Il Napoli di Sarri bello e perdente, è ora di cambiare?

Pubblicato il autore: Antonio Guarini Segui
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Napoli, Sarri è l’uomo giusto per vincere?

Non si sono dubbi sul fatto che il Napoli di Sarri giochi molto bene al calcio. E’ anche fuor di dubbio però che per il secondo anno consecutivo gli azzurri chiuderanno la stagione senza titoli in bacheca. Il bel gioco, i triangoli stretti, le goleade sono belle da vedere, ma alla fine di concreto resta poco. Alcuni numeri sono impietosi con Sarri, elogiato pubblicamente dal presidente De Laurentiis dopo l’eliminazione in Coppa Italia. Il tecnico partenopeo non ha mai passato un confronto diretto con andata e ritorno. Nella scorsa stagione in Europa League con il Villarreal, in questa con il Real Madrid in Champions e con la Juve in Coppa Italia. Avversari di grande valore d’accordo, ma il dato che preoccupa è un altro. In questi sei match il Napoli ha sempre subito un gol, un grosso limite nei doppi confronti. Anche perché se il Napoli dovesse arrivare terzo dovrà affrontare il playoff di Champions League il prossimo agosto. Spareggio amaro per i partenopei già nell’agosto 2014, quando furono eliminati dall’ Athletic Bilbao.  Preoccupante anche il numero dei gol subiti in stagione, 55 in 42 partite, davvero troppi. Il fatto di tentare di giocare sempre e comunque è lodevole, ma poco efficace. In Italia per vincere occorre un grande difesa, come dimostra la Juventus degli ultimi sei anni. Anche squadre del passato come il Milan di Sacchi o Capello, la Juve di Lippi o l’Inter di Mourinho, hanno potuto sempre contare su grandi linee Maginot. Sembra ingeneroso criticare il fresco vincitore della panchina d’oro, ma è un dato di fatto che questo sarà l’unico alloro alzato da un tesserato del Napoli nella stagione 2016/2017.

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Napoli di Sarri, Uomini,personalità e dirigenti ecco cosa manca al per vincere

Cosa manca quindi al Napoli di Sarri per vincere? Innanzitutto giocatori di sostanza e personalità. In difesa e a centrocampo gli azzurri avrebbero bisogno di gente che possa portare la mentalità vincente a Castelvolturno. Per capirci a Sarri servirebbero un Bonucci e un Khedira. Un Lucio e un Thiago Motta, tanto per avere come punto di riferimento l’ultima squadra italiana ad aver alzato una Champions League. Oltre ai giocatori ma modificata la mentalità di squadra. E’ impensabile giocare bene 38 partite di campionato. Per lottare per lo scudetto occorre vincere anche per 1-0, magari giocando male facendo un tiro in porta. Il salto di qualità in avanti deve essere fatto anche a livello societario. Al Napoli manca la figura del direttore generale, figura imprescindibile nelle grandi società. Il presidente De Laurentiis dovrebbe innalzare il monte medio stipendi. Per vincere non basta avere un solo topo player da 5 milioni di euro l’anno. Serve avere 5-6 giocatori da 3 milioni l’anno. Serve un Hamsik in difesa, serve un Gattuso o un Nainggolan a centrocampo. Non serve parlare di fatturati altrui o polemizzare con chiunque dopo una sconfitta. Non servono i silenzi stampa. Sarri è un grandissimo maestro di calcio, ma difficile che si trasformi in un vincente alla sua età. Napoli ha fame di vincere, 27 anni senza uno scudetto cominciano ad essere troppi anche per una piazza non abituata a vincere spesso. Tocca al presidente De Laurentiis decidere di cosa fare del suo bel giocattolo, i tifosi partenopei sono stanchi di stare a “testa alta” ma perdenti.

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