Inter, qual è il tuo potenziale?

Pubblicato il autore: Beniamino Gentile

AC-Milan-Vs-Inter-Milan

E’ difficile rilasciare o muovere critiche nei confronti dell’Inter.
Già. Ieri sera è andato in scena il derby della Madonnina, forse uno dei più attesi in Italia, con due squadre che hanno subito il cambio di proprietà, Inter in primis, finite in mano a gruppi cinesi (per il Milan manca solo il closing che si ufficializzerà tra il 3 e il 12 Dicembre)e ancora in cerca della loro identità.
Ero seduto nel mio solito divano. Questa volta in ansia, in tensione perché, seppur abbia perso il suo fascino, rimane sempre il Derby, e battere i “cugini” sarebbe stato magnifico; avevo mangiato il Tiramisù, mio dolce preferito, perché ho pensato che, qualora si fosse verificata la sconfitta, avrei reso meno amaro il post partita. Tuttavia, un 2-2 che non accontenta nessuno. Anzi, a rammaricarsi è stata l’Inter.
In realtà, oltre alla normale tensione in vista del Derby, sono andato in ansia quando ho visto schierato in formazione un certo Kondogbia, messo da parte da De Boer, addirittura sostituito dopo 28 minuti durante Inter-Bologna; per carità, se un allenatore si rende conto di aver commesso un errore (errare è umano, d’altronde), ha tutto il diritto di dover effettuare la sostituzione, al di là dei minuti trascorsi. Anche se è inusuale cambiare un giocatore dopo 30 minuti scarsi di gioco. E, invece, Kondogbia, a parte i suoi errori standard, è stato uno dei migliori in casa Inter, anche se è sceso molto, fisicamente parlando, negli ultimi 20 minuti.
Batterli sarebbe stato importante, perché avrebbe dato la svolta in campionato, considerando che la Roma non è come quella dello scorso anno, così anche il Napoli il quale, privo di Higuain (dai, faceva la differenza) e Milik, perde molto in fase di realizzazione.
Ecco. Ho trovato un punto da evidenziare con il segno rosso all’Inter.
Nel primo tempo di ieri sera, la squadra nerazzurra ha dominato i propri avversari, sia in termini di possesso palla, sia per quanto riguarda i tiri totali, a parte due contropiedi concessi agli avversari, di cui uno è stato tale da portare alla marcatura di Suso. Complimenti ancora a lui e per la sua doppietta.
L’aspetto da criticare è la poco incisività dei nerazzurri sotto porta; è inconcepibile che una squadra come l’Inter, con il volume di gioco che ha sviluppato, concretizza molto poco rispetto a quello che produce.
Diciamoci la verità, è stata una pecca dell’Inter di De Boer, la quale dettava i ritmi di gioco, si predisponeva con l’intento di voler dominare l’avversario; eppure riusciva a segnare a malapena un gol.
Una squadra che ha, almeno sulla carta, uno dei potenziali offensivi più forti in Italia, non può aver segnato così poco (solo 18 gol fatti contro i 30 della Roma, miglior attacco in campionato). Quindi, sotto questo punto di vista, c’è da migliorare. Anche parecchio, direi.
Ecco, se l’Inter riuscisse a colmare questa lacuna, risalirebbe presto la china, perché, se uno vedesse le rose in Serie A, quella nerazzurra verrebbe dopo quella della Juve, al pari di Roma e Napoli; ed è davvero strano vederla al nono posto, stessi punti del Chievo.
Quindi, complimenti a Pioli per la sua prima in panchina; debuttare in un derby, con un ambiente non propriamente idilliaco, visti gli scarsi risultati, non era semplice. Sperando che i giocatori seguiranno in tutto e per tutto le direttive del tecnico di Parma, anche perché non avranno più la scusa di non riuscire a comprendere la lingua dell’allenatore.
Sì, perché tra le varie cause che sono emerse, per le quali i giocatori non riuscivano ad amalgamarsi con il tecnico olandese De Boer, è stata la lingua, ragion per cui non avranno più alcun alibi e dovranno rimboccarsi le maniche, se veramente vogliono arrivare al famoso terzo posto.

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