Il Napoli e l’equivoco Emanuele Giaccherini

Pubblicato il autore: Damiano Cancedda Segui

giaccherini va al torino
Colpa
della sua duttilità. Si, è questa l’unica motivazione che ci spinge a credere che Emanuele Giaccherini, tuttofare di modesto impiego in forza al Napoli, sia stato ritenuto incedibile senza alcuna riserva e remora dalla società partenopea. Colpa della sua adattabilità a svolgere ogni ruolo dal centrocampo in su, che lo rende indispensabile in caso di necessità, rimanendo comunque non una seconda, bensì una terza scelta.

Arrivato in Serie A nella stagione 2010-11, con la maglia del Cesena dopo un lungo peregrinare nelle serie minori, Giaccherini non è più sceso di categoria. Dotato di un dinamismo fuori dal comune, e di uno spiccato senso del gol con cui accompagna la sua più che discreta tecnica, è un calciatore che non molla mai. Pregevole la sua capacità di inserirsi negli spazi, dote che deriva dalla sua grande sagacia tattica. Non un fenomeno, ma un giocatore intelligente e funzionale in qualsiasi schema. Doti che l’hanno portato alla Juventus prima, in Nazionale poi e al Napoli, infine.

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Giaccherini, il giocatore Multiruolo

Uno strano concetto di indispensabilità sorvola i campi di Castel Volturno, ma tant’è. Dietro Allan e Zielinski a colmare un eventuale vuoto a centrocampo nel ruolo di mezzala al fianco di Jorginho, oppure terza opzione alle spalle di Hamsik e Rog nelle vesti di incursore. Là dietro si nasconde Giaccherini, rinato a Bologna nella stagione 2015-16, dopo un’annata storta e ricca di infortuni al Sunderland, unica avventura estera del giocatore.

Al contrario di tante altre squadre impegnate in più competizioni, con rose foltissime dotate di 3 elementi in quasi tutti i ruoli, il Napoli può contare sul folletto di Talla, località toscana che ne ha dato i natali, pronto e scattante ad ogni sporadica chiamata di Mister Sarri, quando gli infortuni e le squalifiche falcidiano la rosa azzurra.

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Insigne è indisponibile? Bene, è pronto Ounas. Qualora il piccolo esterno ex Bordeaux non fosse disponibile è pronto Giaccherini, 32 anni, 29 presenze, 4 gol in Nazionale, alcuni pesantissimi.
Mertens ha un problema al polpaccio e deve stare fuori un mese? Eccolo, Milik, tornato quello della passata stagione, versione pre-infortunio. Se per caso Sarri decidesse di ricorrere al turnover nella settimana della Champions, ecco che Giaccherini potrebbe trovare l’opportunità di giocare nel terzetto d’attacco. Difficile, ma non impossibile. Un’agonia, alla ricerca dell’occasione. La stima c’è, il minutaggio un pò meno.

Giaccherini, le richieste sul mercato

L’ex Cesena e Juventus forse è vittima di un equivoco: non più giovanissimo, ma perfettamente integro, ha meritato la chiamata di una big come il Napoli, così come meriterebbe di mostrare le indubbie qualità con un minutaggio maggiore. Ed ecco che quest’estate, dopo un anno, quello passato, trascorso in panchina, la possibilità di accasarsi in un altra società pareva un’idea concreta. Fine dell’agonia, dicevamo, in panchina. Forse.

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Dalle parole del suo agente, Furio Valcareggi, le proposte allettanti rivolte l’ex pupillo di Antonio Conte erano concrete. La Fiorentina ad un certo punto pareva molto vicino all’acquisto di Giaccherini: c’era un accordo col giocatore, un pò meno con De Laurentis. Eccola, l’effimera lusinga di sentirsi incendibile, ma poco utilizzato.

Anche il Chievo, avanzata una richiesta di prestito, si è visto respingere l’offerta dalla società partenopea. Motivazione ufficiale? L’ingaggio non vogliamo pagarlo. Le voci di corridoio parlano di un veto di Sarri.
Lo Sparta Praga di Stramaccioni sembrava vicino all’acquisizione in prestito. Non se n’è fatto nulla.
Colpa della sua duttilità.

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