L’Atalanta supera senza sforzi un brutto Bologna. Al “Dall’Ara” finisce 2 a 0 per i bergamaschi

Pubblicato il autore: andrea nervuti

Ok, l’Atalanta è più forte, più giovane e più brillante del Bologna. Non ci piove. Ma l’atteggiamento dei rosso – blu non può esser giustificato. Non si possono creare “Zero” occasioni (eccezion fatta per la bella punizione di Viviani finita sulla traversa) in casa, contro una squadra che seppur in un buon momento non è certo il Real Madrid.
La partita. Il match è particolarmente bruttino. Il Bologna latita, mentre i nerazzurri sono bravi a spezzare tutte le line di passaggio dettate dal metronomo Viviani. Kurtic è tatticamente utilissimo (bravo Gasperini  ha trovargli il ruolo giusto). Il Papu Gomez è una scheggia impazzita incontenibile per la macchinosa difesa felsinea e la coppia di mediani formata da Gagliardini e Kessiè è predominante nelle zolle nevralgiche del campo. Arrivano prima e sanno meglio come gestire le seconde palle. Probabilmente il Bologna ha perso l’incontro proprio nel mezzo, nella zona teoricamente più affidabile di tutta la rosa.
Nessuna reazione è forse questa la cosa che più ha indispettito gli oltre 20 mila del Dall’Ara. Soltanto dopo il gol di Masiello, si è intravista una timida reazione. Un sussulto fiacco, confuso. Nulla che possa impensierire l’ottima organizzazione lombarda. La ripresa è ancora peggio: pochissime idee e molti errori concettuali. L’Atalanta chiude giustamente il dscorso al 68’con l’incornata di Kurtic.
Record atalantino. Niente da dire: complimenti agli orobici, che con questo risultato toccano quota 8 vittorie nelle ultime 9 gare.
Scelte tattiche. Del match di oggi non è salvabile nessuno, forse neppure Donadoni. Krejci è nettamente peggiorato da quando gioca con il piede invertito sull’out di destra. Sarà un caso e sarà pure che con la nazionale della Repubblica Ceca sta giocando in quel ruolo, ma in questo contesto non rende. Punto. Bisogna tornare alle origini.
Maluccio  anche Taider; forse non stava bene, ma allora non era giusto gettare nelle mucchia Donsah? A parziale discolpa del tecnico, vanno sottolineate le tantissime assenze (soprattutto nel reparto offensivo). Senza Verdi, Di Francesco, Sadiq e con Rizzo copstretto ad uscire dopo 45 minuti la coperta diventa cortissima.
Coppa Italia e poi Udine. Un doppio appuntamento da non fallire per riscattare subito l’opaca sconfitta casalinga. Giovedì in casa contro l’Hellas, nell’incontro che regala l’accesso agli ottavi di Coppa Italia. Lunedi, in quel di Udine, dove i rosso blu saranno chiamati ad una grande prestazione per evitare il soprasso dei bianconeri.
Grandi ritorni. Nonostante una pessima giornata dal punto di vista sportivo, il Dall’Ara sa sempre come emozionare. Questa domenica è stata l’occasione per salutare due grandi ritorni fra le mura del vecchio Littoriale. Il primo, sul campo, è quello di Antonio Mirante. Il portierone campano torna a difendere i pali Bolognesi dopo ben 91 giorni di assenza dovuti ai noti problemi cardiaci. Bentornato!
Il secondo, sugli spalti, è quello di un vecchio idolo mai dimenticato da queste parti: Kennet Andersson. Il gigante vichingo (considerato goliardicamente la terza torre di Bologna) è tornato a salutare il suo amato popolo dopo anni d’assenza. Qui ha disputato 114 partite condite da 33 reti. Immancabile e commovente il saluto (con tanto di bandierone sventolato sotto la Curva Bulgarelli) al vecchio amico Klass Ingesson, compagno e pilastro del grande Bologna di fine anni ‘90, prematuramente scomparso nell’ Ottobre del 2014 al termine di una lunga battaglia contro una tremenda forma di mieloma multiplo.
Sul campo si può anche perdere, ma a Bologna sugli spalti si vince sempre.

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