Milan, la prima sconfitta non si scorda mai. Montella come Sacchi, Ancelotti e Allegri?

Pubblicato il autore: Antonio Guarini Segui
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Milan, Montella cambia tutto

Milan, una sconfitta salutare per Montella. L’1-4 dell’Olimpico contro la Lazio ha già lasciato il segno in casa rossonera. Ieri a Milanello ci sarebbe stato un lungo confronto tra il tecnico e la squadra. Un dialogo da cui sarebbe uscita la volontà di Montella di passare al 3-5-2, già dal match di Europa League contro l’Austria Vienna di giovedì prossimo. Il nuovo modulo sarebbe ideale prima di tutto per Bonucci, per anni colonna con Barzagli e Chellini nella Juventus con quel tipo di schieramento. Non solo, con il nuovo sistema tattico Conti e Rodriguez sarebbero più liberi di attaccare sugli esterni preoccupandosi meno della fase difensiva. Durante il match con la Lazio sia Cutrone che Kalinic sono apparsi troppo soli in attacco. Con l’Austria Vienna ci saranno due punte. Scontata la presenza di André Silva, resta da capire chi tra il giovane italiano e il croato sarà la spalla del portoghese.

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Il 3-5-2 però farebbe anche delle vittime illustri. Con questo tipo di schieramento uno, o forse due, tra Suso, Bonaventura e Calhanoglu è di troppo. Nei tre centrocampisti centrali scontata la presenza di Kessié e Biglia, al Prater dovrebbe giocare l’ex atalantino dal primo minuto. Resta da capire il ruolo di Suso. Lo spagnolo può adattarsi nel ruolo di mezzala, ma questo gli comporterebbe uno sforzo fisico non indifferente. L’ex Liverpool, come faceva nel Genoa con Gasperini, potrebbe giocare seconda punta al fianco di uno degli attaccanti di Montella. Una variabile interessante potrebbe essere un 3-4-2-1. Montella in questo modo giocherebbe con due tra i tre citati fantasisti alle spalle di un’unica punta. Prove indirizzate a cercare la quadratura giusta per un Milan che non può già più sbagliare.

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Milan, Montella come i suoi illustri predecessori?

Montella come Sacchi, Ancelotti e Allegri? Una sconfitta allunga la vita. E’ proprio così, tanti allenatori in casa Milan hanno pagato dazio al loro primo anno in rossonero. In principio fu Arrigo Sacchi. Il Milan 1987/1988 subì una cocente eliminazione in Coppa Uefa dall’Espanyol. Il presidente Berlusconi era furioso, Sacchi fu sull’orlo dell’esonero. I giocatori salvarono il tecnico di Fusignano che passò dal 4-3-3 al 4-4-2 e vinse lo scudetto al primo colpo. Anche Carlo Ancelotti ebbe le sue belle gatte da pelare agli inizi della sua avventura sulla panchina del Milan. Nella stagione 2002/2003, la prima con il modulo a rombo con Pirlo in regia, arrivarono due brutte sconfitte con Chievo e Juventus. Il buon Carletto non si scoraggiò e andò avanti per la sua strada del “bel giuoco” e portò il Milan a vincere la sua sesta Champions League a Manchester contro la Juventus.

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Così come Montella anche Max Allegri perse malamente la sua prima partita di campionato a settembre. Uno 0-2 contro il Cesena neopromosso con Ibrahimovic, al debutto, che sbaglia anche un rigore. In quella stagione, 2010/2011, arrivò un’altra brutta batosta a Madrid contro il Real di Mourinho. I rossoneri non tirarono mai in porta e Allegri si convinse a mettere da parte definitivamente Ronaldinho per puntare su Boateng e Robinho. Una scelta vincente, tanto che alla fine di quell’annata il Milan festeggiò il suo 18esimo scudetto. Ora sta a Montella capire dove e come modificare la sua creatura. Il tempo c’è, ma non troppo, il calcio non aspetta nessuno.

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