Lazio, Immobile fa sognare ma è Inzaghi il vero valore aggiunto

Pubblicato il autore: Antonio Guarini Segui
lazio immonbile

Lazio Immobile fa sognare la Champions League

Lazio Immobile non si ferma più, quattro gol in una settimana per il centravanti biancoceleste, arrivato a quota 15 reti nella classifica marcatori. Neanche nella stagione 2013/2014, quella in cui è diventato capocannoniere, Immobile andava così forte. Allora con la maglia del Torino il bomber di Torre Annunziata dopo 27 giornate aveva realizzato 13 gol, un Immobile quindi mai così forte. Il rendimento del bomber della Lazio fa sorridere anche il c.t. della Nazionale Gianpiero Ventura, che unitamente a Belotti ha una coppia potenzialmente devastante. Immobile ha trovato alla Lazio il suo habitat perfetto per esprimersi al meglio, in una squadra che esalta al meglio le proprie caratteristiche. La Lazio di Bologna non è stata solo Immobile, la squadra di Inzaghi sta vivendo un momento di forma eccezionale, grazie anche alle grandi prestazioni del trio di centrocampo Parolo-Biglia-Milinkovic Savic. Quest’ultimo in particolare sta diventando sempre più l’uomo chiave per Inzaghi. Con i suo assist e la sua forza fisica Milinkovic-Savic è un giocatore potenzialmente decisivo nel campionato italiano. Altro punto di forza della Lazio è la difesa con De Vrij che comanda al meglio un reparto che ha subito solo 2 gol nelle ultime cinque partite ufficiali. Una squadra, quella biancoceleste, che può sognare la Champions League, visto che ormai ha trovato un’ottima continuità di rendimento. A tre punti dal Napoli e con un piede in finale di Coppa Italia, la Lazio meriterebbe una cornice di pubblico ben più degna di quella che si vede all’Olimpico. Le storiche incomprensioni con la gestione Lotito-Tare dovrebbero essere messe in secondo piano per sostenere una delle migliori Lazio dell’intera storia biancoceleste.

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Lazio Immobile scatenato, ma è Inzaghi il top player biancoceleste

Quanto è stato chiamato al posto del fuggitivo Marcelo Bielsa gliene hanno dette di tutti i colori, da servo di Lotito a yes-man, ora qualcuno dovrebbe scusarsi con Simone Inzaghi. L’ex centravanti della Lazio ha lavorato al massimo fin dal primo giorno del ritiro di Auronzo di Cadore, credendo fermamente in questa squadra. Autore già di un buon finale nella scorsa stagione quando era subentrato a Pioli, Inzaghi si è meritato la Lazio, giorno dopo giorno. Il tecnico laziale ha rilanciato la vecchia guardia, da De Vrij a Biglia, fino a Keita, ha rigenerato Immobile e Felipe Anderson. Inzaghi ha anche lanciato tanti giovani come Lombardi, Murgia e Strakosha, ma il vero capolavoro dell’allenatore della Lazio è Milinkovic-Savic. Il serbo sta diventando sempre più dominante, partita dopo partita, una sorta di Ibrahimovic a centrocampo, determinante con la sua forza e la sua tecnica. Nel finale del match con il Bologna i tifosi della Lazio hanno riservato cori e applausi per il loro allenatore. Inzaghi ha ereditato da uno dei suoi maestri, Eriksson, la calma e la sapiente gestione del gruppo, anche in presenza di elementi molto esuberanti come Keita. 11 partite di campionato per sognare la Champions League e una finale di Coppa Italia da conquistare, ma i prossimi anni di Lazio Inzaghi se li è già meritati, di gran lunga.

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