Juventus Inter non finisce mai, che nostalgia di Prisco e l’avvocato Agnelli

Pubblicato il autore: Antonio Guarini Segui
Juventus Inter

Juventus Inter, troppo polemiche?

Juventus Inter continua. Dopo giorni dal match vinto allo Stadium per 1-0 dai bianconeri di Allegri le polemiche non sembrano placarsi. Tra video e battute al veleno lo scontro, oramai atavico, è arrivato a livelli di tensione altissima, ma ormai dal post Calciopoli non è una novità. Il derby d’Italia, o quello che ne resta, è diventata un’occasione buona per sputarsi veleno a vicenda. Prima la rabbia interista del post partita fatta di accuse all’arbitro Rizzoli e di recriminazioni riguardanti le squalifiche di Icardi e Perisic. Poi, quando le acque sembravano calmarsi, il rincarare della dose, stavolta da parte bianconera. Ci ha pensato Beppe Marotta a dar vita alla polemica infinita bianconerazzurra, parlando di mancanza di cultura della sconfitta dell’Inter. Come se non bastasse sono arrivate le parole di John Elkann:L’Inter non ha ancora imparato a perdere, eppure dovrebbero essere abituati”. Parole davvero poco eleganti del rampollo di casa Agnelli, che confermano come il famoso stile Juventus sia un lontano ricordo.

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Alle parole di Elkann non si è fatta attendere la reazione di Massimo Moratti:”La replica alle parole di Elkann? La saggezza e il silenzio intelligente di Zhang” ha detto infatti l’ex patron nerazzurro. Silenzio, dunque. Silenzio intelligente. Anche di fronte a un attacco così pesante come quello del presidente FCA John Elkann. La società Inter parla ora attraverso il ricorso contro la squalifica di Icardi e Perisic. Poi si vedrà. Per ora, Moratti docet, occorre soprassedere. Davvero un peccato che una rivalità tra due tra i club più importanti d’Italia e d’Europa sfoci in battute da Bar dello Sport. La cosa migliore è che tutti si diano una calmata e che si concentrino sui rispettivi impegni sportivi, ma evidentemente dopo 11 anni Calciopoli è una ferita ancora aperta.

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Juventus Inter altra caduta di stile. Prisco e Agnelli cosa direbbero?

Dopo l’estate del 2006, quella di Calciopoli, tra Juventus Inter tutto è cambiato, una rivalità ultradecennale si è trasformata in un conflitto da Guelfi e Ghibellini. Poca ironia, poco stile, tanto veleno e ogni incrocio in campo tra le due squadre da adito a polemiche, spesso evitabili. Il tutto nasce dall’oramai tristemente processo denominato Calciopoli con la Juventus retrocessa in serie B e l’Inter campione d’Italia a tavolino. Lo scudetto 2005/2006 tolto alla Juventus e assegnato all’Inter, questo il pomo della discordia tra bianconeri e nerazzurri. Sono passati 11 anni ma la ferita non è per nulla cicatrizzata, Juventus Inter è più di una partita, è una guerra, anche mediatica. I protagonisti negli anni hanno trasceso sempre più, dimenticando illustri predecessori come Peppino Prisco o Gianni Agnelli, che liquidavano tutto con una battuta. Uomini di altri tempi, quando il calcio italiano era ai vertici europei, con i più grandi campioni in circolazione protagonisti della serie A. Oggi lo scenario è cambiato, l’Italia non vince un trofeo internazionale di club dal 2010. Anziché battibeccare come semplici tifosi, i dirigenti dei grandi club si sedessero ad un tavolo per ridare smalto ad un movimento in difficoltà. Per il resto lascino parlare il campo, unico giudice insindacabile del gioco del calcio.

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