Roma, è allarme difesa. E il derby è alle porte

Pubblicato il autore: Nello Simonetti

vermaelen-roma_8rfyjee2taub1an439x6tiwgzDue reti subite anche dal modesto Pescara di Oddo e l’allarme difesa, in vista del derby contro la lanciatissima Lazio di Inzaghi, torna a scattare prepotentemente in casa Roma. Il totale infatti, è aggiornato a 27 in 21 gare, troppi per una squadra che ambisce ad essere competitiva in Italia e in Europa. Anche ieri il solito copione, visto e rivisto dai tifosi giallorossi: attacco esplosivo, Dzeko in gran spolvero, ben tre reti realizzate e, nonostante tutto, indicibile sofferenza finale contro un avversario non certo di rango. L’allarme difesa, in realtà, era già scattato da tempo, ma la prossimità del derby e, più in generale, la prospettiva di dover affrontare almeno tre scontri diretti (oltre alla Lazio, Juventus e Milan) nei prossimi tre turni l’ha soltanto alimentato. Contro squadre di livello inferiore, è bastato il super attacco a compensare tutti i limiti difensivi evidenziati in questa prima fase, è ovvio che, contro dirette concorrenti, occorrerà abbassare notevolmente il limite di errore per non ritrovarsi scavalcato dalle tante squadre che soffiano sul collo dei giallorossi dalle retrovie. La classifica si sta facendo sempre più corta, anche per ciò che concerne la vetta, cosa impensabile fino a qualche tempo fa, occorre tenere il passo. Ecco quindi scattare l’allarme difesa. Dzeko, al termine della gara di ieri non le ha mandate a dire: “Così il derby non si vince” ha affermato a giusta ragione il bosniaco, trovando anche la secca replica di Spalletti: “Cominci lui a dare una mano”, ma le parole del centravanti non fanno una piega. Se si vuole restare al vertice, bisogna necessariamente far rientrare l’allarme difesa. Una mano, il tecnico toscano, può averla dall’infermeria. Rudiger è pienamente ristabilito, e anche Vermaelen e Mario Rui torneranno a lavorare col gruppo. Particolarmente gradito il rientro del terzino ex Empoli, che consentirà a Spalletti di trovare un’alternativa sulle fasce, forse il vero problema di questa Roma. L’allarme difesa infatti, è scattato anche per le oggettive difficoltà incontrate sulle corsie esterne, dove i vari Florenzi, Bruno Peres, Emerson Palmieri, ma anche gli stessi centrali Rudiger e Juan Jesus, impiegati da terzini puri, hanno mostrato grosse lacune. Poi si aggiunge la sfortuna, che ha privato i giallorossi dell’unico giocatore che, in quel ruolo, era riuscito ad adattarsi senza troppi problemi, Florenzi, ed il quadro è completo. Insomma, l’allarme difesa ha connotazioni di varia natura, ma deve necessariamente trovare la sua soluzione, soprattutto in vista del tour de force che attende i giallorossi nelle prossime gare. E meno male che la pratica passaggio del turno nella fase a gironi di Europa League è stata archiviata con un turno di anticipo, Spalletti potrà gestire senza particolari problemi l’ultima trasferta, evitando un ulteriore dispendio di energia in una fase così delicata della stagione. L’attualità però oggi si chiama derby ed una settimana, quella appena iniziata, come sempre lunghissima fino al giorno della partita. Allarme difesa o no, la concentrazione dovrà necessariamente restare altissima. Questa Lazio è molto diversa da quella affrontata negli ultimi anni, ha una consapevolezza che mancava da tempo dalle parti di Formello, occorrerà una grande Roma per venirne a capo. L’allarme difesa va in qualche modo esorcizzato…

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