Napoli: senza Milik si vince poco o niente al San Paolo, fortino inespugnabile lo scorso anno

Pubblicato il autore: marco.stiletti
Milik_Napoli_infortunioIl fortino San Paolo non è più espugnabile. Qualsiasi squadra tranne l’Empoli, ultimamente ha conquistato almeno un punto. Purtroppo il Napoli all’improvviso a metà ottobre ha dovuto fare a meno di Milik, il centravanti che si era conquistato a suon di gol il posto da titolare e aveva fatto ricredere quanti avevano ironizzato sul fatto che potesse essere davvero lui, il ventiduenne lungagnone polacco, il sostituto di sua maestà Higuain, aveva cercato in qualche modo di poter nascondere l’importanza di avere Arek al centro dell’attacco. Soprattutto nelle partite al San Paolo. Gabbiadini prima, il falso nove Mertens poi, sono state le soluzioni proposte da Sarri per porre rimedio all’assenza di Milik. Soluzioni dettate non sono dall’assenza del polacco, ma anche da quella subentrata di Manolo. Soluzioni evidentemente insufficienti.
Ma cosa ci raccontano i numeri crudeli che accompagnano le performance della squadra azzurra al San Paolo senza il suo ariete polacco? Che su cinque partite disputate a Fuorigrotta tra campionato e Champions League, la formazione di Sarri ha conquistato una sola vittoria, a fronte di due pareggi e di due sconfitte. Entrambe dolorosissime, perché incidono pesantemente sul cammino in campionato e in Champions. Sono quelle rimediate dal Napoli contro la Roma (1-3) e contro il Besiktas (2-3). Il ko con i giallorossi ha minato certezze degli azzurri nella lotta per lo scudetto, ridimensionando gli obiettivi in campionato. La rocambolesca sconfitta con il Besiktas ha impedito una qualificazione che sembrava ormai sicura per gli ottavi della Champions League. Un ko al quale ha fatto seguito l’altra sera il pareggio senza reti con la Dinamo Kiev, che ha reso ancora più complicato il cammino degli azzurri verso gli ottavi.
L’altro pareggio è quello per 1-1 ottenuto contro la Lazio, quando non è bastato il gol del momentaneo vantaggio di capitan Hamsik perché Keita ha sfruttato prima un’indecisione dei centrocampisti che avrebbero dovuto offrire copertura alla difesa e poi quella di Reina. L’unica vittoria è quella per 2-0 sull’Empoli con reti di Mertens e Chiriches. Le cose erano andate decisamente in altro modo al San Paolo nelle quattro partite in cui Sarri aveva potuto schierare Milik. In campionato si comincia con il 4-2 sul Milan, partita aperta proprio da una doppietta del polacco e chiusa dai due gol di Callejon dopo il momentaneo pareggio rossonero con Niang e Suso. Quindi, ecco il 3-1 sul Bologna nell’incontro che, forse, più degli altri fa parlare di Milik-dipendenza da parte del Napoli. Perché dopo il quinto gol di Callejon in campionato nella ripresa arriva il pareggio di Verdi.
Allora Sarri fa entrare il bomber polacco che in una decina di minuti segna una doppietta e fa volare il Napoli al primo posto. Infine, il 2-0 sul Chievo. Nel quale si sblocca Gabbiadini, preferito proprio a Milik, e Hamsik segna il suo gol numero 100. Il polacco viene schierato nella ripresa e sfiora la rete del 3-0. Per lui una sola partita al San Paolo in Champions, quella contro il Benfica. Finisce 4-2 e Milik ci mette la firma con un gol, assieme alla doppietta di Mertens e a un’altra rete di Hamsik. Insomma, quattro partite al San Paolo e quattro vittorie.
Era il Napoli della Grande bellezza. Che è sfiorita a poco a poco senza Milik. Il lungagnone polacco che faceva storcere il naso agli esteti del calcio, micidiale nel concretizzare il gioco delle ali di Sarri. Senza il quale il Napoli è fragile soprattutto al San Paolo.
  •   
  •  
  •  
  •  
Leggi anche:  Infortunio Maignan, torna per il Derby della Madonnina Inter-Milan?