Il Grande Fardello della Serie A

Pubblicato il autore: Sergio Campofiorito Segui
Sarri ad Insigne: "Sei come Mancini"

Sarri ad Insigne: “Sei come Mancini”

Il perseverare, proverbialmente diabolico, diventa tafazziano nell’Inter che da mesi tenta disperatamente (spesso riuscendovi) di monopolizzare questa rubrica. Frank De Boer, olandese ritornante, non soltanto non ha mangiato il panettone, ma neanche ha consumato cornetto e cappuccino perdurando sulla panchina nerazzurra la miseria di ottantaquattro giorni, il doppio del tempo necessario a Wanda Nara per rendere il proprio toy boy nuovamente papà (auguri!) con la nascita della piccola Isabella (la cui autobiografia uscirà il prossimo venerdì). Intanto, su instagram, il capro espiatorio saluta così l’Italia: “Per portare avanti questo progetto serviva più tempo” ed osservando la classifica della seconda squadra di Milano, appare evidente di come gli sarebbero bastate altre tre giornate per portare a compimento il trionfale progetto di entrare in zona retrocessione.

Se non (s)parlare di Inter diventa sempre più complicato, fortunatamente tra le piaghe delle serie A (e non solo) non manca mai qualche aneddoto da indagare, rigurgiti blasfemi nella sacra liturgia domenicale. In molti stadi, ormai, vi sono più telecamere che spettatori, appare quindi impossibile per un calciatore o un allenatore non farsi beccare durante momenti di tensione, quando il senno fugge via dalla ragione, o durante momenti imbarazzanti. Così, a memoria: Giovanni Trapattoni che svuota una boccetta di acqua santa in campo; Rachid Neqrouz che esplora contronatura con un ditino birichino Pippo Inzaghi (che rimarrà talmente turbato dall’episodio da non riuscire manco a fare una rimessa laterale in quel Bari – Juve 0 – 5); lo stesso Inzaghi che, da milanista e senza pannolino, preferisce farsela nelle braghette durante un riscaldamento anziché perdere tempo a raggiungere le latrine; Joachim Löw che si annusa estasiato la manina dopo essersi ravanato lo scroto, inebriandosi a fragranze di giglio. Niente scappa all’occhio elettronico nel Grande Fardello che con la sua cappa malefica osserva ogni ciuffo del rettangolo verde, come ben dovrebbero sapere (e sono soltanto gli ultimi casi) Marco Verratti, Lorenzo Insigne, Carlos Bacca, il dinamico duo Marcello Trotta – Diego Falcinelli e l’indefinibile duo Martins Eder e Frank De Boer. Il centrocampista pescarese del Paris Saint Germain è stato sostituito nelle ultime due partite (contro Lille e Marsiglia) da Unai Emery e, come riversato sui nastri, pare non l’abbia presa benissimo, immortalato mentre augurava al mister quasi la medesima sorte di Inzaghi contro Neqrouz, soltanto con un Neqrouz un po’ più grosso; l’attaccante napoletano ha sfanculato allegramente Maurizio Sarri dopo la sostituzione durante l’ultimo Juve – Napoli (2 – 1) scatenando le ire le tecnico che in conferenza stampa l’ha accartocciato con un “Deve stare zitto e non rispondere più” e sul pullman ha poi rincarato: “Sei come Mancini”; Carlos Bacca, in Milan – Pescara (1 – 0), uscito per Luiz Adriano ha soltanto finto di stringere la mano a Vincenzo Montella e poi, con un fischio, con la stessa mano gli ha indicato il proprio pacco; di Eder e De Boer non si può commentare avendo già raggiunto la necessaria quota minima settimanale di interismo in questa rubrica; conclude la serie la sceneggiata tra Marcello Trotta e Diego Falcinelli per battere un calcio di rigore in Crotone – Chievo (2 – 0). Alla fine, calcia (e segna) Falcinelli ma sembra che Trotta non l’abbia presa benissimo e che, al ritorno negli spogliatoi, abbia spezzato tutti pastelli colorati che il compagno custodiva nella cartella, accanto alla merendina.

C’è chi (giugno 1974, Mondiali di Germania Ovest, Italia – Haiti), per la sostituzione con Anastasi, mandò a quel paese Ferruccio Valcareggi, e chi, uscito per dar spazio a Marchegiani (espulsione di Pagliuca) diede del pazzo ad Arrigo Sacchi (giugno 1994, Mondiali statunitensi, Italia – Norvegia): erano Giorgione Chinaglia e Roberto Baggio e, forse, potevano permetterselo.

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