Simone Verdi che rivincita, da scarto del Milan a speranza azzurra per Russia 2018

Pubblicato il autore: Damiano Cancedda Segui


Se non è una rivincita poco ci manca. Il gol da cineteca realizzato ieri da Simone Verdi in BolognaInter nel turno infrasettimanale della 5.a giornata di Serie A ha il retrogusto del derby mancato. Un derby che avrebbe potuto giocare ma così non è non stato. Almeno non per ora. L’ex stellina del Milan sembrava essersi perso nella marea di prestiti che la società rossonera contrattò per lui, ma una volta terminato questo tran tran, stabilitosi definitivamente a Bologna, il trequartista sembra aver trovato la sua dimensione.

Bologna si stropiccia gli occhi a metà primo tempo: Verdi conquista palla a centrocampo, si invola dritto per dritto verso la porta seminando gli avversari e calcia di prepotenza sull’angolino destro di Handanovic che si tuffa ma deve arrendersi.  Ma non è la prima volta che il 25enne fa esplodere di gioia i tifosi felsinei con un gol da cineteca L’anno scorso, sempre alla quinta giornata in casa, segnò un gol al volo di destro contro la Sampdoria che fece gridare al miracolo.  Un gol che gli aprì le porte della Nazionale pochi mesi dopo, coronamento di una stagione che seppur costellata da alcuni infortuni, fu di ottimo livello.

Simone Verdi, dalla gavetta al sogno Russia 2018

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La sua storia è di quelle classiche, fatta di sacrifici e gavetta. Classe 1992, Verdi è un trequartista e un’ala, ambidestro duttile, rapido e tecnico. Cresciuto nelle giovanili del Milan, ancora acerbo viene buttato nella mischia a soli 17 anni in coppa Italia. Mostra alcune qualità, poco sorrette da un fisico ancora esile e una personalità non ancora accesa. Viene così spedito in Serie B al Torino ritagliandosi qualche piccolo spazio, e guadagnandosi la riconferma l’anno successivo in Serie A, dove però vede il campo col contagocce. Torna poco dopo in B con la maglia della Juve Stabia: qualche presenza in più ma zero gol. Per  vederlo finalmente esultare bisogna attendere l’approdo ad Empoli, ancora in Serie B. Il 23 Novembre 2013 contro lo Spezia segna il primo dei 5 gol realizzati in stagione. Rimane ad Empoli anche l’anno successivo in Serie A facendo discretamente bene, guadagnandosi la stima del Milan che lo riscatta dalla comproprietà col Torino.

L’azzardo si chiama Eibar. Decide di trasferirsi in Liga spagnola, ad attenderlo una specie di neopromossa: la squadra l’anno precedente retrocesse ma, complice il fallimento dell’Elche rimase nella massima serie. In Spagna fatica ad adattarsi e dopo alcune presenze si accasa a Carpi nel mercato di riparazione. Le presenze non saranno tantissime per via di qualche acciacco di troppo, ma si guadagna la pagnotta segnando tre reti in campionato. Il Carpi retrocede e non lo riscatta: ci sono alcune offerte importanti in Serie A.

Il momento è topico: Il Milan è in fase di ricostruzione e non capisce che forse il ragazzo è pronto per essere inserito stabilmente nella rosa. Fisicamente è cresciuto, ed è consapevole, finalmente, di meritare la serie A. Viene ceduto al Bologna, trovando la fiducia del tecnico Donadoni, col disappunto milanista che si manifesta già dopo poche giornate, pregne di giocate e gol da cineteca, come quello contro la Sampdoria, descritto sopra.

L’eterna promessa si guadagna la stima di tutti, ergendosi a idolo del tifo bolognese. La rete siglata all’Inter nell’ultima gara è un grido di rivalsa. Simone c’è e vede l’azzurro, sogna di partecipare al prossimo campionato del Mondo in Russia. Per questo dovrà lottare, lottare e lottare. La concorrenza in quell’angolo di terreno è spietata, ma dalla sua parte ha una titolarità garantita e meritata, cosa che non possono pensare i vari Bernardeschi, Eder, Bonaventura e Chiesa. Il talento è dalla sua parte. Il Milan si mangia le mani.

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