Zeman fa 1000 panchine in Sampdoria-Pescara. Il tweet di Totti

Pubblicato il autore: Antonio Guarini Segui
zeman

Zeman, mille panchine da professionita

Sarà come la prima volta”, laconico come sempre Zdenek Zeman che in Sampdoria-Pescara festeggerà le 1000 panchine da professionista. Alla soglia il boemo ha segnato, nel bene o nel male, un pezzo di storia negli ultimi 40 anni di calcio italiano. Il suo Foggia del trio Rambaudi-Baiano-Signori è rimasto ben impresso nella memoria di tutti gli appassionati. Il 4-3-3, le sigarette, le polemiche con la Juventus, a proposito Zeman ha risposto così ad Alessandro Moggi: Non accetto lezioni da quella famiglia”. Il figlio di Luciano Moggi lo aveva accusato di essere incoerente e di essere un falso moralista. “Mille panchine? Non le ho contate, ma se lo dite voi ci credo”, così Zeman ai giornalisti nella conferenza stampa della vigilia di Sampdoria-Pescara. Ricordi dolci per gli abruzzesi per l’ultimo confronto giocato a Genova, vittoria 3-1 e festeggiamenti per la promozione in serie A. Quello era il Pescara di Immobile-Insigne in attacco e dell’illuminata regia di Verratti a centrocampo, oggi la realtà biancazzurra è ben diversa. “ Non pensiamo di vincere tutte le partite, ma dobbiamo fare meglio rispetto alla partita persa con il Chievo”, così Zeman presenta il match contro i blucerchiati di Giampaolo. Per il boemo sono arrivati gli auguri di uno dei suoi allievi prediletti, Francesco Totti: Mister mi hai fatto allenare nei modi più strani! Grande stima e riconoscenza per te! Auguri per le tue mille panchine!“. Un rapporto speciale quello tra Zeman e Totti:” Francesco è sicuramente il giocatore più forte che ho allenato”, queste le parole del boemo sull’eterno capitano giallorosso. Alla soglia dei 70 anni il boemo taglia un importante traguardo, ma il boemo non è ancora stanco di portare il suo 4-3-3 in giro per i campi di calcio, auguri mister Zdenek.

Leggi anche:  Graziani contro l'eventuale cessione di Lautaro: "Se toccano quel tandem allora veramente si indebolisce l’Inter. L'anno prossimo..."

Zeman, dalle stelle alle stalle e ritorno e ancora giù, una carriera da montagne russe

Zdenek Zeman nasce a Praga il 12 maggio 1947, suo zio Cesto Vycpalek, che allenò anche la Juventus gli trasmetterà la passione per lo sport. Nel 1968 l’URSS invade la Cecoslovacchia, tanti scappano, Zeman arriva in Sicilia, dove nel 1975 ottiene la laurea all’Isef. La sua carriera comincia sui campi polverosi della Sicilia, fino all’approdo a Foggia nel 1989, in Puglia nasce Zemanlandia. Nella stagione 1991/1992 i satanelli arrivano in serie A, molti li danno sicuri retrocessi, una banda di ragazzini al primo anno tra i grandi. Zeman porta un calcio, ed una preparazione atletica, nuovo, 4-3-3, corsa forsennata e fuorigioco a centrocampo. Il Foggia esalta i suoi tifosi, il trio Rambaudi-Baiano-Signori segna a raffica e i pugliesi sfiorano anche la Coppa Uefa. Zeman passa alla Lazio, dove però non riesce a vincere, nonostante i grandi investimenti di Sergio Cragnotti. A gennaio 1997 arriva l’esonero, la stagione successiva con un gran colpo di teatro Franco Sensi lo porta alla Roma. I tifosi giallorossi, nonostante il passato laziale, diventano pazzi di Zeman, ma anche con la Roma non arriveranno trofei. Sarà Fabio Capello a regalare il terzo scudetto ai giallorossi, da qui comincia il girovagare di Zeman e del suo 4-3-3. Napoli,Salernitana, Avellino, Lecce, nel frattempo le grandi polemiche con la Juventus, accusata di abusare di troppi farmaci. Zeman rivive una seconds giovinezza con il ritorno a Foggia prima e l’approdo a Pescara poi, con la promozione degli abruzzesi in serie A. L’infelice ritorno a Roma, male anche a Cagliari, poi Lugano e il ritorno a Pescara, sempre con il 4-3-3, sempre con le sigarette, sempre con quella voglia di insegnare calcio, lunga vita a Zeman, altre 1000 di queste panchine.

  •   
  •  
  •  
  •