Inter, Shaqiri al veleno: “Infrastrutture vergognose, calcio italiano troppo lento”

Pubblicato il autore: Alex Baldarelli Segui
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Shaqiri-Inter

E’ un Xherdan Shaqiri al veleno quello che si racconta alla testata tedesca spox.com. Un’intervista in cui l’ex giocatore nerazzurro non usa mezzi termini riguardo alla sua esperienza, non proprio convincente, in Italia: “Mi avevano promesso una nuova Inter” – dichiara lo svizzero – “ero stato accolto benissimo dai tifosi, all’aeroporto un uomo della sicurezza quasi mi soffocò per la confusione”. “In estate (quella prima di passare all’Inter, nel gennaio 2015 NDR)  avevo già offerte dal Liverpool e dall’Atletico Madrid e volevo il Liverpool. Brendan Rogers mi aveva chiamato già un paio di volte prima dei Mondiali, ma il Bayern me lo proibì. Ci sono stati diversi colloqui nei quali abbiamo anche alzato la voce. Iniziata la stagione, Gianluca Gaudino mi venne preferito nella prima partita. Questo fu per me un segnale”.

INFRASTRUTTURE VERGOGNOSE – Le infrastrutture all’Inter erano vergognose”, afferma Shaqiri. “E’ sorprendente che un club così famoso investa poco in questo aspetto”. “In Inghilterra mi sento un professionista“, aggiunge, “nutrizione, riabilitazione, analisi delle prestazioni, unità formative diverse”. “In Italia lo stile di vita era geniale, sono stati quasi i sei mesi migliori della mia vita. Il centro sportivo si trovava a Como, vicino anche alla Svizzera. Il tempo era bello, ma l’erba sempre molto alta. In Inghilterra può grandinare e noi ci alleniamo comunque su un tappeto, che viene curato ogni giorno da diversi collaboratori”. Shaqiri si sofferma inoltre sul calcio italiano: “Il calcio in Italia però è troppo lento, troppo tattico. Era molto difficile portare quelle idee nel mio stile di gioco esplosivo. Addirittura c’era un allenamento nel quale io calciavo corner per due ore consecutive. Non avevo mai visto nulla di simile fino a quel momento”.

IL RAPPORTO CON MANCINI – Shaqiri parla anche del suo rapporto con l’ex allenatore dell’Inter Roberto Mancini, il quale l’aveva voluto fortemente per metterlo al centro del progetto nerazzurro: “Mancini mi voleva a tutti i costi. Lui cambiava molto ogni settimana, non c’era mai una formazione fissa”.Questo è ciò che ha fatto anche al Manchester City e al Galatasaray. All’Inter non ero più a mio agio e decisi di cambiare”. “Io ed Erdin (il fratello-agente NDR) avremmo dovuto raccogliere qualche informazione in più sull’ambiente, ma non c’era tempo, avevo fretta di andarmene dal Bayern. Il giorno del passaggio all’Inter altri due club di Premier si mostrarono interessati”.

IL RAPPORTO CON GUARDIOLA – “
Non ho mai avuto un problema con lui. Sono diventato infelice perché prima giocavo tante partite e in questo modo davo un contributo maggiore. Improvvisamente però venivano inseriti altri giocatori. Ero naturalmente sorpreso, anche se non mi sono mai sottratto alla concorrenza e ho sempre voluto dimostrare all’allenatore che si sbagliava. Le sessioni di allenamento erano sofisticate ed usavamo molto il pallone. Pep parlava spesso bene dei giocatori in pubblico ma mi chiedevo perchè non mi facesse giocare”.

LO SHAQIRI BAMBINO – Xherdan Shaqiri parla a cuore aperto anche della sua infanzia: “Sono sempre stato un fan del Brasile, nel 2002 avevo un taglio di capelli simile a quello di Ronaldo. Da bambino mi piaceva il Dortmund perché ci giocava Tomas Rosicky, mi piaceva anche il Bayern perchè c’era Giovane Elber”.

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