Milan, Montella con il rebus attacco. Aek Atene e Sassuolo bivio per i rossoneri

Pubblicato il autore: Antonio Guarini Segui
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Montella, l’attacco non va

Milan, Montella e il problema del gol. Paradossi rossoneri. Avere un allenatore che è stato uno dei migliori attaccanti degli ultimi 20 anni di serie A, aver speso più di 80 milioni per l’attacco e segnare meno dell’Udinese. 16 gol segnati in 11 giornate di campionato, bottino magrissimo per il Milan di Montella. Bilancio ancor più negativo se si pensa agli scontri diretti, tre soli gol segnati contro Lazio, Roma, Inter e Juventus. Quattro sconfitte su quattro con le prime della classifica, avendo spesso un segno di impotenza. Numeri e situazioni che sembrano condannare senza appello la truppa rossonera.  Kalinic, Andrè Silva e Cutrone non sembrano reggere il paragone con gli altri attacchi della serie A. Pensare che il solo Immobile ha segnato 14 gol, due in meno di tutto il Milan in queste prime undici giornate. Numeri impietosi che confermano il grande momento di difficoltà dei rossoneri. Contro la Juventus gli uomini di Montella non hanno giocato una brutta partita, ma conti alla mano hanno avuto solo una vera occasione da gol.

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La colpa non è certamente solo degli attaccanti. Kalinic è stato fischiato dai tifosi contro la Juventus. L’attaccante croato è stato lo specchio dell’impotenza rossonera al cospetto della Juventus. Soprattutto se dall’altra parte c’era un Higuain in versione extralusso. Il Milan sembra soffrire di un complesso San Siro. In questa stagione alcune buone prestazioni sono state offerte lontano da San Siro. La maglia rossonera “pesa” su giocatori non del tutto abituato ad uno scenario prestigioso come quello dell’impianto milanese. Al di là di tutto appare evidente una differenza di valore tra gli attaccanti a disposizione di Montella. Immobile, Higuain, Icardi, Dzeko, Mertens, tutta gente che sarebbero titolari al Milan anche giocando con una gamba sola. Per di più dalla Spagna arrivano le immagini del gol di Bacca che ferma l‘Atletico Madrid. 200 milioni e sentirsi deboli, paradossi rossoneri.

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Milan, Aek Atene-Sassuolo bivio decisivo per Montella

I bonus sono davvero finiti. Cinque sconfitte su undici partite di campionato sono davvero troppe, anche per una squadra in ricostruzione. Per il Milan e Montella arrivano ora due partite fondamentali, l‘Aek Atene in Europa League e il Sassuolo in campionato. L’allenatore rossonero, di nuovo sulla graticola, deve arrivare alla sosta con due vittorie. Poco importa se in Europa League i tre punti non sono indispensabili, serve vincere per dare morale all’ambiente. Poi si penserà alla trasferta di Sassuolo, costata in passato l’esonero ad Allegri. Due partite per poi affrontare con un pizzico di serenità la sosta che precederà la trasferta contro il Napoli.

Montella potrà nuovamente contare su Bonucci, assente per squalifica negli ultimi due match di campionato. Il capitano rossonero, se in buone condizioni, può essere una delle soluzioni ai problemi rossoneri. Il 3-4-2-1 sembra ormai essere diventato il modulo di riferimento. In Grecia ci sarà qualche cambiamento, con la probabilissima presenza di Locatelli al posto di un Biglia in crisi. Possibile una chance anche per Andrè Silva, sempre trascurato in campionato ma sempre presente in Europa League. Nello stadio dell’Aek il Milan ha vinto due Champions League. Giovedì servirà una semplice vittoria per cominciare una lunga e faticosa risalita. L’ombra di Gattuso, osservato da vicino da Han Li domenica mattina, si fa sempre più ingombrante per l’Aeroplanino che non sa più volare.

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