Milan, Montella dal sogno di mezza estate all’incubo Higuain. Biglia-Kalinic simboli della crisi rossonera

Pubblicato il autore: Antonio Guarini Segui
Montella

Montella è l’unico colpevole della crisi Milan?

Milan, altro processo per Montella. Sono passati tre mesi dall’inizio della stagione rossonera. A fine luglio il Milan debuttava in Romania nei preliminari di Europa League e una settimana dopo riceveva il caldissimo abbraccio dei 60mila di San Siro. Dalle ovazioni ai fischi il passo è stato breve. Contro la Juventus gli uomini di Montella sono usciti sconfitti nonostante una buona prestazione. La differenza tra le squadre, al di là della vittoria bianconera, è ancora notevole. Gli uomini di Allegri hanno controllato la partita, quando hanno accelerato sono andati a segno con Higuain. Il confronto tra il bomber argentino e Kalinic è stato impietoso. Il centravanti croato è sembrato un brutto anatroccolo nella serata di San Siro. L’ex viola ha avuto tre buone occasioni, non riuscendo a segnare in nessuna di queste. “Chissà come sarebbe finita a centravanti invertiti”, così mugugnava il pubblico di San Siro di fede milanista uscendo deluso dallo stadio.

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Altra vittima del sabato sera di Milan-Juventus è stato Lucas Biglia. Sostituito e fischiato, l’argentino è il simbolo degli imbarazzi milanisti di questo periodo. L’ex Lazio sembra stanco, lento e appannato. L’ombra del giocatore ammirato nelle stagioni scorse con la maglia biancoceleste. Dopo tante partite giocate il 31enne centrocampista ha bisogno di riposo e di ritrovare la migliore condizione psicofisica. Anche Calhanoglu ha deluso le aspettative. Montella confidava molto nel turco per il match con la Juventus. L’ex Bayer Leverkusen non si è mai quasi acceso, al pari di Suso. Entrambi ben controllati dalla gabbia di Allegri. L’estate è spesso la stagione delle illusioni, l’autunno quella della consapevolezza. Al Milan lo stanno capendo fin troppo bene.

Milan, processo a Montella. Ma è solo lui il colpevole?

Cinque sconfitte su undici partite di campionato. Un bilancio davvero deficitario che apre l’ennesimo processo in casa Milan. Il principale imputato resta Vincenzo Montella. L’allenatore rossonero non ha ancora dato un vero volto alla sua squadra. Le scusanti non mancano: dai tanti nuovi acquisti da inserire agli infortuni, fino a qualche episodio poco fortunato. Al di là di questi fattori però il Milan non sembra al livello delle migliori squadre del campionato italiano. Juventus, Napoli, Roma e Inter erano e restano più forti dei rossoneri. Ma anche una squadra come la Lazio sembra di essere molto superiore alla banda Montella.

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Dove finiscono i demeriti dell’allenatore e dove cominciamo quelli dei dirigenti? Fassone e Mirabelli hanno ricostruito una squadra con tanti giovani. Bonucci e Biglia dovevano essere gli elementi che dovevano trascinare il resto del gruppo. Non l’hanno ancora fatto.  A fine ottobre il Milan si trova già molto lontano dalle zone alte della classifica. Mentre ci si interroga su di chi siano le colpe, le altre viaggiano a mille. La bella coreografia dei tifosi milanisti “sfotteva” la Juventus e le finali di Champions League perse dai bianconeri. Ma in tempi di Halloween l’incubo di una stagione fallimentare, l’ennesima, disturba i sogni rossoneri. Aek Atene, Sassuolo e poi una provvidenziale sosta. Meno chiacchiere, più fatti per il Milan perché il pubblico rossonero è stanco di applaudire gli avversari.

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