Torino: una sconfitta che fa male

Pubblicato il autore: massimiliano granato Segui

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Quella che doveva essere una festa per i colori granata, si è trasformata nell’ennesima sconfitta casalinga nel derby della Mole. Il bilancio, dalla stagione 2012-2013 in poi, è desolante: quattro sconfitte in cinque incontri, con il corollario di quattro reti fatte e ben undici subite. E dire che i presupposti per una figura migliore c’erano tutti: l’entusiasmo dei tifosi poi, era alle stelle, viste le prestazioni della squadra di Mihajlovic fino a questo punto. Certo, c’era amaro in bocca per il ko di Genova (inatteso)sponda blucerchiata, ma la voglia di far conoscere anche ai Campioni d’Italia la forza del Toro c’era tutta, e pazienza se, rispetto alle altre edizioni il clima è diverso: anzi, magari il Natale porta sotto l’albero tre punti d’oro…
Ore 14.55: manca poco al derby e c’è una lunga fila dove dobbiamo entrare: si freme anche perché di lì a breve lo speaker annuncia le formazioni, prima del consueto Inno del Toro: per fortuna la temperatura non è così rigida: pazienza, si perderanno i primi due minuti e così avviene: all’ingresso in tribuna due belle hostess ci invitano a compilare uno schedario per avere un braccialetto: così si perde altro tempo: il colpo d’occhio è meraviglioso, come sempre: ma non si vede quella coreografia che ci si aspettava: sarà il freddo? La curva juventina è piena e si sventolano le bandiere. Il mio amico ed io ci sediamo in posti differenti: capita doversi sacrificare. La gente pensa: ” sia la volta buona?”. In realtà non bisogna andare troppo indietro per un derby vinto: accadde nella stagione 2014-2015: in panca c’era Ventura, davanti un signore che si chiamava Quagliarella: Darmian prima e lui dopo, ribaltarono lo 0-1 confezionato da Pirlo su punizione: grande gioia che si assaporava dopo 20 anni esatti. L’anno scorso invece, ci fu il disastro: Juve avanti 2-0, rigore Belotti ad inizio ripresa e quel gol annullato a Maxi Lopez da Rizzoli: si dirà, roba di centimetri: fatto sta che i bianconeri dilagano, segnando altre due reti. All’uscita tutti constatarono che sì, quella squadra era forte, ma forse il punteggio era eccessivo. Curiosamente quel ko portò fortuna al Toro, che rimase poi imbattuto per diversi mesi. Adesso bisogna pensare a questo derby, come sempre più sentito dai granata che dai bianconeri, anche se questi ultimi tornano quasi sempre con la pancia ben piena. Il Toro vede premiati i suoi sforzi al 16′: Belotti (proprio lui!)gira a rete e Buffon non accenna quasi la parata: grande gioia sugli spalti e attestazione del momento magico della punta. ” E uno!” verrebbe da pensare: invece la Juventus non si scompone ed approfitta di un ” pasticciaccio brutto ” al limite dell’area: ne approfitta il solito Higuain che in diagonale infila Hart. La delusione si evince nel volto dei tifosi e serpeggia l’idea che il momento magico sia finito. Nella ripresa il Toro cerca di riorganizzarsi ma sembra sfiatato, nonostante qualche incoraggiante lampo: i cori però pian piano si spengono, mentre gli ospiti continuano a sgolarsi. Arrivano così i cambi da ambo le parti, e quando più di qualcuno pensa che “tutto sommato un pari contro la Juventus ” ci stia, arriva la mazzata che manda ai titoli di coda: ed è ancora l’ex-azzurro a giustiziare il Toro. La rete di Pjanic nel finale è solo per il tabellino: i granata avevano già deciso che la contesa era già chiusa. Più di qualcuno non ha atteso il triplice fischio e se n’è andato: come dargli torto? Adesso si pensa alla prossima gara, che si preannuncia ardua: si va infatti in casa del Napoli. I cori bianconeri sfottono la voglia di vincere del Toro che forse, non meritava un passivo così grande: rimane la soddisfazione di aver lottato quasi ad armi pari: però, quando si raccoglie nulla, vale gran poco.

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