Juventus, una sconfitta amara non solo per il risultato. Ecco cosa non funziona nella squadra di Allegri

Pubblicato il autore: Yuri Lo Stuto Segui

E’ chiaro che una sconfitta a questo punto del campionato non può pregiudicare il corso di una stagione intera. La Juventus è una squadra forte, ha degli uomini che giocherebbero titolari in gran parte delle migliori formazioni europee, i cosiddetti top team. Ma c’è qualcosa che evidentemente non funziona, troppi i gol presi e troppe disattenzioni in ogni singolo reparto. Il 2-1 subito in casa contro la Lazio è simbolo di un momento che ormai prosegue da troppo tempo soprattutto sul piano del gioco, perché i punti raccolti sono 19, un buon bottino, ma il Napoli di Sarri là davanti sta scappando e con la vittoria contro la Roma, il distacco tra i partenopei ed i bianconeri è di 5 lunghezze. I gol fatti dalla Juve sono sì tanti, 21, però come già detto, la difesa scricchiola troppo.
Analizzando la partita di ieri si è vista una squadra in difficoltà sul piano del ritmo, si è visto subito sin dalle prime battute che la Juventus correva poco e male in confronto alla Lazio, che al contrario, giocava un gran calcio, merito soprattutto del suo allenatore Simone Inzaghi che in questa stagione ha fatto 2 su 2 e la vittoria dei biancocelesti a Torino mancava da 15 anni, impresa non da poco, quindi, degli aquilotti. Anche quando la Juventus era in vantaggio, si vedeva una squadra affannata, merito anche della Lazio stessa che ha saputo reagire bene al gol subito senza disorganizzarsi.
Nel secondo tempo la velocità della Lazio ha messo a dura prova la difesa juventina, dove sono emerse tutte le fragilità di questo momento, indipendenti all’addio di Leonardo Bonucci. Si salva in fase di spinta Giorgio Chiellini, che è rimasto l’ultimo a lottare su ogni pallone giocabile.
A centrocampo bene il rientro di Khedira, ma si sente molto la mancanza di Miralem Pjanic che però rientrerà mercoledì in Champions, con Matuidi che ha fatto quel che ha potuto per arginare gli attacchi insistenti della Lazio, mentre Rodrigo Bentancur ha recuperato molti palloni, ma ne ha comunque persi troppi, anche a causa delle fatiche del turno giocato in settimana con la sua Nazionale.
Poi la nota più dolente: l’attacco deludente. Massimiliano Allegri, venerdì in conferenza, aveva detto che questo sarebbe stato il mese di Gonzalo Higuain. Ieri si è visto un attaccante spento e lento capace di commettere un errore clamoroso, da solo contro il portiere della Lazio Strakosha. In quel momento il risultato era sull’1-1 e un suo gol avrebbe potuto cambiare le sorti dell’incontro. Non sono errori che ci si aspetta da un attaccante come lui e sul ribaltamento di fronte, il rigore trasformato da Immobile che ha fissato il punteggio sul 2-1 finale.
Un altro caso emerso nella partita di ieri è quello relativo a Paulo Dybala che è entrato a match in corso risultando evanescente e impacciato, sbagliando inoltre clamorosamente un rigore (il secondo consecutivo) concesso grazie al VAR al minuto numero 94. Non è ciò che ci si aspetta da un giocatore fondamentale, specie se si fanno certe valutazioni riguardo il suo prezzo di cartellino, nonché il suo ingaggio tutt’altro che ridotto che la Juventus gli ha concesso al momento del rinnovo.

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Quali sono i problemi principali della Juventus? Innanzitutto la difesa è da assemblare completamente perché le reti subite stanno divenendo troppe, soprattutto se si vuole competere in Europa ad alti livelli e Allegri deve insistere su questo punto, dato che come dice spesso l’allenatore livornese il campionato lo vince quasi sempre chi ha il miglior reparto difensivo. Inoltre è necessario a quanto pare un ricambio generazionale generale perché ormai Barzagli e Chiellini non offrono più garanzie di rendimento a causa dei ripetuti infortuni che hanno flagellato i due difensori recentemente. Poi è il caso di parlare del gioco lento e sotto ritmo che da una stagione a questa parte fa parte della Juventus, che seppur vince, non convince perché in ogni partita si notano numerosi errori che possono generare sconfitte, mentre se si guardano gli incontri del Napoli, si vede una squadra che gioca in velocità, in verticale senza girare troppo il pallone in modo inconcludente. Non bisogna nemmeno trascurare che la Juve quando va in svantaggio o subisce una rete, va in confusione e non reagisce quasi mai con la forza necessaria e pare che si adagi sotto i colpi dell’avversario. Per Allegri è tempo di far cambiare marcia alla sua squadra che al momento sembra non aver ancora ingranato del tutto.
In classifica in questo momento il Napoli come già detto vola a 24 punti frutto di 8 vittorie consecutive mentre seguono l’Inter a 19, aspettando il derby di questa sera, appaiata alla Juventus raggiunta dalla stessa Lazio. Rimane ferma a 15 punti la Roma ed a 12 il Milan insieme al Torino.

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