Inzaghi, la rivincita del “fratellino”

Pubblicato il autore: Gianpiero Farina Segui

La rivincita del tecnico della Lazio

Il tecnico della Lazio Simone Inzaghi ha ormai convinto tutti.

Il tecnico della Lazio Simone Inzaghi ha ormai convinto tutti.

La rivincita di Simone Inzaghi. Potrebbero davvero essere definite così queste prime tredici giornate di campionato della Lazio. Ormai il tecnico dei biancocelesti si è totalmente scrollato di dosso l’etichetta di fratello minore di Pippo. Oltre a quella, sicuramente più gossippara e maligna, di ex della Marcuzzi. 25 punti, quarto posto in classifica in piena lotta Champions League e ben otto risultati utili consecutivi (cinque vittorie e tre pareggi): basterebbe anche solo questo per descrivere il grande lavoro dell’ex allenatore della Primavera dei capitolini. Ma, in fondo, non è così.

Infatti non ci si può dimenticare di quanto accaduto in estate. Marcelo Bielsa era il nuovo allenatore della Lazio o, quantomeno, aveva firmato per esserlo. Quello che è accaduto è ormai storia nota a tutti con il ripensamento del Loco che ha fatto tanto parlare e discutere. Ma forse in molti non sanno di un Simone Inzaghi ormai con un piede, per non dire di più, a Salerno. Ma lui ha atteso speranzoso una chiamata, convinto di aver dimostrato, nelle poche ma importanti partite della passata stagione, tutte le sue capacità e qualità. Ed ecco che lunedì, il giorno dopo la bella vittoria sul Genoa, ai microfoni di Radio Anch’io Lo Sport, si è levato qualche sassolino dalla scarpa: «Sono convinto di aver meritato questa panchina. La Lazio è casa mia. Bielsa? Con Lotito non ne ho mai parlato. Non mi va di scherzare su cose serie. La squadra sta facendo bene. Dobbiamo arrivare a Natale in questa posizione, anche se non abbiamo un calendario semplice». Dichiarazioni di personalità e carattere, pregi che, secondo alcuni, sarebbero dovuti mancargli. Zittiti anche i più scettici e i più critici invece.

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Sono due le cose che colpiscono principalmente della Lazio di quest’anno: il gioco e lo spirito di gruppo. I biancocelesti sono riusciti a sopperire ad assenze importanti, come quelle di Lucas Biglia e Stefan De Vrij. I nuovi, in primis Ciro Immobile e Wallace, si sono integrati alla perfezione. L’ex Torino, Borussia Dortmund e Siviglia ha ritrovato sé stesso e non era mai partito così bene. Il brasiliano sta dimostrando quanto di buono aveva fatto vedere al Monaco, mettendo a tacere tutte le critiche preventive. E domenica è arrivata anche la soddisfazione del primo gol in Serie A. Ma Inzaghi è stato soprattutto bravo ad affinare le armi più potenti di questa Lazio: Felipe Anderson e Keita. Il numero 10 sembra esser finalmente tornato quello che aveva incantato, stupito e fatto innamorare. Il prodotto della cantera del Barcellona, dopo un’estate a dir poco turbolenta, si è messo al servizio del mister e della squadra, che l’ha riaccolto come una sorta di figliol prodigo. E allora ecco che da Formello è sparito anche quel residuo di ricordo legato a Stefano Pioli, ora all’Inter insieme a un altro ex, Antonio Candreva. Anche perché Inzaghino, al momento, sta facendo meglio anche della stagione di due anni fa, quella che si concluse con il terzo posto. Anzi, scusate, non chiamatelo più Inzaghino. Ormai è un tecnico con i fiocchi. I fatti dicono questo.

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