L’editoriale di Ugo Russo – Napoli, ma quando cresci?

Pubblicato il autore: Ugo Russo Segui

Lo abbiamo detto e scritto più volte e lo ribadiamo: il Napoli é, assieme alla Juventus, l’unica squadra in Italia che esprime un gioco godibile, che spesso giustifica il prezzo del biglietto. Per il resto é tutta un’accozzaglia di formazioni che si muovono sul campo senza mai, o raramente, accendere la luce. Nonostante questo non é l’undici allenato da Sarri a inseguire i bianconeri campioni d’Italia ma la Roma. E qui si potrebbe dire che sappiamo tutti perché i giallorossi sono lassù, catapultati da decisioni arbitrali favorevoli (e poi, come leggeremo dopo, arrivano anche a lamentarsi, se non proprio allenatore, giocatori e dirigenza, quel manipolo di giornalisti-tifosi che non hanno la misura di come si deve rispettare la gente, che ingannano ripetutamente non raccontando la verità, ma ragionando soltanto da ex curvaioli della Sud o per opportunismo) e tanta fortuna. Ma quanto a gioco accettabile in questa stagione la Roma non ce lo ha quasi mai fatto vedere.
Il Napoli, pero’, ha una grande pecca: difetta di continuità e sembra quasi che gli manchi sempre qualcosa per raggiungere gli obiettivi prefissati e fallisce spesso le gare più importanti. Come domenica in cui, con un ostacolo che il calendario sembrava avergli assegnato sulla carta facile, non é riuscito a battere al San Paolo il Palermo, non agguantando così la Roma, battuta a Genova, al secondo posto. E non é la prima volta che succede, anzi…
Colpa di Sarri? Non scherziamo. Se la squadra partenopea é riuscita nelle ultime due stagioni ad arrivare stabilmente nelle alte vette della classifica, a fronte di un gioco, quando é in giornata, ammirato e apprezzato da tutti (tanto che qualcuno, dopo le migliori partite del Napoli, ha affermato che in Champions sarà il Real Madrid a doversi preoccupare e non viceversa), é proprio per merito del suo condottiero. Piuttosto deve entrare qualcosa nella mente dei giocatori che, a livello emotivo, può arrivare a condizionarli. Altra spiegazione, forse più corrispondente al vero, é che é un gioco, quello dei campani, che risulta troppo dispendioso e in certe occasioni i calciatori napoletani perdono di lucidità. Accidenti, pero’: sempre nelle opportunità importanti! Ricordate, ad esempio, giusto contro la Roma che cosa é riuscita a fare la retroguardia napoletana? Il Napoli ha giocato, la Roma ha vinto. E poi incontri anche le squadre di ultima fascia ma disperate, che si stanno giocando le residue chances, ad esempio, di permanenza in A come il Palermo, per l’appunto. E lì sta nella capacità del tecnico avversario di interpretare il gioco di Hamsik e compagni e adottare ideali contromisure. Per lo più quando sei passato in vantaggio dopo poche battute (Nestorovski). E così il neoallenatore rosanero, Diego Lopez, ha chiesto ai suoi il massimo del sacrificio fisico, ha creato due sbarramenti nutriti e molto ravvicinati tra loro nella trequarti campo siciliana, riducendo le possibilità al Napoli di agire in velocità e di poter sorprendere la “tutta retroguardia” ospite. Anzi, se non ci avesse pensato un portiere che non sa neppure lui come faccia a giocare in serie A come Posavec, gli azzurri (che ormai hanno cambiato maglia) avrebbero addirittura perso.

E così il Napoli resta a due punti dalla Roma, al terzo posto. Scrivevamo prima della Roma e delle incredibili lamentele cui si sono lasciati andare i “giornalisti-curvaroli” per il fatto che l’arbitro non avesse accordato alla Roma il rigore per fallo su Dzeko nel finale, sul 3-2 per la Sampdoria. Come mai quegli stessi pseudo-giornalisti non avevano fatto la stessa cosa all’andata, quando la Samp fu letteralmente defraudata del risultato da parte della stessa Roma? E quanti altri rigori devono dare alla Roma che già ne ha avuti undici (con quello scandaloso prima dato e poi tolto nell’ultimo derby) e primeggia in Europa come numero di rigori avuti a favore? E perché si é raramente fatta menzione che di questi rigori la metà erano assolutamente farlocchi e hanno portato bei puntini in cascina ai giallorossi? Altri, così come tanti dei gol segnati in azione dalla Roma, sono stati regalati dall’inesperienza delle difese avversarie. E insomma, non é assolutamente facile fischiarti altri rigori pure se magari sono più netti di quelli che finora ti hanno regalato. Una bella responsabilità. E’ come quello che dice sempre bugie e una volta che dice la verità non gli credono.
La Roma gioca male, perde ed é perché l’arbitro… Guardate la differenza: la Juventus, di gran lunga la nostra migliore squadra e meritevole di vincere quest’altro scudetto, per questi signori quando perde é solo perché si é espressa male e ha meritato di essere sconfitta. Pur giocando male dovrebbe quasi sempre uscire imbattuta, a fronte di una netta superiorità sulle altre. Non dicono, per esempio, che a Firenze alla Juventus hanno rubato la partita e doveva vincere (due rigori negati e primo gol dei viola viziato da fallo ad inizio di azione); a San Siro col Milan le hanno rubato la rete del vantaggio che li avrebbe portati quanto meno a pareggiare (ma vai sull’1-0…); che a Genova con i grifoni le hanno negato due rigori per falli su Mandzukic che l’avrebbero portata alla spartizione della posta; che anche con l’Inter, sempre in campo esterno, ad inizio partita Khedira, a tu per tu con Handanovic, é stato fermato per inesistente fiorigioco. Quella partita, forse l’unica, se l’é mangiata, pero’, la formazione biancenera. Fate i conti di quanti altri bei punti poteva avere la Juventus e si potrebbe, probabilmente, già parlare di campionato concluso, almeno in testa. Per non parlare poi di quello che viene detto, se non si riesce a fermare Higuain e compagni per quello che fanno sul campo, di cose che con il calcio giocato non c’entrano nulla e vengono tirate fuori ad arte per innervosire l’ambiente bianconero.
Vero é che la stessa Juventus non dovrebbe continuare ad accettare tutti questi soprusi od infamie che siano, dovrebbe farsi sentire. Ma chi esce allo scoperto é sempre e solo lo straordinario Beppe Marotta.
Torniamo al tema portante di questo articolo e cioé al Napoli. In fondo, la verifica più importante della stagione é prossima: gli ottavi con il Real Madrid. Sarà un’altra controprova fondamentale per testare le possibilità dei partenopei; l’ostacolo é durissimi ma un grande Napoli potrebbe anche farcela. Specie se recupererà in pieno Milik.

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