Mihajlovic: “Lo dicono i numeri, non abbiamo ricambi all’altezza”

Pubblicato il autore: Jacopo Chiodo Segui

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Due sconfitte consecutive e all’orizzonte la delicatissima sfida di Napoli, a pochi giorni dalla chiusura dell’anno, è tempo di bilanci per Sinisa Mihajlovic ed il suo Torino. Bilanci da cui, il serbo fa emergere un dato ed una conclusione: “Tutti hanno parlato del fatto che nei primi tempi il Torino è primo in classifica, questo significa che non abbiamo mai sbagliato l’approccio alle partite, fatta eccezione  con l’Inter a Milano. Ma il calcio si gioca per 95 minuti e allora nei secondi tempi devi cambiare, anche per infortuni e per stanchezza. E sicuramente i nostri cambi non si sono rivelati all’altezza. Obi, Acquah, Maxi Lopez, Martinez e Boyè: in cinque hanno fatto un solo gol, è chiaro che dalla panchina sono arrivati pochi gol. Il calcio non si gioca mai in undici. Questo è quello che ha detto il campionato e questo è quello che abbiamo capito in questi mesi”.

Dunque, servono rinforzi, lo dice senza mezzi termini, a suo modo Mihajlovic: “Sì, dobbiamo sicuramente intervenire sul mercato. Cercheremo di farlo, facendo il massimo possibile come questa società ha sempre fatto. Penso che tutti hanno avuto le possibilità di farsi vedere, alcuni le hanno sfruttate e altri no. E i giocatori lo sanno per primi. Non potremo prendere Messi e Dybala, ma qualche giocatore al posto giusto: un 5% qui e un 5% lì, giocatori che ci aiutino a migliorare”.

Eppure, proprio i cambi scelti dall’allenatore del Torino sono stati motivo di dibattito, e, proprio su questo argomento Mihajloivc ha voluto chiarire la sua posizione: “Sulla partita contro la Juve dico tre cose. La prima: rifarei le stesse scelte, del prima e del durante la gara perché le mie scelte sono fatte sempre per vincere. Seconda: penso che dovreste apprezzare di più un Toro che è ambizioso. Terza: i cambi non hanno influito sul secondo gol della Juve e vi spiego perché. I nostri difensori sanno bene che devono accettare l’uno contro uno. Noi abbiamo preso gol dopo i cambi, trenta secondi dopo, su una situazione che siamo abituati a vivere. Higuain non era da solo, aveva un difensore davanti a sè. Poi può succedere che Higuain ti faccia gol. Ecco perché i cambi non hanno influito sul derby”.

Perdere con la Juventus ha portato a due le sconfitte consecutive del Torino, le ambizioni dei granata però non si fermano qua, e anzi, Mihajlovic invita a guardare in alto, “perchè solo alzando gli occhi al cielo si può ammirare l’arcobaleno”, testa dunque, alla sfida di Napoli, dove ritroverà Maksimovic, passato alla corte di Sarri proprio questa estate: “Parliamo della partita, è più importante di Maksimovic, che peraltro gioca col contagocce. E’ andato via senza parlarmi, senza chiarire le cose a quattr’occhi con me, senza nemmeno una telefonata. Mi aspettavo di più, ma ora parliamo dei temi sulla partita, che sicuramente è più importante”.

Spazio al campo allora, Napoli-Torino, partita molto delicata per i granata contro una squadra, quella di Sarri in grande spolvero reduce da due vittorie consecutive, senza subire reti e segnandone ben otto: “Giochiamo contro quella che, forse, è la squadra più in forma del campionato. Andremo lì come sempre per vincere. Servirà il miglior Toro. Loro sono davvero imprevedibili. Hamsik gioca a tutto campo, ma tutti sono fortissimi: fanno fraseggio, bel gioco, attaccano gli spazi. Anzi, devo complimentarmi con Sarri per come ha riadattato la squadra dopo la cessione di Higuain e dopo l’infortunio di Milik. Per quanto riguarda noi, cambieremo poco il nostro modo di giocare. Li conosciamo, ma sappiamo che abbiamo le carte in regola per metterli in difficoltà. Anche loro come tutti hanno punti deboli. Penso che loro faranno il gioco e noi dovremo ripartire: così dice la logica, poi in campo non si può prevedere perfettamente cosa succederà”.

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