Atalanta 110 anni, riviviamo le 5 partite storiche della Dea

Pubblicato il autore: Andrea Recanati Segui


Puoi ignorare il calcio, puoi essere cresciuto a pane e 90° minuto oppure puoi esserti innamorato del favoloso mondo del pallone quando già ti spuntava la barba, ma non importa. Se tu nasci a Bergamo, non puoi ignorare l’Atalanta. Perchè la Dea, così la chiamiamo noi qui, incarna lo spirito della nostra terra “rasa bergamasca, sota la sender brasca” (trad: razza bergamasca, sotto la cenere c’è la brace). Ed è così che per noi andare allo stadio diventa andare all’Atalanta, e chi la segue vede incrociarsi il tifo con le amicizie e le storie di vita.
Per i 110 anni dell’Atalanta voglio provare a raccontare cinque partite che per me sono tra le più belle e significative.
E’ vero che esistono cose più importanti del calcio, ma il calcio ha molto da insegnare su quali siano le cose importanti. E allora da tifoso romantico voglio ringraziare la mia squadra perchè seguendola ho imparato che cosa siano la lealtà, l’unità, il soffrire insieme, la gioia e il non arrendersi mai, nemmeno quando i tempi si fanno più duri. Cara Atalanta sei più che centenaria, ma sei sempre giovane e bella.
Buon compleanno! Quale migliore augurio, allora, che ricordare le 5 partite a mio parere più simboliche della storia nerazzurra.

ATALANTA – TORINO
Torniamo indietro al 2 Giugno 1963 per ricordare la Coppa Italia che svetta solitaria nella bacheca orobica. La partita è stata giocata in campo neutro a S.Siro contro i granata, certi di vincere la competizione. Una squadra giovane e formata per lo più da bergamaschi contro una squadra di campioni. I nostri nonni raccontano che il primo goal di Domenghini fu talmente veloce che i tifosi non riuscirono a montare in tempo la sirena portata per festeggiare, ma non si fecero trovare impreparati più tardi quando lo stesso Domenghini segnò la seconda e la terza rete. Poi la festa, i caroselli allo stadio e in città e l’inizio della folgorante carriera dell’attaccante di Lallio. Il resto è storia

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La sofferenza
ATALANTA-ROMA
I tifosi nerazzurri sono gente abituata a lottare, che non ha paura di soffrire e che sostiene la propria squadra anche quando perde. È il 22 Maggio 2005, l’Atalanta appena tornata nella massima divisione era guidata da Mandorlini, ma dopo aver ottenuto solo 7 punti in 14 giornate l’allenatore viene esonerato e sostituito da Delio Rossi. Con il tecnico riminese la formazione orobica guadagna 28 punti in 23 partite che però non sufficienti per la salvezza. La certezza della retrocessione arriva alla penultima giornata con la Roma che vince allo Stadio Atleti Azzurri d’Italia. Il pubblico invece di fischiare, applaude. I tifoso celebrano così una squadra che aveva dimostrato sforzo, grinta e la voglia di arrivare ad un obiettivo quasi impossibile, onorando la maglia fino alla fine.

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Il riscatto
ATALANTA-CAGLIARI

Chi ama l’Atalanta conserva non solo il ricordo delle cadute, ma anche la soddisfazione del riscatto. Era il 23 Giugno 1977 e ben 143 pullman partirono da Bergamo per festeggiare il ritorno nell massima serie da cui gli orobici erano assenti dalla retrocessione del 1973. A contendersi due posti in serie A c’erano Cagliari, Atalanta, e Pescara; saranno proprio le ultime due a spuntarla. Di tutte le promozioni questa fu la più esaltante e leggendaria per il pubblico al seguito; nelle giornate precedenti i tifosi si impegnano a vendere i biglietti e a organizzare la trasferta. Le cronache ci narrano di più di 7000 supporters che formano un serpentone incredibile, con le macchine che viaggiano a passo d’uomo nell’ultimo tratto di strada. Tanti bergamaschi entrarono allo stadio quasi mezz’ora dopo l’inizio della partita, ma lo sforzo fu ripagato dal rivedere l’amata Dea tornare nel calcio che conta

La gioia
ATALANTA-INTER
A Bergamo siamo abituati ad avere a soli 50 km squadre decisamente ingombranti. Ma nel 2009 l’Inter di Mourinho e Ibrahimovic era più che ingombrante, tanto da non avere rivali in campionato. I pronostici erano a favore dell’Internazionale, ma tutti lo sanno, il pallone è rotondo e a volte sorprende. E ci ha sorpresi quella sera del 18 Gennaio 2009, in cui la squadra guidata da Del Neri gioca la partita della vita ingabbiando la macchina da guerra interista. Quando Davide batte Golia, per i sostenitori di Davide il godimento sale sempre alle stelle. E sono sicuro che Gigi Del Neri non ha dimenticato quella sera in cui ha gabbato lo Special One, tanto furioso da scaraventare a terra gli appunti presi per tutta la partita.

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La leggenda
ATALANTA-MALINES

Se sei cresciuto a Bergamo non puoi non conoscere questa storia, l’epopea di una squadra che dalla serie B arriva alla semifinale di Coppa delle Coppe. Per i 40.000 fortunati presenti il ricordo di quella sera si mischia con la leggenda. All’andata la Cenerentola tramutata in Dea aveva sì perso, ma la rete di Stromberg aveva dimostrato a tutti che si poteva sognare. Siamo al 20 Aprile 1988, io avevo poco più di quattro mesi, ma chi c’era da allora tramanda il racconto di una serata indimenticabile. Bergamo era deserta e pronta a sostenere la squadra della sua città. Per un attimo il sogno diventa realtà con la rete di Garlini, poi il pareggio e il vantaggio del Malines spengono le fantasie sulla finale, ma non la magia. La partita è stata persa, ma l’intero stadio applaude una squadra che ha insegnato a tutta l’Italia cosa significhi avere orgoglio e gettare il cuore oltre l’ostacolo.

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