Sostiene Pereira e la “rabona”: fa impazzire i tifosi Samp

Pubblicato il autore: marco benvenuto Segui

sostiene Pereira

Sostiene Pereira, di essere un grande terzino e di non aver dimostrato ancora tutto il suo valore in blucerchiato. Quel valore che aveva indotto il talent scout della Sampdoria Riccardo Pecini, a chiudere con il Benfica, portandolo via dal Portogallo per 190mila euro, sbaragliando sul nascere gli appetiti di più di un club europeo, di quelli che vanno per la maggiore. Pedro Miguel Almeida Lopes Ribeira, nella gara vinta dai blucerchiati al Ferraris contro il Torino, ha messo sulla fascia scampoli di classe cristallina, ma c’è un ma e forse anche un però.
Chi ha seguito da bordo campo le evoluzioni di Pereira sulla fascia, più che vedere, avrà di sicuro sentito le urla, decise, del tecnico Marco Giampaolo. Nel primo tempo, quando Pedro ha giostrato sotto panchina, ha finito per essere pilotato dal nocchiero doriano. Quasi che il tecnico di Bellinzona avesse in mano la consolle della playstation e si stesse giocando una partita immaginaria, virtuale e non quella che è stata la gara “più matura” che la Sampdoria abbia messo in campo in questa stagione. Da parte sua una gara maiuscola, terminata con il record di crossi effettuati (4) e l’annichilimento, sulla fascia, di un talento molto temuto come Ljajic.
Sostiene Pereira che all’inizio di campionato sembrava che il giovane portoghese dovesse ripercorrere lo stesso cammino, irto di difficoltà della passata stagione. Il punto più basso lo aveva toccato a Bologna dove gli avversari avevano affondato per tutta la gara sulla fascia di competenza. A quel punto l’ennesimo stop, complice il ritorno di Sala, suo alter ego di fascia, ma,soprattutto, per colpa delle sue prestazioni, tali in negativo da agitare gli sconcertati tifosi doriani. Increduli, visto che appena approdato alla Samp,la passata stagione, si era guardato a lui come un autentico fenomeno. Un giocatore in grado di finire nella classifica dei migliori 50 giocatori nati nel 1998 e stilata dal prestigioso “The Guardian”. Il più giovane giocatore, a 17 anni e 7 mesi, della serie A, al momento dell’esordio alla terza di campionato in occasione della gara contro il Bologna: pronto a rilevare senza timori Cassani vittima di un infortunio a gara in corso. Così via, per le prime gare, a raccogliere  encomi dovuti alla giovane età: assist man più giovane d’Europa in occasione di quello riservato a Muriel in gol contro l’Inter nella gara terminata in parità (1-1). L’incredibile ascesa del giovane Pereira in concomitanza tra Zenga, che l’aveva lanciato, e Montella, convinto a farlo smaniare in panca. Per lui solo tre spezzoni di gara contro Fiorentina, Milan e Carpi, tra un guaio muscolare ed un infortunio alla caviglia. Poco, troppo poco, per chi aveva scalato le gerarchie della nazionale, da quella dei “bambini” ad un passo da quella maggiore.
Sostiene Pereira che per Pedro i giorni tristi sembrano terminati, quelli in cui ha spinto in più di un’occasione per tornare sulle rive del Tajo, nella sua Lisbona. Anzi, la sue quotazioni di mercato sono in rialzo e ipotizzarne una nell’ordine dei 4/5 milioni non è azzardato: si dice Inter. Ma adesso la musica è cambiata, più swing e meno fado triste sul suo profilo social: non è più solo, da quando all’ombra della Lanterna è approdato il connazionale Bruno Fernandes.

LA RABONA DI PEDRO CONTRO IL TORO

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In questi giorni, proprio sul suo profilo Facebook , impazza il video della “rabona” lungo la fascia destra, con i giocatori granata che lo guardano come un marziano. Un gioco di gambe, di piedi e di intelligenza, talmente rapido da sfuggire anche all’applauso del pubblico presente e dei cronisti in tribuna.Solo la viralità del web ha poi reso giustizia, a distanza, alla strambata del giovane lupo di mare doriano. Adesso, per lui, è iniziata la lunga traversata. Non difficile per chi ha tra i suoi avi, gente che ha navigato il mondo. Sostiene Pereira…

 

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