Insulti antisemiti, il Codacons chiede la chiusura della Nord per tre anni

Pubblicato il autore: Carlo Edoardo Canepone Segui

Insulti antisemiti Codacons
IL FATTO – Nel posticipo della nona giornata di Serie A, Lazio e Cagliari si sono scontrate all’Olimpico. Fin qui nulla di grave, i biancocelesti hanno vinto 3-0 e rafforzato il loro posto in zona Champions. Quello che ha fatto discutere è, però, ciò che è accaduto in Curva Sud, spicchio dello stadio occupato generalmente dai tifosi della Roma, ma aperto eccezionalmente a causa della chiusura della Nord per razzismo. Gli ultras biancocelesti hanno tappezzato gran parte del settore con foto di Anna Frank con la maglia giallorossa e adesivi con scritto “Romanista ebreo”. Ovviamente, gran parte del tifo laziale e la società hanno preso le distanze da questo gesto che sta facendo il giro del mondo.

LA RICHIESTA DEL CODACONS – Ciò che è successo merita una sanzione esemplare, è questo il pensiero del Codacons che ha così commentato l’episodio: “Getta discredito sull’immagine di Roma e dell’Italia agli occhi del mondo. Non si tratta di una provocazione, ma di una vera associazione a delinquere messa in atto dai tifosi della Lazio. Secondo il codice pensale, quando tre o più persone si associano per commettere delitti, scatta la fattispecie di associazione a delinquere, in tal caso per la realizzazione di un reato evidente, quello di odio razziale, punito dalle nostre norme. Non è la prima volta che il tifo laziale si rende protagonista di episodio ignobili di stampo antisemita e di fronte a questo ultimo grave episodio, le autorità competenti devono adottare provvedimenti esemplari: in tal senso, il Codacons chiede la chiusura totale della Curva Nord dell’Olimpico per un periodo non inferiore ai tre anni, come segnale di forza delle istituzioni e punizione per comportamenti che non riguardano solo il calcio, ma ledono gli interessi della città e dell’Italia”.

REAZIONI SOCIAL – Ovviamente, il mondo social ha preso le distanze da questo gesto e le reazioni sono state delle più variegate. In particolare, i tifosi della Roma hanno commentato così: “Per me che sono romanista è un onore vedere Anna Frank associata alla maglia giallorossa” oppure “Sono onorata di essere una Anna Frank giallorossa. Schifata da chi la reputa un’offesa. Via dallo stadio certi esseri abominevoli” e per finire “La memoria di Anna Frank non può essere macchiata da fascisti da stadio. Siete nullità della storia”. Questi sono solo alcuni dei post più condivisi e popolari delle principali piattaforme social. Sicuramente, però, il tweet migliore è stato questo: “Voi in un campo da calcio date lezione di ignoranza, lei in un campo di concentramento ha dato lezioni di vita. Già, perché è di ignoranza che si parla, magari chi ha attaccato quegli adesivi non sa nemmeno chi fosse Anna Frank e quale è stato il suo ruolo nella storia. E allora, “se si regalasse un diario di Anna Frank ad ogni ultrà laziale, con l’obbligo di farne un riassunto?”.

GIRO DEL MONDO – La notizia non è passata inosservata, ovviamente, in tutto il mondo e i maggiori quotidiani olandesi, spagnoli, francesi, inglesi, americani, ma soprattutto israeliani hanno fatto cenno all’episodio, condannandolo. E allora, che abbia ragione il Codacons?

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