Milan, gli alibi sono finiti. Montella faccia come Allegri

Pubblicato il autore: Antonio Guarini Segui
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Milan, continua la crisi per Montella

Milan, la crisi continua per Montella. 40 giorni e 7 giornate di campionato hanno già cancellato l’entusiasmo estivo in casa rossonera. Tre sconfitte, meno 9 dal Napoli capolista e meno 7 dall’Inter. Numeri che non lasciano molto scampo alla banda Montella. Principale imputato del difficile momento milanista è proprio il tecnico. Il Milan di oggi è una squadra che non corre, fatica a creare palle gol e si scioglie alla prima difficoltà. Contro la Roma il copione è stato simile a quello con la Sampdoria. Equilibrio fino al gol di Dzeko, poi il nulla. Anzi è arrivato il colpo del K.O. di Florenzi e l’espulsione di Calhanoglu. Il turco contro la Roma è stato lo specchio del momento milanista. Vorrei, ma non ci riesco. Qualche miglioramento rispetto alla trasferta di Genova c’è stato, ma se il migliore in campo è Borini significa che c’è qualcosa che non va. Il tanto invocato 3-5-2 non sta dando le risposte desiderate. La difesa continua a prendere gol, 13 in nove partite ufficiali. Kessié e Biglia vanno a corrente alternata, troppo poco per imbrigliare il centrocampo della Roma. Davanti evanescente Kalinic. Meglio André Silva, non si capisce come il portoghese abbia giocato così poco in campionato fino ad ora.

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Suso e Bonaventura potrebbero essere, o lo sono già diventati, un caso. I due nella passata stagione erano due colonne per Montella. Oggi invece stanno facendo l’abitudine alla panchina, ma i risultati continuano a non arrivare. Due sconfitte consecutive, la sosta e il derby all’orizzonte. Montella in questi giorni avrà tempo per riflettere. Non avrà gli uomini, che saranno sparsi nel mondo con le loro nazionali. Un mese, poco più, di campionato e le scuse a Milanello sono già finite. Come l’estate, la stagione delle illusioni nel calcio.

Milan, quali rimedi per Montella? Bonucci predica calma

Nonostante le rassicurazioni della dirigenza, Vincenzo Montella sa di non poter più sbagliare. Dopo la sosta comincerà un ciclo fondamentale per i rossoneri. Il Milan affronterà in un mese Inter, Juventus e Napoli.  I rossoneri visti contro la Roma sembrano una squadra impaurita e in preda all’angoscia. Paradossalmente la squadra rendeva di più l’anno scorso, con una rosa molto meno qualitativa. Montella insiste sul 3-5-2, ma questa non sembra la soluzione ideale. Giocando così non c’è posto per Suso. Lo spagnolo, che non è stato convocato in nazionale, dovrebbe invece essere una risorsa fondamentale con le sue giocate. Stesso discorso per Bonaventura, che da mezzala in un centrocampo a cinque è molto limitato nel suo raggio d’azione.

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Montella nel post Milan-Roma ha chiarito che per il 4-3-3 occorre avere esterni in grado di segnare 12-15 gol a campionato, come Insigne e Callejon. Il tecnico rossonero, come fece Allegri un anno fa, potrebbe cambiare e mandare tutta la sua qualità in campo. Un 4-2-3-1 con Suso-Calhanoglu-Bonaventura alle spalle di una punta potrebbe essere un’idea. Esperimenti in cerca della soluzione del rompicapo Milan. Intanto sui social Leonardo Bonucci predica calma. Il capitano rossonero ha postato di ripartire dallo spirito di gruppo visto con la Roma. La pazienza dei tifosi rossoneri però non è infinita. Il derby del 15 ottobre diventa un crocevia fondamentale. Con l‘Inter avanti di sette punti, chi l’avrebbe detto solo un mese fa.

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