Closing Milan: settimana decisiva per le garanzie dei cinesi. Rottura Musacchio-Villarreal

Pubblicato il autore: Antonio Guarini Segui
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Closing Milan, si prova ad accelerare

Closing Milan: dopo qualche settimana di silenzio si torna a parlare della famigerata cessione del Milan da Fininvest ai cinesi. L’operazione dovrebbe essere conclusa entro un mese, il 3 marzo, ma già la prossima sarà una settimana fondamentale per le garanzie che dovrà dare il gruppo cinese. Riassunto delle puntate precedenti, Sino Europe Sports ha già versato nelle casse Fininvest 200 milioni di euro, in due trance da 100 milioni. Per completare l’operazione finanziaria mancano 320 milioni, più 100 per coprire il disavanzo della stagione in corso. Nel frattempo la sede operativa è stata spostata ad Honk Kong, per ovviare alle difficoltà avute per avere le famose autorizzazioni dalle autorità cinesi. Il closing, previsto per il 13 dicembre scorso, è slittato proprio per le difficoltà di Sino Europe ad avere il nulla osta ad esportare capitali ingenti fuori dalla Cina.

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Settimana prossima fondamentale come detto, i vertici della cordata cinese sono infatti pronti a dare l’accelerata finale a questa lunghissima trattativa. Yonghong Li e i suoi soci sono pronti  a dare tutte le garanzie del caso a Fininvest sui 320 milioni restanti. Una volta ricevute queste garanzie l’azienda della famiglia Berlusconi potrà convocare un consiglio d’amministrazione per ratificare il tutto. Il velo sui soci di Yonghong Li verrà alzato solo a closing avvenuto, ma la governance del nuovo Milan sarà a larga parte italiana. Silvio Berlusconi resterà presidente onorario, Li sarà vicepresidente esecutivo, Marco Fassone amministratore delegato, Massimiliano Mirabelli direttore sportivo. Questo lo scheletro della nuova società rossonera, per le altre cariche ci sarà tempo e modo per assegnarle. Eppur si muove, questo potrebbe essere il titolo di questo infinito e snervante closing Milan, i tifosi aspettano, sperando che questa sia davvero la volta buona sul buon esito del passaggio di proprietà ai cinesi.

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Closing Milan: Fassone e Mirabelli già al lavoro, torna di moda Musacchio

Il closing Milan, a quanto pare si avvicina, il duo Fassone-Mirabelli lavora nell’ombra ormai da mesi scandagliando il mercato in cerca di rinforzi per i rossoneri. Il primo nome sulla lista dei dirigenti in pectore del nuovo Milan è quello dei Mateo Musacchio, difensore argentino del Villarreal. Inseguito già lungamente la scorsa estate Musacchio è uno dei pallini di Montella, sempre molto attento al calcio spagnolo. Dalla Spagna arriva la notizia che l’argentino non ha rinnovato il contratto in scadenza giugno 2018 con il Villarreal. Questo vuol dire che la prossima estate il suo prezzo sarà inferiore ai 25 milioni di euro che gli spagnoli hanno chiesto nell’ultima sessione di mercato estivo. Un altro nome appetibile per il Milan del futuro è quello del laziale Keita, sempre più in rotta con l’ambiente biancoceleste. Il senegalese è un vecchio pallino di Mirabelli, che avrebbe voluto portarlo già all’Inter. Lotito chiede non meno di 30 milioni per l’esterno, soldi che potrebbero arrivare in parte dalla definitiva cessione di Niang al Watford (riscatto fissato a 18 milioni per il francese). I tifosi del Milan, stanchi di prestiti e parametri  zero, già sognano un mercato grandi firme, ma prima c’è da mettere la firma più importante, quella tra i cinesi e Fininvest, per tornare finalmente grandi, in Italia e in Europa.

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