l’Empoli mise insieme due pareggi, una vittoria ed una sconfitta con la Juventus (3-1), come la Samp sconfitta dai bianconeri a Torino (4-1). Ma Giampaolo, con la Sampdoria, ha fatto meglio, portando a casa due vittorie ed un pareggio e chiudendo a 18 punti. Insomma la morale è questa: lasciatelo lavorare.
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