Fiorentina, cronaca di una falsa partenza annunciata

Pubblicato il autore: Paolo Mugnai Segui

intervista aquilani
Una Fiorentina leggera. Con questo termine non intendiamo qualcosa di scanzonato o spensierato o divertente, c’è solo l’amara constatazione di una leggerezza totale che coinvolge tutta la squadra, bellina davanti ma poco concreta, con Badelj discreto a centrocampo, e una difesa fragile fragile di fronte alle prime accelerazioni della Samp.
Leggero il centravanti perché Simeone non fa reparto da solo come poteva fare Kalinic e Babacar sembra destinato al ruolo di eterna riserva; eppure i tifosi non aspettano altro che di innamorarsi del ventiduenne argentino. Leggerezza nella tre quarti dove Gil Dias fa intravedere buone cose, Chiesa è solo alla seconda stagione in Serie A e Benassi è alla ricerca del ruolo perduto. Leggerezza nella mediana con Veretout  che aveva fatto una buona impressione con il gol contro il Real Madrid e il palo a San Siro ma stavolta ha mostrato grosse difficoltà; Badelj sembra una certezza, anche se nel primo tempo contro la Samp non ha reso quanto potrebbe.

Infine, dietro c’è una leggerezza impressionante sugli esterni perché Tomovic ormai è improponibile, in un tunnel perlomeno a Firenze dove sente l’ambiente contro; ingiusto, però, rifarsela solo con Nenad alla sesta stagione in maglia viola con alterne fortune il più delle volte basse. Gaspar allo stesso tempo non convince Pioli perché altrimenti sarebbe partito titolare; vero che ha giocato bene ma evidentemente, se pure garantisce una migliore fase offensiva rispetto a Nenad, non fornisce quella affidabilità in fase di copertura che viceversa in teoria Tomovic darebbe vista l’esperienza, anagrafica e di campionato italiano. Sull’altro lato, Olivera è leggero nella fase difensiva e poco pericoloso in quella propositiva mentre Biraghi, seppure più reattivo di Maxi, non dà l’impressione di essere un acquisto tale da fare dormire sonni tranquilli.Al centro Astori non ha preso in mano il reparto come ci si augurava mentre Vitor Hugo, come si dice sempre, è brasiliano e già questo per un difensore  sembra un handicap; confidiamo in Pezzella, allora, che con Astori riesca a reggere di più la baracca difensiva viola. Quanto a Sportiello, non ha finora grandissime colpe, però è già sotto di cinque gol dopo sole due partite.

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C ‘era scetticismo intorno alla compagine viola, eppure sarebbe stato difficile immaginare di essere a zero punti dopo due giornate. Se la sconfitta a San Siro contro l’Inter era stata messa in preventivo, la battuta d’arresto casalinga contro la Sampdoria, che ha perso i suoi pezzi migliori e ha vinto in rimonta contro il Benevento affidandosi ancora al “vecchietto” Quagliarella, sorprende perché nella prima casalinga al “Franchi” era lecito aspettarsi la voglia di mettersi in evidenza di tutti i nuovi, in un clima comunque generalmente favorevole del pubblico, ecco, ci si aspettava perlomeno un pareggio, non la sconfitta.
Del resto il cosiddetto amalgama che il presidente Massimino del Catania avrebbe comprato al calciomercato non si trova all’improvviso e la storia attuale della Fiorentina lo sta dimostrando. Intanto il presidente sampdoriano Ferrero gongola: ha venduto i pezzi migliori incassando un bel po’ di soldi ed è in testa alla classifica seppure solo alla seconda giornata. Una storia per certi versi simile a quella della Fiorentina, anche lei con bel tesoretto, ma dai risultati diametralmente opposti.  Così, quando incrociamo il pirotecnico Presidente Ferrero per le scale dell’ “Artemio Franchi”, non può che esultare.
Nonostante il momento difficile, tifosi della Fiorentina presenti. Resta l’affetto per quella maglia, testimoniata dai cori nell’intervallo, dopo lo choc di ritrovarsi all’improvviso sotto di due reti e la difficoltà di potersi innamorare di questa squadra giovane. Sotto di due reti ed eccoli lì a sostenerli, ancora, come a dire, noi comunque ci siamo, forza ragazzi. I ragazzi hanno risposto sì nel secondo tempo ma non è bastato. Non sempre la sola voglia basta.

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