L’editoriale di Ugo Russo – Gli arbitri e le assurde designazioni

Pubblicato il autore: Ugo Russo Segui

E’ da tempo immemore che rileviamo come, a fronte di fatti inconfutabili, gli arbitri stiano condizionando i risultati di tante partite del massimo campionato ed, in generale, l’esito dell’intero torneo che, con eque direzioni, sarebbe già stato, per quanto riguarda lo scudetto, di nuovo indirizzato sulla strada di Torino, sponda Juventus, la squadra in testa giustamente dall’inizio e alla quale sono stati tolti punti preziosi che, per l’appunto, non le avrebbero dato la sicurezza matematica ma le avrebbero garantito (visto che altri punti in più sono stati regalati a certe inseguitrici) un margine assolutamente rassicurante e incolmabile. Lo abbiamo detto e lo ribadiamo: non c’é assolutamente malafede negli arbitri, ma indubbiamente c’é uno scadimento del livello delle “ex giacchette nere” che impressiona e alla causa non ha certo contribuito (anzi…) il fatto di aumentare il numero dei “giudicatori” in ogni gara, perché, ad esempio, l’introduzione degli addizionali si é rivelata un fallimento. Difficilmente, infatti, c’é perfetta sinergia tra gli uni e l’arbitro principale. Abbiamo anche provato a giustificare l’operato di quest’ultimo con il fatto che essendosi il gioco velocizzato, almeno del doppio, rispetto al passato non si riesce sempre ad essere vicini all’azione per giudicarla per il meglio; pero’ questa puo’ essere considerata solo una scusante perché questi signori sono diventati dei professionisti, prendono bei soldini per ogni partita e dovrebbero, ora, avere margini minimi di errore.
A questo uniamoci anche che gli “affidabili” (che pure sbagliano anch’essi ma molto meno della gran quantità) si sono ridotti a meno di quel numero contemplato nelle dita di una mano e il cerchio si chiude, purtroppo, nella maniera meno edificante. Errore degli errori quello di affidare incontri che pure potrebbero decidere gran parte del futuro a direttori di gara che non paiono all’altezza, che hanno mostrato con errori clamorosi di aver indirizzato certi risultati in maniera errata. Sbagliare é umano, ma perseverare…

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Così per questa giornata di campionato, la ventinovesima, ritroviamo Di Bello ad arbitrare la Roma, all’Olimpico contro il Sassuolo. Dopo quanto fatto quest’anno con i giallorossi, sia come primo arbitro che come addizionale, si pensava che non dovesse più arbitrare i capitolini. Facciamo tre esempi: prima giornata Roma-Udinese (che poi finisce 4-0 ma la partita era già stata decisa), perché i padroni di casa, dopo aver sofferto gli avversari per oltre un’ora, si sono ritrovati sul 2-0 grazie a due calci di rigore, almeno il primo del tutto inesistente e sono rimasti dubbi anche sul secondo; Empoli-Roma 0-0, contatto in area romanista tra Fazio e Gilardino, sembra a tutti rigore tranne che a… Di Bello; e vogliamo metterci anche Inter-Roma 1-3 con tantissimi errori a sfavorire i nerazzurri con un trio portafortuna (visti i precedenti) per la Roma, arbitro Tagliavento, addizionali Damato e Di Bello? Va beh, in quest’ultimo caso Di Bello era addizionale ma tornando, invece, a Roma-Udinese potrebbe sembrare che lui abbia un po’ di soggezione a vedere lo stadio romano ed il suo festante pubblico in giallorosso. Ricordate Roma-Empoli 2-1 di Coppa Italia che costo’ l’eliminazione dei toscani dalla manifestazione, con una serie di decisioni a svantaggiare gli uomini dell’allora tecnico Sarri che, non potendone più, venne allontanato dalla panchina? Certo, c’é stato anche Roma-Spezia con vittoria ai rigori dei liguri, ma fu un successo con pieno merito degli ospiti e poi i tiri dagli undici metri li sbagliarono i giocatori giallorossi. E allora? Riecco Di Bello in Roma-Sassuolo, una gara da considerare importante per il prosieguo della stagione. Era assolutamente da evitare.
E non ci sembra neppure azzeccata la designazione di Tagliavento per Sampdoria-Juventus e non certo perché abbiamo detto che il fischietto di Terni ha uno score con i giallorossi che recita tante vittorie e pochi ko (tutti fuori casa, se non andiamo errati. E questo come primo arbitro, ma anche come addizionale… Ricordate per tutti il netto rigore per fallo di mano in area di Digne a Frosinone non segnalato al collega che era in mezzo al campo e quindi non fischiato?). E non abbiamo la cattiveria di dire che essendo la Roma in attesa di perdite di punti da parte della Juventus… No, non abbiamo e non vogliamo avere la malignità che, per contro, hanno molti nel mondo del calcio; é che Tagliavento, degnissima persona, non ci convince del tutto e sempre come arbitro (in giornata é infallibile, ma sono tantissime le volte in cui non lo é), anche se é internazionale, a dimostrazione che il nostro livello arbitrale é basso. Per la partita più importante della giornata ci voleva dell’ altro.

