Nuovo Sant’Elia, arriva l’ok del Consiglio comunale. Ma c’è già chi storce il naso

Pubblicato il autore: Gianpiero Farina Segui

Variante urbanistica approvata con 31 voti favorevoli. Ma c’è chi teme impatti negativi…

Il progetto del nuovo Sant'Elia sta prendendo sempre più corpo.

Il progetto del nuovo Sant’Elia sta prendendo sempre più corpo.

Ed ecco un altro piccolo ma importante passo in avanti per il progetto del nuovo Sant’Elia. Dopo il voto favorevole della Commissione urbanistica, anche l’aula del Consiglio comunale ha dato l’ok alla variante urbanistica. La decisione riguarda in primis l’impianto provvisorio che ospiterà il Cagliari durante il periodo dei lavori, da costruirsi presumibilmente nell’area dei parcheggi che sorge nei pressi del settore distinti. E se ieri ci sono stati quattro astenuti, oggi in seduta consiliare i voti favorevoli sono stati 31 e quelli contrari zero. Un voto quindi all’unanimità e senza alcun strascico polemico dal punto di vista politico, quantomeno per il momento.

Ma in che cosa consiste questo progetto? Innanzitutto, il nuovo stadio non si chiamerà più Sant’Elia, anche se il nuovo nome non è stato ancora ufficialmente comunicato e deciso. Probabilmente molto dipenderà da eventuali sponsor e da sempre più logiche strategie di marketing. I posti a sedere dovrebbe essere ben 21mila. Ma la vera novità è rappresentata dal fatto che si va oltre il calcio. Infatti sono previsti due campi polifunzionali per tennis basket e pallavolo e una vastissima area commerciale, che dovrebbe essere di circa 10mila metri. E ancora una palestra di boxe e arti marziali, un centro fisioterapico, un ristorante e un bar. Insomma, un impianto che resterà aperto 365 giorni l’anno. Costi? Il Cagliari Calcio prevede un investimento di circa 55 milioni di euro. E intanto è già partita la caccia ai finanziamenti, siano essi pubblici o privati.

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Ma, come ogni novità che si rispetti, non sono tutte rose e fiori. A porre alcune problematiche è soprattutto la Confcommercio, la quale sottolinea, attraverso le parole del numero nel sud Sardegna Alberto Bertolotti, riportate dall’Ansa, come «la paura principale è quella di eventuali perdite di posti di lavoro. Cagliari e il suo hinterland hanno una densità di grande distribuzione organizzata tra le più alte in Italia ed è calcolato che ogni posto di lavoro generato da queste grandi strutture di vendita toglie circa quattro posti nel tessuto degli esercizi commerciali tradizionali. Questo dato deve essere tenuto in grande considerazione, soprattutto nel momento di crisi nel quale sta vivendo il tessuto economico cittadino. La nostra proposta, della quale discuteremo anche in prossimi incontri, è quella di armonizzare la metratura commerciale del nuovo stadio con il tessuto commerciale cittadino. tenendo conto delle esigenze di chi vive e opera lì vicino. Sarà quindi assolutamente fondamentale realizzare un’analisi preliminare per conoscere le esigenze commerciali del quartiere Sant’Elia, senza comunque perdere mai di vista l’obiettivo di poter finalmente regalare alla Sardegna uno stadio degno di questo nome». Insomma, prime grane, primi ostacoli e primi problemi. Nulla di particolarmente grave e irrimediabile, sia chiaro. D’altronde, come accade sempre in questi casi, non si può sempre accontentare tutti. Il confronto è comunque già partito e il progetto sembra andare avanti abbastanza spedito. L’obiettivo ormai è chiaro: dare ai tifosi del Cagliari una nuova casa. La Sardegna aspetta ciò da tanti anni. Stavolta non si può davvero più fallire.

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