Milan, con il 3-5-2 alcuni titolari a rischio. Ballottaggi Suso-Kessie e Calhanoglu-Bonaventura

Pubblicato il autore: Damiano Cancedda Segui

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Diciamolo, è bastato il primo test veramente impegnativo per ridimensionare sia gli obbiettivi stagionali, sia la campagna acquisti del Milan. La debacle rimediata all’Olimpico con la Lazio ha fatto scattare una serie di campanelli d’allarme che alla vigilia non sembravano destinati a suonare. Un 4 a 1 secco che ha messo in evidenza alcuni limiti della fase difensiva impostata a 4, così come tanti equivoci tattici  e di ruolo nelle zone di centrocampo e d’attacco.

Il 4 3 3 sfruttato da Montella sembrava viaggiare a gonfie vele: nelle partite ufficiali giocate prima di Domenica scorsa, il ruolino di marcia del Milan segnava 6 vittorie e un solo gol subito. A dirla tutta gli avversari, sopratutto quelli affrontati in Europa League, sono stati club di dubbia e/o comunque modesta entità, e già col Cagliari, formazione con una discreta fisionomia tattica e tecnica, qualche crepa è sembrata evidente. Suso il risolutore, mise una pezza, con un calcio di punizione in extremis. Il campionato italiano è tosto, ci sta vincere con difficoltà. Questa è la giusta attenuante, non l’alibi.

Una squadra, il Milan, che ha bisogna di individuare quindi il modulo adatto e i punti cardine del progetto. Troppi i dubbi nell’11 tipo rossonero. Il rischio, altissimo, è quello di incorrere in un’infinita serie di dualismi dettati più dal singolo giocatore che dall’idea di gioco. Il ballottaggio, il turnover, sono un bene solo quando lo schema tattico è concreto e radicato nella mente dei giocatori.

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L’analisi di Montella nel post gara di Roma è stata francamente lucida: “Il primo vero esame è fallito“. Come dargli torto.  A suo dire questa sconfitta può e deve essere salutare, ma è consapevole dell’identità indefinita della sua creatura ed è pronto a correre ai ripari proponendo già dalla prossima sfida di Europa League il  3 5 2. Cambio di modulo dovuto. L’avversario di giovedì, l’Austria Vienna, è una squadra vivace e tenace in casa, servono certezze. Le certezze sono: Bonucci (protagonista di un alterco con Immobile a fine match) a suo agio nella difesa a tre, e la titolarità di Romagnoli. Il primo deve far valere i milioni spesi, il secondo la sua imprescindibilità là dietro. Un modulo certo, che può creare scompiglio e dinamiche incerte là davanti.

Milan, Suso o Kessiè nel 3-5-2 di Montella ?
Il gioiello spagnolo più volte ha dimostrato di essere uno dei pochi veri assi in mano allo scacchiere di Montella. Esaltante nel 4 3 3, arruolabile nel 4 2 3 1, o alle spalle delle due punte come unico trequartista. Perché il ballottaggio con Kessiè? In realtà non esiste un dualismo tra i due, ma, visto l’inizio così così del mediano ex Atalanta, un suo passaggio in panchina garantirebbe la titolarità sopratutto ad un giocatore come Suso, che si apposterebbe alle spalle delle due punte in un ipotetico  3 4 1 2. Kessiè in ogni caso sarebbe indispensabile nel 3 5 2, mentre Suso in questo modulo troverebbe delle difficoltà ad essere inserito, probabilmente a discapito della coppia da 70 milioni Kalinic -Andrè Silva. Un modulo che porterebbe a galla un altro dualismo tosto a centrocampo.

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Milan, Bonaventura o Calhanoglu nel nuovo schema ?
Il turco è apparso in evidente difficoltà nelle prime uscite rossonere, sopratutto nel ruolo di mezzala di centrocampo. Il suo fare compassato non giova al ritmo che serve per attuare l
a doppia fase. Lui stesso è stato chiaro alcune ore fa: “Il mio ruolo è sulla trequarti, o sull’esterno d’attacco a sinistra”. La società è consapevole che Calhanoglu può diventare un caso se non viene ben inserito nel meccanismo. Pensato come una mezzala nel centrocampo a tre, o come interno in mediana nel 3 5 2, la fantasia, l’estro e la capacità balistica del fantasista rischiano di essere svilite. Ecco perché nel cambio di modulo pensato da Montella, Calhanoglu sarebbe una riserva di Bonaventura nove volte su dieci, se si ragiona in maniera consapevole. L’italiano ha già dimostrato di essere duttile, magari non valorizzatissimo in questo modulo, ma comunque più potenzialmente presente del turco.

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L’unico modulo per la coesistenza dei due è il 4 3 3, con Bonaventura interno, dietro al turco esterno d’attacco. Modulo che prevede Suso nell’altra corsia. Un trionfo di mezze punte, rischioso ma intrigante. Si, intrigante perché in realtà i tre insieme ancora non si sono visti. Forse non sarà più il modulo il problema, una volta che il terzetto, a pieno regime fisico, sarà determinante in campo. In quel caso l’unico vero ballottaggio sarebbe nel ruolo di punta centrale, tra Kalinic e Andrè Silva, con buona pace del giovane Cutrone, che comunque ritroverà il suo spazio. L’ex Fiorentina e il pupillo di Cristiano Ronaldo si sono visti poco finora, potrebbe essere il loro turno.

 

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