Sampdoria, Regini: “Giampaolo assomiglia a Sarri. Sassuolo squadra con identità. Sogno la Nazionale”

Pubblicato il autore: Matteo Rosagni

Il Capitano della Sampdoria si è aperto in un’intervista, parlando di sé e della Samp

Vasco Regini, difensore e capitano della Sampdoria

Vasco Regini, difensore e capitano della Sampdoria

Vasco Regini, in maglia blucerchiata, ha vissuto un lungo periodo di alti e bassi, ma ora, dopo l’esperienza partenopea ed il ritorno in terra genovese, pare aver trovato stabilità, continuità di gioco e di prestazione. Oltre ad essere diventato capitano della Sampdoria, pare essere ormai pedina fondamentale ed inamovibile della sua difesa. Questa sera, in una lunga intervista rilasciata al giornalista sportivo Maurizio Michieli ed andata in onda durante il programma a tinte blucerchiate Forever Samp, in palinsesto su TelenordRegini ha parlato dei suoi sogni, delle aspettative, di come ha superato i momenti difficili, di tutto l’ambiente blucerchiato e della sua vita privata. Ecco le sua parole, riprese da Sampdorianews.net:

“Non so se mi sarei aspettato di diventare capitano, ma sicuramente lo speravo. E’ stato il mio obiettivo: sono arrivato come giovane, ma volevo essere protagonista e quest’anno ho avuto la fortuna di diventare capitano e sono orgoglioso di questo. Sono capitano nei 90 minuti, ma oltre questo il capitano resta Palombo, l’ho sempre detto. Lui è una persona di riferimento, anche se scende poco in campo. Cerco, quando c’è bisogno, di parlare con l’arbitro e cerco di interpretare al meglio il ruolo di capitano. Devo dire che tutto dipende da come ti rivolgi al direttore di gara: a volte ti manda via a prescindere, ma ci si può far ascoltare. Talvolta mi immedesimo nell’arbitro e anche quando avrei voglia di…(ride, n.d.r.)…cerco un approccio tranquillo.

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Andare al Napoli, col senno di poi, lo rifarei, ma di sicuro non è andata bene. Però mi sono allenato con campioni ed è stata un’esperienza che mi ha fatto crescere. Ero contento di tornare alla Samp.

Ho iniziato la stagione come centrale, ma dove c’è stato bisogno, mi sono reso disponibile: in assoluto ho giocato molto più da terzino sinistro, nella difesa a quattro, ma da centrale ho comunque fatto bene.

Vivo un ottimo rapporto con i compagni, ma a livello tecnico-tattico ci pensa solo il mister: non do consigli.

Sono stato criticato, ma con il lavoro, senza farsi condizionare, andando avanti per la mia strada, ne sono uscito. Uno deve essere bravo ad isolarsi e dare il 100% nel campo. La mia famiglia è molto importante, la mia bimba di due anni è la mia gioia: mi aiutano, quando va male arrivi a casa ed hai un modo per tornare a sorridere con la bambina e la compagna. La strada giusta è comunque quella di non farsi mai condizionare dall’esterno: se sei convinto di essere forte, di avere qualità, prima o poi viene fuori.

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Abbiamo sempre giocato per l’insieme e siamo sempre andati dietro l’allenatore, che assomiglia un po’ a Sarri a livello tattico ed io apprezzo molto questo suo modo di fare calcio. Eravamo in crisi di risultati, più che di prestazioni. Non abbiamo perso fiducia ed è arrivata l’importante vittoria nel derby.

Mihajlovic lo conosco bene, è stato qua quasi due anni e quella volta al derby è stato istintivo: mi chiese immediatamente scusa per la reazione esagerata ed è finito tutto li.

Il Prof. Rapetti ha portato questa nuova tecnica di agopuntura che ritengo che porti beneficio dopo alcuni cicli: almeno a me li ha portati.

Non dobbiamo sottovalutare il Sassuolo, squadra che negli ultimi anni è stata quella con i migliori progressi. E’ una squadra con un’identità e della certezze. E’ vero che hanno diversi infortunati, ma hanno validi sostituti. Possono giocarsela con tutti e noi dobbiamo stare attenti. Sarà una gara importante.

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La società ha fatto un’ottimo lavoro perché sono arrivati giovani forti: c’è chi è pronto subito, chi ha bisogno di qualche mese in più per essere al cento per cento, ma hanno grandi qualità, si vede subito in allenamento. Muriel ha un dribling in velocità che in pochi hanno in questo campionato: se continua come sta facendo può fare una stagione ottima.

Il Presidente Ferrero lo conosciamo tutti, è una persona allegra e spontanea e quindi non ci sono problemi con lui: non c’è alcun problema di comunicazione. Sta facendo bene, speriamo che tutti insieme si possa arrivare il più in alto possibile.

Sogno la nazionale, come tutti. Sono prossimo alle 100 con la maglia della Samp e questo mi inorgoglisce molto”.

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