Effetto Nainggolan: il Ninja l’arma in più di Spalletti

Pubblicato il autore: Marco Roberti Segui

NainggolanC’è un dato: da quando il dieci gennaio 2016 Spalletti è tornato sulla panchina della Roma(sostituendo Rudi Garcia proprio dopo un Roma-Milan) Radja Nainggolan ha segnato ben 8 gol, 5 la scorsa stagione, 3 in questa. Oltre alle reti, piacevole ma non indispensabile abitudine per chi è di casa a centrocampo, Nainggolan è diventato insostituibile nella Roma: nell’annata corrente è stato impiegato per 15 match su 17(completandone quasi la metà), mentre nella scorsa, sempre dall’arrivo di Spalletti, ne ha giocate ben 17 sulle 19 totali.

Il rendimento di Nainggolan in crescita esponenziale

In realtà il belga dal suo arrivo in giallorosso si è sempre ritagliato il suo ampio spazio e si è fatto amare dalla tifoseria per l’intensità agonistica che mette in ogni minuto della partita; ma è il suo rendimento che è notevolmente cresciuto sotto la guida dell’allenatore di Certaldo. E nel 4-2-3-1 la posizione da subito assegnatagli è stata quella da trequartista centrale. Un ruolo che doveva ricalcare, nella posizione e nelle mansioni, quello di Simone Perrotta nella prima Roma spallettiana. Un ruolo che divideva la tifoseria in contrari e favorevoli, ma nel quale Nainggolan si è subito calato con la consueta applicazione risultando determinante in entrambe le fasi di gioco.

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Nainggolan mastino e scorta

Quando bisogna difendere è il primo giocatore a pressare il portatore di palla: si fionda o sul centrale di difesa, non pressato dal centravanti, oppure scherma il regista avversario togliendogli il tempo per ragionare. Le sua capacità aerobiche e la sua grande resistenza consentono sia di ottimizzare il pressing della squadra(che spesso fa partire in maniera battagliera), sia di recuperare la posizione o di mettere una toppa in caso un compagno venisse saltato. Nainggolan si doppia e si triplica per recuperare palla quando il possesso è avversario; meglio se in zona pericolosa. Perché poi il belga palla al piede non è assolutamente in imbarazzo.

L’intelligenza tattica di Nainggolan

Proprio in fase offensiva dà l’apporto più corposo. Come abbiamo detto prima, da subito si è posta la questione se potesse ricoprire un ruolo simile a quello di Perrotta, come trequartista centrale nello schieramento. Il centrocampista campione del mondo con l’Italia aveva meno esplosività, ma più diligenza e grande intelligenza tattica. Quest’ultima è una dote che però accomuna i due. Infatti Nainggolan grazie a un’attenta occupazione degli spazi dimostra di conoscere il ruolo e di sapersi armonizzare con i compagni. Sa andare in appoggio ai propri compagni e offrirgli una sponda disponibile in ogni momento per accelerare la manovra(non è un caso che si integri molto bene con Dzeko). Sa allargarsi sulla fascia per far spazio agli altri attaccanti: spesso nel corso dell’azione scambia rapidamente il posto con Perotti con l’argentino che viene al centro per sfruttare il suo destro e lui che si propone sulla fascia per allargare la difesa avversaria e mettere un cross in mezzo. Ma soprattutto se è di fronte a mediani poco esperti o poco veloci può essere letale: sa lavorare ai fianchi e farsi sempre trovare libero. Vedere per credere gli ultimi suoi due gol alla Lazio e al Milan. Nel primo caso il movimento ai lati di Biglia era stato costante per tutta la partita. Sul lancio di De Rossi al 32′ della ripresa sfila alle spalle del centrocampista biancoceleste con astuzia e poi ha campo davanti a sé da attaccare per poi calciare in porta(trovando ance un Marchetti non irreprensibile). Contro il Milan, invece, sfugge alla guardia di Locatelli che lo perde di vista un secondo e se lo ritrova alle spalle. Poi la sua grande qualità gli consente di arpionare in corsa la palla e di scaraventarla in rete in maniera precisa e potente. Gran gol. Un altro. E la Roma è seconda in solitaria, aspettando la sfida di sabato prossimo a Torino contro la Juve. Effetto Nainggolan

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