Juventus, Zeman boom: “Allo Stadium non si dovrebbe giocare”

Pubblicato il autore: Alessandro Creta Segui

JUVENTUS, ZEMAN BOOM: “ALLO STADIUM NON SI DOVREBBE GIOCARE”Juventus-Zeman, Zeman-Juventus; un binomio tanto indissolubile quanto spinoso che quando viene a contatto genera sempre polemica e discussione. Il tecnico boemo, ora al Pescara in Serie B, non ha mai risparmiato critiche e frecciate verso la società bianconera: da quasi 20 anni ormai l’allenatore non perde occasione per dire la sua su qualche argomento di casa juventina e, il più delle volte, lo fa con commenti e giudizi di disapprovazione verso la società campione d’Italia.
Tutto iniziò ai tempi di Agricola, si è passato per Calciopoli e verso la sudditanza presunta degli arbitri nei confronti della Juventus.
Tanti sono stati gli argomenti spunto di discussione e critica per Zeman che, nel corso degli anni, si è attirato molti dissidi dei tifosi bianconeri.

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Oggi il grande libro della storia Juventus-Zeman si arricchisce di un nuovo capitolo. Ovviamente spinoso come tradizione vuole, sicuramente in grado di far discutere ovviamente addetti ai lavori e tifosi (juventini e non). Alla base di tutto sempre Calciopoli e gli scudetti revocati alla Signora, scudetti che però la Juventus continua ad esporre e a sentirsi suoi. La società bianconera non ha mai accettato il verdetto della Corte Federale, per questo in ogni occasione si celebrano i 35 scudetti che i bianconeri hanno vinto sul campo e non i 33 che invece sono riconosciuti dalla Federazione.
Proprio questo è il punto di partenza del ragionamento del tecnico boemo che, come è nel suo stile, non condivide la scelta dei bianconeri. Anzi rilancia, e lo fa con una provocazione non certo leggera: i bianconeri non dovrebbero più giocare all’Allianz Stadium. Il motivo è semplice: il gigantesco tricolore con il numero 35 che campeggia all’ingresso dell’impianto di gioco.

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Sarebbe normale intervenire, non giocare lì” dice il tecnico boemo, che rincara la dose, “io sono uno che cerca di rispettare le regole e le decisioni degli altri, anche io sono stato squalificato per tre mesi, ho accettato“. Parole tanto chiare quanto dure, ma considerando che l’Allianz Stadium è un impianto di proprietà la Juventus può sentirsi legittimata ad esporre il numero di scudetti che ritiene opportuno. L’intervento della Federazione, dunque, porterebbe ad un nulla di fatto.
Zeman poi continua nella sua intervista al Corriere della Sera, e ritorna alle accuse di doping che lanciò contro la Juve alla fine degli anni ’90: “Il sistema era sbagliato e l’ho detto. Anche chi la pensava come me si è schierato (giustamente per loro) con il sistema. Sono stato penalizzato sicuro, ma non mi pento. Avevo offerte da Real e Barcellona, ho deciso di fare altro“.

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Un giudizio poi sulla griglia di partenza in vista della prossima stagione: “Serie A? Juve e Napoli davanti. La Roma ha cambiato troppo, però ho fiducia in Di Francesco, sempre che lo lascino fare”.
Capitolo Roma poi per Zeman. Il boemo è stato uno dei primi allenatori a credere in Francesco Totti, dunque una dichiarazione sull’addio dell’ex capitano giallorosso era inevitabile: “Non ha deciso lui ma lo hanno fatto smettere, che è diverso. Altri hanno deciso che non doveva giocare più purtroppo”.

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