Roma, è rivoluzione

Pubblicato il autore: Bitto Alessandro

Archiviata la stagione in corso, partirà una vera e propria rivoluzione. L’inizio della rivoluzione è databile al giorno dell’addio dell’ex ds giallorosso, Walter Sabatini. Grazie al probabile arrivo al secondo gradino del podio, la Roma potrà ripartire con la certezza di giocare i gironi della prossima Champions League, senza, dunque, dover iniziare la preparazione anzitempo in vista dei preliminari e con la sicura entrata di un bel gruzzoletto, pari a cinquanta milioni.
Dirigenza: la rivoluzione societaria è partita, come dicevamo, con l’addio di Walter Sabatini, capace in questi anni trascorsi nella capitale di aver portato grandi calciatori quali Lamela, Benatia, Strootman, Nainggolan, Marquinhos, Manolas, alcuni dei quali ceduti con grande caparbietà dall’ex ds giallorosso. Da ricordare in questo senso le cessioni di Lamela, Benatia e Marquinhos per una cifra intorno ai 40 milioni di euro ciascuno. Tuttavia Sabatini negli ultimi tempi aveva commesso molti errori, dall’acquisto dei vari Ibarbo,Iturbe (per 30 milioni di euro) e Doumbia alla ferrea volontà di non esonerare la propria scommessa, vinta a metà, Rudi Garcia. Al suo posto è arrivato l’artefice del Siviglia, Ramón Rodríguez Verdejo, noto più semplicemente come Monchi. Il direttore sportivo spagnolo ha costruito le fondamenta delle vittorie di questi anni del club andaluso, portando a Siviglia giocatori semi sconosciuti o da rilanciare, che hanno fruttato ottime plusvalenze e, soprattutto, trofei, tra cui ben 5 Europa League/Coppa Uefa in una decina d’anni. Un record. La speranza del presidente Pallotta e dei tifosi è che Monchi sia in grado di ripetere i successi ottenuti in Spagna.
Allenatore: Spalletti lascerà. Questo è poco, ma sicuro. La domanda a questo punto è: chi lo sostituirà? I nomi sono tanti, da Gasperini a Sarri, ma Monchi ha le idee chiare, vuole qualcuno di cui si fida ciecamente. Dunque chi meglio di Unai Emery? L’attuale allenatore del Psg ha vinto ben tre Europa League di fila. Ci è riuscito, pur avendo perso ogni stagione i principali protagonisti delle vittorie. Rakitic, Krychowiak, Denis Suarez e Aleix Vidal sono solo alcuni esempi. Nonostante le cessioni eccellenti, però, la squadra non è mutata, raggiungendo, così, sempre lo stesso risultato. Il nuovo progetto giallorosso ha bisogno di un allenatore di questo genere. Un allenatore che riesca ad andare oltre le cessioni, necessarie per un club invischiato nel Fair Play Finanziario. Un allenatore, inoltre, che dia alla squadra un’identità immutabile e vincente. Simbolica in questo senso è l’incapacità di portare a casa lo Scudetto e l’eliminazione dall’Europa League subita per mano di un Lione tutt’altro che invincibile. Se si aggiunge, poi, che lo stesso Manchester United di Mourinho ha fatto fatica con l’Anderlecht aumenta il rammarico per una coppa accessibile.
Squadra: l’insediamento di Monchi è avvenuto da troppo poco tempo per per pensare ai nomi degli obiettivi per la prossima sessione di mercato (anche se già si fanno i nomi di Jesus Navas e Krychowiak, due suoi ex pupilli). Una cosa è certa, ovvero l’addio delle due bandiere giallorosse, Francesco Totti e Daniele De Rossi. Tirando, di fatto, una riga col passato e completando una vera e propria rivoluzione.

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