Serie A, si allarga la forbice tra prime e ultime della classe. Non è meglio tornare a 18 squadre?

Pubblicato il autore: MATTIA D'OTTAVIO Segui

Serie A, si è conclusa ieri la decima giornata con il turno infrasettimanale e sembra che ormai dei risultati inaspettati non arrivino più. Vincono tutte le prime: Napoli, Inter, Juve, Lazio e Roma, torna alla vittoria il Milan e sembra aver cominciato ad ingranare anche la Fiorentina di Pioli. Le ultime sei perdono tutte e c’è un gruppetto di squadre in fondo alla classifica che non stanno certo incantando per gioco e carattere. Aggiungendo anche Cagliari e Udinese a questo gruppo abbiamo otto squadre in lizza per retrocedere e tre posti a disposizione. Saremo ingenerosi, ma il livello del campionato, soprattutto nella parte bassa, si sta abbassando vertiginosamente.

Continuando di questo passo (dopo 10 giornate con 7 punti si è salvi) la quota salvezza si abbassa dai canonici 40 punti a 23/25. Di conseguenza nella parte alta si collezionano solo risultati positivi: il Napoli ha 28 punti dopo 10 giornate, frutto di nove vittorie e del pareggio interno con l’Inter di Spalletti, continuando così la quota scudetto sale di molto oltre i vecchi 80/85 punti. E tutte le altre seguono a ruota, l’Inter a 26, Juve e Lazio a 25, la Roma in caso di vittoria con la Sampdoria nel recupero a 24. C’è troppa differenza tra alta e bassa classifica, da un lato lo possiamo considerare il campionato più equilibrato degli ultimi anni con tante squadre al vertice, dall’altro non possiamo non notare la qualità modesta di molte avversarie. Lotito un paio di anni fa se ne uscì con dichiarazioni fuori luogo su Carpi e Frosinone, e di questi tempi è meglio lasciar perdere il presidente della Lazio, che ha tanti altri problemi https://news.superscommesse.it/calcio/2017/10/audio-lotito-sul-caso-anna-frank-famo-sta-sceneggiata-332515/ .

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Il pensiero, espresso male, era quello di far tornare il campionato a 18 squadre (l’ultima volta fu nella stagione 2003/04) e sinceramente ci sembrano maturi i tempi. Anche dal punto di vista del calendario ci sarebbero molti vantaggi per i club impegnati con le Coppe europee e anche per la Nazionale. Alcuni tifosi storceranno il naso perché ci sarebbero delle partite in meno, senza volerci sostituire a Tavecchio, una Coppa Italia in stile FA Cup, farebbe guadagnare tanto appeal al calcio nostrano. Non ce ne vogliano i tifosi del Benevento ad esempio, ma 10 sconfitte consecutive (alcune immeritate) sono un record tutt’altro che invidiabile e segno che la squadra campana non era pronta per il grande salto nella massima serie. Il Verona e la Spal sono nei bassifondi della classifica, ma essendo neopromosse se lo potevano aspettare, il Crotone dopo la salvezza al fotofinish della passata stagione tenterà anche quest’anno l’impresa. Il Genoa anche non sta impressionando, soprattutto in difesa, ma a stupire in negativo sono Cagliari, Udinese e Sassuolo. Soprattutto bianconeri e neroverdi quest’anno stanno attraversando una pericolosa involuzione che rischia di tenerle invischiate nella lotta per non retrocedere fino a maggio.

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A fine campionato tireremo le somme, di otto squadre se ne salveranno cinque, speriamo che chi arriverà dalla B l’anno prossimo alzerà un po’ il livello, perché continuando di questo passo la Serie A sarà sempre meno allenante per le big che poi in Europa fanno fatica.

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