Napoli, può veramente essere il tuo anno!

Pubblicato il autore: Francesco Picciocchi Segui

Un Napoli da scudetto
Il Napoli continua a lavorare duramente in quel di Dimaro, ma tutti si chiedono se davvero questo potrebbe essere l’anno buono per giungere alla conquista di un tricolore tanto agognato quanto desiderato da tutto il popolo partenopeo. Premettendo che siamo solo a fine luglio e che manca ancora un mese alla fine del mercato, in questo articolo andremo a prospettare ipotetici vantaggi e svantaggi del team di Sarri.

Innanzitutto partiamo dal fatto che sostanzialmente il Napoli non ha fatto mercato (a parte Ounas e Mario Rui), e non ha speso cifre folli al contrario di altre squadre. Questo aspetto è da molti visto come un handicap ma potrebbe rappresentare un grandissimo vantaggio se sfruttato nel modo migliore. Il Napoli, non come nelle altre stagioni, non ha venduto alcun pezzo pregiato, ha anzi rinnovato i contratti ai vari Mertens, Insigne ponendo fine a voci di mercato e questioni spinose. Ha quindi confermato in blocco un organico già fortemente competitivo, che ha fatto vedere il miglior calcio in patria, con un ulteriore anno di esperienza alle spalle e che i tifosi sperano sia pronto al definitivo salto di qualità.

Legato alla questione della riconferma squadra c’è sicuramente il fattore G, ovvero il gruppo. Poche volte si è potuto ammirare all’interno dello spogliatoio un gruppo così coeso, che ride, scherza e si diverte insieme; basterebbe aprire un attimo Instagram e spulciare il profilo di qualche azzurro. Lo spogliatoio, di cui Reina e capitan Hamsik sono essenzialmente i leader, rappresenta un aspetto da tenere fortemente in considerazione, poichè vari e numerosi sono stati gli esempi di squadre con spogliatoio spaccato che hanno fatto poca strada (l’Inter di De Boer vi ricorda qualcosa?).

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L’ampiezza della rosa può essere fondamentale in una stagione che vede la banda Sarri impegnata su tre fronti (siamo tutti fiduciosi per il passaggio del turno preliminare). Al momento la panchina del Napoli è forse la seconda per livello in Italia, preceduta solamente da quella juventina. Può vantare elementi di esperienza come Maggio, alternati a giocatori per i quali è stato speso un tesoretto appena un’estate fa e che devono ancora mostrare alla piazza il proprio valore (Maksimovic), un centrocampo che presenta alternative valide, giovani e di assoluto spessore (Rog, Diawara e Zielinski), un attaccante che rientrerà a pieno regime quest’anno dopo aver fatto brillare gli occhi ai tifosi nella primissima parte della scorsa stagione (Milik) oltre a elementi arrivati dal mercato estio, non certamente dal costo esoso ma che sono stati scelti con accuratezza dallo staff tecnico azzurro per incrementare il potenziale già alto di questa squadra.

Le avversarie che al contrario del Napoli hanno fatto mercato cedendo ed acquistando giocatori: partiamo dai campioni d’Italia che sicuramente nei restanti 40 giorni di mercato piazzeranno grandissimi colpi, hanno già acquistato calciatori forti (Douglas Costa e Bernardeschi) ma che dovranno fare i conti con la perdita di un leader carismatico come Bonucci che rappresentava anche la prima costruzione dell’azione partendo dalla difesa, quindi una possibile falla nel meccanismo che ha dominato in patria per 6 anni consecutivi. La Roma ha cambiato tanto, ha ceduto pezzi pregiati del calibro di Rudiger e Salah, il direttore sportivo Monchi sta sicuramente conducendo un mercato di livello ma non va dimenticato che la Roma ha cambiato allenatore e almeno all’inizio potrebbe pagare dazio. Il cambiamento è quello che ha investito il nuovo Milan dei cinesi, grande campagna acquisti ma meccanismi da provare e riprovare: occorrerà sicuramente tempo prima che la squadra si possa esprimere al massimo delle proprie potenzialità. Infine l’Inter che ha cambiato tecnico, non sta conducendo una sontuosa campagna acquisti come quella dei cugini e sono ormai 7 stagione che è in cerca di riscatto.

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Vista così, la strada per il Napoli verso il tricolore sembrerebbe spianata…ma allora quali sono i punti deboli di questa squadra? Andiamo a vederne alcuni insieme. La questione portiere: Reina è l’elemento cardine dello spogliatoio azzurro ma in quanto a prestazioni almeno da una stagione ha iniziato la sua fase discendente, confermata nel ritiro estivo (vedesi gol di Inglese). Inoltre la situazione contrattuale non è delle più rosee. Servirebbe quindi una valida altrenativa, un portiere di livello (Rulli?) e moderatamente affermato che per questa stagione risulti già pronto ma sia disposto ad essere il secondo di Pepe e che possa prendere il suo posto l’anno prossimo.

Il mercato: per quanto sia difficile migliorare un organico già di alto livello, questo può essere sicuramente perfezionato. Come detto in precedenza servirebbe un portiere di buon livello, forse un terzino destro di spessore (Hysaj anche se bravo non può reggere 40 partite su altissimi livelli) e un centrocampista centrale di grandissima qualità e fisicità da alternare con Jorginho.

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Le disattenzioni difensive vanno assolutamente eliminate se si vuol vincere lo scudetto, molte volte è lo stesso Napoli ad essere il peggior nemico di sè stesso (il retropassaggio di Hamsik a Reggio Emilia contro il Sassuolo ne è un chiaro esempio). Le disattenzioni costano punti preziosi nella corsa scudetto, i passi falsi soprattutto in casa (Sassuolo, Atalanta, Lazio, Palermo) e quelli contro le squadre di bassa classifica (Pescara) vanno assolutamente eliminati se si vuol puntare alla vetta. Spesso è più un fattore mentale che di gioco, la consapevolezza di poter fare qualcosa di importante e di potersi mettere al comando dominando a volte viene meno nei momenti decisivi.

La cattiveria sportiva che alcune volte è mancata nella scorsa stagione ma non solo: due anni fa fu il gol di Zaza a tagliarci le gambe, quest’anno troppi pareggi interni. Diceva una persona non molto tempo fa: “In una stagione ci sono 5-6 partite da vincere in maniera sporca, non si può sempre dominare”. I troppi pari interni fanno parte di questa categoria, partite da portare a casa magari non tramite il gioco ma con la rabbia e la cattiveria che contraddistingue i vincenti anche nelle giornate storte, un 2-1 con il Sassuolo o con il Palermo avrebbe portato punti ulteriori, fondamentali alla fine, che avrebbero pesato come macigni a fine campionato nella corsa scudetto, perchè ricordiamoci che il gap dalla Juventus è risultato solamente di 5 punti, non un’enormità da colmare, basterebbe fare tesoro degli errori commessi, rielaborarli e tenerli sempre presenti affinchè non si ripetano più.

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