Milan, Lapadula è il primo numero 9 dopo Inzaghi a segnare una doppietta

Pubblicato il autore: Valerio Nisi

Lapadula
Secondo e terzo gol
in Serie A, e prima doppietta nel massimo campionato italiano. Con i due gol segnati sabato sera al Castellani di Empoli, Gianluca Lapadula sale a tre nella classifica marcatori e fa tirare un sospiro di sollievo ai tifosi del Milan. In assenza di Carlos Bacca, Lapadula ha dimostrato di essere più che affidabile. E non solo per i gol. Tanta corsa, tantissima voglia, un’abnegazione impeccabile che gli consente quasi di sfiorare il dono dell’ubiquità.

Una statistica è da registrare. Da quando Pippo Inzaghi ha smesso di giocare a calcio e ha lasciato vacante la maglia numero 9, Lapadula è stato il primo a segnare una doppietta proprio con quel numero sulle spalle. L’ennesimo attaccante nel giro di pochissimi anni a scegliere quel numero, nonostante al momento non abbia portato bene a nessuno al di là dello stesso attuale allenatore del Venezia.

Lapadula è arrivato dopo Pato, Matri, Fernando Torres, Destro e Luiz Adriano. 5 attaccanti a cui il numero più bello per un bomber non ha portato assolutamente fortuna, tanto da far parlare della “maledizione del 9 rossonero”.

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Pato approfittò del posto lasciato libero da Inzaghi per passare dalla 7 alla 9, Matri, Torres, Destro e Luiz Adriano non ci hanno pensato un attimo. Il 9 è sempre stato un simbolo in questo sport, oltre che un numero. Ma per nessuno di questi calciatori la vita a strisce rossonere è stata sorridente, tranne che per la prima parte della carriera di Pato, quando indossava il 7, appunto.

Per Torres e Destro appena sei mesi a testa in rossonero, Luiz Adriano ha rischiato di andare vicino al medesimo epilogo, se non fosse che il suo trasferimento in Cina è saltato all’ultimo istante nel gennaio 2016. Sta di fatto che il brasiliano ha poi deciso di abbandonare il 9, prendendo prima la maglia 87 (che ha tenuto per pochissimo tempo, giusto fino a quando Menez non ha salutato il Milan) e poi il 7. Matri, beh, anni di prestiti e un solo gol con quel numero rossonero sulle spalle, a Parma.

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Ma nonostante questo Lapadula non ha avuto paura. La maglia numero 9, da bomber. Il gol di tacco a Palermo è stato il primo con la maglia del Milan e ha regalato i tre punti agli uomini di Montella. Poi la doppietta al Castellani sostituendo Bacca che, a scanso di equivoci, appena arrivato al Milan ha scelto il numero 70.

Anche Lapadula, come Torres, Destro e Adriano, ha segnato all’Empoli. Cosa che spingerebbe ogni tifoso milanista a toccare ferro. Ma nessuno aveva ancora segnato una doppietta con quel numero sulle spalle, dopo quella fatta da Inzaghi in Champions League contro il Real Madrid, nel 2010.

A dir la verità, cabala e superstizione a parte, nessun numero 9 del Milan dopo Inzaghi era riuscito ad entrare così in sintonia con i dettami tattici del tecnico di turno. Lapadula ha giocato appena tre partite da titolare in questa stagione, ma è decisamente entrato nel progetto di Montella dalla porta anteriore. Corre, si spende per la squadra, gioca con i compagni, fa a sportellate con i difensori (e vedendo la sua stazza non lo diresti mai!). Il tutto accompagnato da una buona tecnica, che non guasta mai.

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Lapadula non è solo da considerare una pedina fondamentale del Milan, ma anche un giocatore entrato di diritto nel cuore dei tifosi, sì per i gol, ma anche per il modo in cui si batte. Testa bassa e pedalare, grinta e tanto tanto cuore.

Lapadula sembra il primo degli attaccanti citati in precedenza a credere nella squadra, nelle sue possibilità e soprattutto nella convinzione che un numero è un numero. Bello, importante, ma pur sempre un numero.

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