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E i tifosi bianconeri si staranno toccando i santissimi visto che con l’arbitro umbro, in totale, la Juventus ha riportato precedenti da squadra di metà classifica…
Lo abbiamo detto e scritto un sacco di volte che di tutto cio’, delle prestazioni degli arbitri ne sta beneficiando in campionato in maniera chiara e ingiustificata la Roma che ha un sacco di punti in più di quelli che meriterebbe. Troppi rigori a favore, di cui molti inesistenti; reti e situazioni irregolari su alcune sue reti; tanti rigori e gol validi negati ai suoi avversari; oppositori molto morbidi in alcune partite, non poche reti di Dzeko e compagni favorite da clamorosi errori. E non sembra esserci un freno, ma ora basta.
Roma che poteva qualificarsi per i quarti di Europa League e, avendo almeno una squadra per competizione europea, avremmo salvato la faccia, sia pure in minima parte, di questo nostro bistrattato calcio. Ci dispiace, dunque, per i giallorossi che avevano compromesso, forse e probabilmente, tutto con l’andata a Lione. Ma ora, dopo il sorteggio di oggi, oltre ai tifosi juventini, non saranno contenti i tifosi di alcune squadre, in primis quelli proprio della Roma (l’avversaria, chissà come mai, più vicina in serie A) e tutti i giornalisti “curvaioli” che manipolano e gestiscono in maniera vergognosa le notizie sulle emittenti, i giornali e i siti tra i più importanti, che avevano fatto vedere di essere interessati alla Juventus in Champions perché speravano potesse andare più avanti possibile in modo da perdere forze e concentrazione in campionato (questo, ovviamente, a parte i fans di Higuain e compagni). Così volevano che nei quarti i bianconeri pescassero Monaco o Leicester, al limite Borussia Dortmund e Atletico Madrid. No, la maledetta coppa per la Juventus (e ha dimostrato di esserlo anche in questo sorteggio) ha voluto che dall’urna l’ex bianconero Rush pescasse il Barcellona, perlopiù con andata a Torino. E ora? In casa Juventus si é cominciato finalmente a dire che é lo scudetto (che strameritano come squadra nettamente al di sopra delle altre indigene e lo ha mostrato pure in Europa) l’obiettivo principale. La Champions é uno sfizio, sia pure bellissimo. Vedano bene di gestire le forze ma senza fare in campionato pericolosi turn-over. Se non ce la faranno a manifestare brillantezza in tutte e due le competizioni (e c’é pure la Coppa Italia…), mollassero l’Europa; saranno, comunque, usciti ai quarti contro Messi (mica contro un tizio qualunque), ma avranno fatto ancora una volta la storia alzando, prima e unica squadra italiana, per sei volte di seguito la Coppa dello scudetto.

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